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Author: Carlo Altomonte Pagina 1 di 3

Carlo Altomonte è Professore di Economia dell’Integrazione Europea presso l’Università “L. Bocconi” di Milano e Docente Senior di Macroeconomia e di International Business Environment presso la SDA Bocconi School of Management. Visiting Professor in diverse università internazionali, è Non-resident Fellow del think-tank europeo Brugel (Bruxelles), Senior Research Fellow dell'ISPI (Milano), Research Fellow del Centro Dagliano (Università degli Studi di Milano). Consulente sui temi del commercio e degli investimenti internazionali per diverse istituzioni pubbliche tra cui la Banca Centrale Europea, la Commissione Europea, il Parlamento Europeo, la Division of Investment and Enterprise dell’UNCTAD (Nazioni Unite) ed il Ministero dello Sviluppo Economico italiano. Attualmente è consigliere scientifico del Centro Studi di Assolombarda, e membro del Comitato di Esperti di politica economica della Presidenza del Consiglio. È autore di diverse pubblicazioni scientifiche internazionali sui temi del commercio e degli investimenti internazionali e della competitività dei sistemi economici.

Illusione Biden per l’Europa

La presidenza Trump non è stata una parentesi. Anche con Biden non si tornerà al disegno multilaterale di Obama. L’Europa dovrebbe tenerne conto e proseguire sulla strada dell’autonomia strategica dagli Stati Uniti, in economia come nella geopolitica.

Non c’è Europa senza beni pubblici europei

Il compromesso raggiunto sulla rimodulazione delle risorse del Next Generation Eu mantiene i trasferimenti agli stati, ma riduce le spese per i beni pubblici europei. Ma una semplice “Unione dei trasferimenti” da Nord a Sud rischia di fallire.

Non tutti i dazi vengono per nuocere

Tra pochi giorni entreranno in vigore i dazi compensativi degli Stati Uniti sull’importazione di prodotti europei. Non è la soluzione ideale. Però dimostra che il sistema di regole multilaterali per la correttezza del commercio internazionale funziona.

Perché Ceta e Jefta sono accordi da ratificare

Ceta con il Canada e Jefta con il Giappone rappresentano un modello di gestione dei rapporti tra stati basato su regole moderne. Avvantaggiano l’Europa e l’Italia. E sono un’alternativa alla politica di potenza, utile solo a Stati Uniti, Cina e Russia.

Tutti sconfitti nelle guerre commerciali

Nella battaglia dei dazi con la Cina, gli Stati Uniti cercano di ottenere il massimo prima di arrivare a un accordo. Ma il rischio è che a farne le spese sia il sistema di regole del commercio internazionale, insieme alla crescita economica globale.

Ma le guerre commerciali non prevedono il lieto fine

Oggi è difficile essere ottimisti su una risoluzione consensuale della controversia commerciale tra Usa e Cina. Ma se le sanzioni minacciate diventassero realtà, il gioco si farebbe davvero pericoloso, per i due paesi e per gli scambi internazionali.

Guerre commerciali: Donald Trump contro tutti

L’amministrazione americana ha deciso l’imposizione di tariffe sulle importazioni di acciaio e alluminio dal resto del mondo. Per farlo ha invocato la sicurezza nazionale. Ma dietro questo concetto si intravede una politica commerciale aggressiva.

I dazi di Trump contro i torti degli europei

Nella vicenda delle importazioni in Ue di carne contenente ormoni e dei conseguenti dazi compensativi imposti dagli Usa, i torti e le ragioni non sono così definiti come appaiono a prima vista. E anche le conseguenze non sono facili da calcolare.

Perché Trump ha torto sul Messico

Donald Trump vuole ridurre le esportazioni dal Messico verso gli Usa. Ma l’introduzione di tariffe sui prodotti messicani potrebbe far perdere competitività alle imprese americane, che vedrebbero compromesse le loro catene regionali del valore. L’importanza della bilancia commerciale complessiva.

Ma sulla Germania The Donald forse ha ragione

La Germania non è il Messico. Ha un surplus commerciale non solo bilaterale con gli Stati Uniti, ma in aggregato con il resto del mondo. Anche perché si avvantaggia degli effetti dell’area euro. Proprio per questo dovrebbe in parte modificare la sua politica economica. A partire dagli investimenti.

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