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Author: Emanuele Ciani

emanuele ciani Da novembre 2019 è economista presso il Dipartimento Lavoro e Affari Sociali dell'OCSE; dal marzo 2013 è stato economista presso la Banca d’Italia, da cui è attualmente in aspettativa. Ha conseguito il dottorato presso il dipartimento di economia della University of Essex (Regno Unito). È membro del Centro di analisi delle politiche pubbliche dell'Università di Modena e Reggio Emilia.

Cassa integrazione, superare il tabù del cumulo*

Con l’attuale ordinamento si rischia il paradosso di avere milioni di persone ferme mentre molte imprese, anche nei settori essenziali, non trovano manodopera: un disincentivo che non ci possiamo permettere. Gli esempi in Europa non mancano.

Più occupazione a Sud per battere la disuguaglianza*

Le differenze tra Centro-Nord e Mezzogiorno nella distribuzione dei redditi sono nettamente superiori a quelle di altri paesi. Per ridurle sono fondamentali politiche che aumentino il tasso di occupazione al Sud. Anche a costo di abbassare le paghe orarie.

I beneficiari delle politiche? Meglio se li decide l’algoritmo*

Gli algoritmi, ormai sempre più presenti nella nostra vita, potrebbero aiutarci a indirizzare meglio i trasferimenti pubblici, come dimostrano due esempi. Ma occorre valutare gli effetti di una loro applicazione e fare molta attenzione alla trasparenza.

Quando la mobilità del lavoro fa la differenza*

In Italia le differenze tra aree nel tasso di occupazione sono particolarmente persistenti. Una soluzione è favorire una maggiore mobilità della popolazione, che però dipende anche dai prezzi delle case. Cosa accade con più flessibilità nei salari.

Soldi dei fondi strutturali a impatto zero*

Molto si è discusso dei ritardi nella spesa dei fondi europei. Poco invece della capacità di questi finanziamenti di incidere sulle prospettive economiche dei territori interessati. Uno studio suggerisce che negli ultimi anni il loro effetto è stato scarso.

A volte funzionano: i sussidi alla stabilizzazione dei precari *

Gli incentivi statali favoriscono l’approdo a un lavoro stabile? Possono essere efficaci, anche se una quota della spesa finanzia conversioni da contratti a termine a rapporti di lavoro a tempo indeterminato che sarebbero comunque avvenute. Evidenza empirica sugli effetti del decreto 5 ottobre 2012.

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