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Author: Corrado Pollastri

Ricercatore Istat e membro del Centro di Economia e Finanza Pubblica (Cefip) Università Roma Tre, è stato consigliere presso il MEF (2013-2014). Ha collaborato con IFEL (2010-2012) e con il Ministero della Politiche per la Famiglia (2007-2008); tra il 1997 e il 2010 è stato responsabile delle analisi delle politiche fiscali e dei modelli di microsimulazione Cer di famiglie e imprese .
E' stato inoltre membro della Commissione consultiva sul trattamento fiscale dei redditi delle famiglie, istituita presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze nel 2007 e collaboratore presso il Servizio Bilancio della Camera dei Deputati sui temi riguardanti il federalismo fiscale.

Per il cuneo fiscale seguire la strada maestra

Riducendo l’Irap si abbatterebbe il costo del lavoro senza incidere sui salari, intervenendo sull’Irpef si otterrebbe l’esito opposto. Una proposta alternativa per ridurre veramente il cuneo fiscale, a partire dai redditi più bassi. E incentivare l’emersione del lavoro nero.

IMU, QUALCUNO MANCA ALL’APPELLO

Va rivisto il trattamento fiscale degli immobili non locati previsto nella manovra Monti. All’introduzione dell’Imu fa da contraltare l’esclusione dall’Irpef delle rendite catastali per le sole abitazioni non affittate. Uno sgravio che non ha alcuna giustificazione né dal punto di vista equitativo, né tributario, né economico. È un premio per chi affitta in nero e dunque contrasta con le politiche di incentivo all’emersione. L’esclusione delle rendite catastali dall’imposta progressiva, poi, garantisce un vantaggio maggiore ai proprietari con reddito complessivo più alto.

Una “cura” per i deficit della sanità

Il deficit accumulato dalla sanità pubblica nel periodo 2002-2005 supera i 17 miliardi. E le previsioni non indicano alcuna inversione di tendenza. Tuttavia, alcune Regioni perseguono armonicamente gli obiettivi di politica sanitaria e di bilancio. Mentre le amministrazioni che hanno disavanzi enormi difficilmente troveranno gli incentivi per migliorare le proprie prestazioni nel vincolo di bilancio soffice imposto dal governo. I risultati di una simulazione che ipotizza un aumento del 30 per cento dell’aliquota dell’addizionale Irpef.

Buoni propositi: l’assegno alle famiglie

Un assegno da 2.500 euro l’anno per ogni bambino, fino ai diciott’anni. La proposta di Prodi anticipa la necessaria riforma degli istituti di sostegno dei redditi familiari. La misura riunifica assegni familiari e deduzioni, ha carattere strutturale, è universale e selettiva allo stesso tempo. Nell’immediato, l’onere per lo Stato è contenuto, mentre gli effetti distributivi sono virtuosi: l’incidenza percentuale del beneficio è più elevata per i decili inferiori della distribuzione e decresce all’aumentare del reddito. Più problematica la copertura a regime.

La resistibile ascesa del welfare residuale

Lo schema incentrato su tre aliquote di imposta sembra rimanere ben saldo nelle intenzioni del Governo anche se rinviato di un anno. Per la gran parte della popolazione, però, non ci sarà alcun beneficio. E lo sgravio fiscale si colloca nella prospettiva di un welfare residuale. A un minor prelievo sui redditi elevati corrisponderà una riduzione di prestazioni sociali. A questa visione se ne può contrapporre un’altra con un assetto dell’imposta personale e dei trasferimenti monetari che abbia effetti redistributivi in modo da sostenere i redditi bassi e medi.

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