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Author: Bernardo Fanfani

Assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Economia e Finanza dell'Università Cattolica di Milano. Si occupa di economia del lavoro e relazioni industriali, studiando temi come le diseguaglianze salariali, la discriminazione, gli effetti della contrattazione collettiva sui lavoratori e sulle imprese. Ha ottenuto il dottorato di ricerca presso l'Università di Torino ed è stato visiting student presso la Berkeley University.

Quando il salario contrattuale è troppo rigido per le imprese*

Il modello italiano di contrattazione centralizzata dei salari fatica ad adattarsi alle diverse esigenze di una popolazione di imprese alquanto eterogenea. Lo dimostrano due recenti studi empirici. Il salario minimo potrebbe dare maggiore flessibilità.

Col bonus più giovani al lavoro*

Nel 2018 è stato introdotto un incentivo all’assunzione di giovani esteso anche agli under-35. Ha portato a una effettiva crescita dell’occupazione per quella fascia d’età. Il costo è però rilevante. E la chiarezza del quadro normativo è cruciale.

Perché il salario minimo non basta

È un’illusione pensare che il salario minimo risolva il problema dei redditi da lavoro bassi. Andrebbe invece ripensato il sistema di contrattazione collettiva per adeguare le regole sui minimi retributivi alla dinamica della produttività delle imprese.

Salari: ecco dove cresce la disuguaglianza

In trent’anni le disuguaglianze nei salari giornalieri sono aumentate meno nel nostro paese rispetto alla Germania. Ma la situazione è ben diversa per le retribuzioni annuali. Bisogna dare più spazio alla contrattazione decentrata e alle deroghe ai Ccnl.

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