Lavoce.info

Author: Edoardo Di Porto

Di Porto È Professore Associato di Politica Economica presso la Federico II di Napoli, fellow del Center for Studies in Economics and Finance (CSEF) e ricercatore affiliato presso Uppsala Center for Fiscal Studies (UCFS). Attualmente in aspettativa è dirigente presso la Direzione Centrale Studi e Ricerche (DCRS) INPS dove si occupa attivamente del programma VisitInps Scholars.
Le idee e le opinioni espresse nei suoi articoli sono da attribuire esclusivamente all'autore e non investono la responsabilità dell’Istituto di appartenenza.

Ma il mercato del lavoro non è un autobus all’ora di punta*

Nel dibattito su quota 100 si era detto che la misura avrebbe liberato posti di lavoro per i giovani. Ora un’analisi sui dati individuali delle carriere lavorative degli italiani mostra che gli effetti di “rimpiazzo” della forza lavoro sono stati parziali.

Più ispezioni e più mirate per ridurre gli incidenti sul lavoro

Qualsiasi campagna per ridurre gli incidenti sul lavoro non può prescindere dalla prevenzione e dal rafforzamento dell’attività ispettiva. Cinque anni dopo la sua istituzione è tempo di ripensare all’idea di un unico Ispettorato nazionale del lavoro, il cui fallimento era stato preannunciato.

25 aprile, gli effetti di lungo periodo della guerra**

A più di 70 anni dalla fine del conflitto, gli effetti della Seconda guerra mondiale e delle stragi nazi-fasciste sono ancora visibili in Italia. Uno studio sulle carriere lavorative e pensionistiche e sullo stato di salute degli individui nati in quel periodo.

Così l’assegno familiare è davvero unico*

La legge delega sull’assegno unico universale per i figli ha alcuni limiti. Una proposta alternativa lo renderebbe invece realmente unico e universale. Ne beneficerebbe il 30 per cento più povero della popolazione, con chiari effetti redistributivi.

Assegno unico per i figli: non tutto è risolto*

La legge delega per la riforma dei carichi familiari è senz’altro un passo avanti rispetto al sistema attuale. Ma lascia inalterati alcuni principi del vecchio impianto. In più, il ruolo affidato all’Isee porta a dare un peso eccessivo al patrimonio.

Stranieri, perché regolarizzarli è utile ora*

In tempi di emergenza sanitaria, si torna a parlare di regolarizzazione dei migranti. Andrebbe fatta per molti motivi, legati alla struttura del nostro mercato del lavoro. Un’analisi sulla sanatoria del 2002 ne indica gli effetti positivi per l’economia.

Chi e come regolarizzare nell’emergenza coronavirus*

La regolarizzazione degli immigrati irregolari è oggi necessaria per ragioni di salute e di ordine pubblico. E va attuata rapidamente per riprendere il controllo del territorio. La bozza di decreto legge governativo è insufficiente su entrambi i fronti.

Acrobazie fiscali: i lavoratori domestici e gli 80 euro*

I domestici, considerati dal fisco lavoratori dipendenti, tendono ad adottare comportamenti economici simili agli autonomi. Possono evadere più facilmente, ma con gli incentivi “giusti” pagano di più le tasse. Ne è prova la loro reazione al Bonus di 80 euro.

Le conseguenze dell’immigrazione

L’arrivo di migranti in Italia ha permesso di mantenere un vantaggio comparato nei settori tradizionali. Ma ha anche contribuito a rimandare la ristrutturazione verso settori più avanzati. Più lontano il paese di provenienza, più semplice la mansione dei lavoratori immigrati. Un’occasione persa.

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén