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Author: Fabrizio Onida

onida È professore emerito dopo essere stato ordinario di Economia internazionale alla Bocconi fino al 2009. Precedentemente ha insegnato Economia internazionale alla Facoltà di Scienze politiche dell’Università Statale di Milano ed Economia politica alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Modena. Nel 1995-2001 è stato prima amministratore straordinario, poi presidente dell’ICE (Istituto Commercio Estero). Negli anni 1994-2000 e’ stato membro del comitato esecutivo e successivamente vicepresidente di Cariplo Banca. Dal 2005 al 2015 è stato consigliere-esperto del CNEL nominato dal Presidente della Repubblica. Dal 2007 al 2012 è stato membro del CdA e presidente dell’Internal Audit committee di Unicredit Leasing. Attualmente è nel board della Zagrebaĉka Banka (Gruppo Unicredit) e membro del Comitato Investimenti del Fondo Italiano Investimenti (CDP). E’ autore di numerose pubblicazioni su temi di commercio e investimenti internazionali, bilancia dei pagamenti, economia e politica industriale e dell’innovazione tecnologica. E’ stato collaboratore del Corriere della Sera ed è attualmente commentatore sul Sole24Ore

Politica Ue tra campioni industriali e rigido antitrust

Il divieto alla fusione Siemens-Alstom ha aperto il dibattito sulla politica industriale dell’Europa. Ma il consumatore-lavoratore è meglio difeso se vi sono imprese che creano occupazione sostenibile perché competitive sul mercato globale.

Dai distretti agli ecosistemi innovativi

La prossima presidenza di Confindustria dovrebbe mirare a due obiettivi, complementari e necessari per ridisegnare la politica industriale. Dovrebbe incoraggiare la formazione di ecosistemi innovativi, grazie anche al sostegno pubblico alle reti di impresa. E creare un asse tra ricerca e industria.

Una crisi di liquidità trasformata in Grexit

Governi europei miopi e una Bce che abdica alla sua funzione di banca centrale come prestatore di ultima istanza cooperano per trasformare una crisi di liquidità in crisi di insolvenza, con conseguenze autolesionistiche. Scenari difficili qualsiasi sia il risultato del referendum in Grecia.

CNEL: FARLO DIVENTARE DAVVERO UTILE

Contenuto nella manovra di agosto, il taglio di consiglieri e risorse del Cnel potrebbe favorire una utile riforma dell’organismo, previsto dalla Costituzione, sottraendolo all’immagine di ente inutile. Tra le modifiche di prassi, si dovrebbe arrivare a un innalzamento della quota di consiglieri donne e a una maggiore trasparenza dei criteri con cui le parti sociali designano i propri candidati. La presenza di riconosciute personalità tecniche e scientifiche contribuirebbe poi a migliorare la qualità, l’incisività e l’autorevolezza dei lavori del Consiglio.

PIÙ IMPRESE NEL NUOVO ICE *

Confindustria ha proposto di privatizzare l’Ice. Una utile provocazione perché il bilancio post-riforma dell’Istituto lascia molti dubbi sulle strategie e sulle inefficienze. Dovute alla rigidità nella selezione e nel governo del personale e alla sproporzione fra gli addetti della rete estera e quelli insediati in Italia. Paradossale poi la dispersione delle scarse risorse tra centinaia di iniziative prive di massa critica e grandi missioni di sistema, spesso inutili. Da moltiplicare invece gli sforzi di presenza sui medi e grandi mercati fuori dall’Europa.

Perché le imprese non crescono?

Sei ragioni per cui l’impresa fatica a crescere in Italia. Tra queste, anche la scarsa proiezione multinazionale delle nostre imprese e aziende familiari poco orientate ad aprirsi al capitale esterno. Mentre i distretti subiscono l’attacco competitivo dei nuovi paesi concorrenti nella fascia medio-bassa dei prodotti. Senza dimenticare il ruolo dei fattori “ambientali”.

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