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Author: Gian Luigi Tosato

BCE: COSA PUÒ FARE E COSA NO

Con le acquisizioni di debito sovrano degli Stati in crisi, la Bce esula dal mandato affidatole dai  Trattati europei? La sua missione principale è la stabilità dei prezzi, che presuppone  necessariamente la stabilità monetaria. Ma gli acquisti rappresentano anche un aiuto agli Stati in difficoltà, che non rientra tra i compiti della Banca centrale. Tuttavia, la salvaguardia dell’euro è un’esigenza prioritaria che giustifica gli interventi della Bce in qualità di prestatore di ultima istanza. Purché siano rispettate precise condizioni. Perché la Bce non è comunque la Fed.

Le conseguenze del “no” francese

La vittoria del “no” nel referendum in Francia sulla Costituzione europea porterà secondo alcuni a una crisi valutaria nei nuovi Stati membri, alla fine dell’UME e al blocco di ogni ulteriore allargamento. Sono previsioni che non hanno fondamento. E non dimentichiamo che anche dopo il “no” francese e un probabile “no” olandese, la prosecuzione delle ratifiche secondo i programmi è doverosa ai sensi della dichiarazione n. 30 annessa al Trattato. Ma occorre capire il disagio diffuso rispetto al processo di integrazione comunitaria. Carlo Altomonte, Giancarlo Perasso, Ettore Greco e Gian Luigi Tosato discutono le implicazioni del voto negativo sulla Carta UE al referendum francese. 

La prevalenza del Trattato

Il Patto di Stabilità non esaurisce la disciplina europea delle finanze pubbliche. Al di sopra si pongono le disposizioni del Trattato, in particolare l’articolo 104 che istituisce una procedura per i disavanzi eccessivi. Le regole del Trattato e quelle del Patto si ispirano però a principi divergenti: di flessibilità e discrezionalità, le prime; di rigidità e automatismo, le seconde. Improponibile una revisione del Trattato, non è senza difficoltà una modifica del Patto. Probabile, dunque, una soluzione intermedia

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