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Irresistibile ascesa e repentina caduta di Ftx

Tre anni di irresistibile ascesa e poi un crollo altrettanto rovinoso: si chiude così la vicenda di Ftx, il mercato delle criptovalute. Lascia vari insegnamenti sui danni causati dall’assenza di regolazione e dai conflitti di interesse della politica.

Il fenomeno Ftx

Fino all’inizio di novembre, il logo di Ftx, il mercato delle criptovalute fondato tre anni fa dal giovanissimo Sam Bankman-Fried, era ben visibile sulle macchine della Mercedes che gareggiavano in formula uno come sulle tute dei suoi piloti Lewis Hamilton e George Russell. Lo stesso Ftx dava il nome allo stadio di basketball dei Miami Heat, di cui era il principale sponsor.

Come è possibile che un giovane di trent’anni, in pochissimo tempo, sia riuscito a costruire un impero del valore di 32 miliardi di dollari, poi crollato nello spazio di una settimana, facendo perdere a un milione di investitori decine di miliardi? Fra questi “sfortunati” vi sono i principali fondi di venture capital e investitori istituzionali del pianeta, quali Tiger Global Management, Ontario Teachers’ Pension Plan, SoftBank Group, BlackRock, Lightspeed Venture Partners, Temasek, e Sequoia Capital. Tutti questi, non proprio degli sprovveduti, hanno finanziato, “dopo una attenta due diligence”, quello che in pochissimo tempo era diventato il terzo mercato al mondo di criptovalute.

Sam Bankman-Fried è nato nel 1992 a Stanford da Barbara Fried e Joseph Bankman, entrambi professori di diritto alla Stanford Law School. Nel 2014 si laurea in fisica e matematica al Mit (Massachusetts Institute of Technology). Dopo aver lavorato brevemente per Jane Street Capital, un rinomato intermediario finanziario e per il Centre for Effective Altruism, nell’ottobre 2017 fonda a Berkeley Alameda Research, società di trading in criptovalute, poi nel maggio del 2019 Ftx, mercato di cripto asset.

Sono gli anni in cui si arricchisce velocemente, prima arbitraggiando le enormi differenze di prezzo del bitcoin tra Giappone e Stati Uniti, poi con le gigantesche commissioni che un mercato in forte crescita riesce a far pagare ai propri clienti. 

A fine 2021 Sam Bankman-Fried trasferisce la sede di Ftx da Hong Kong alle Bahamas, dove va a vivere assieme a dieci amici in un attico da quaranta milioni di dollari. In quegli anni Sam Bankman-Fried diventa l’enfant prodige di tutti i principali fondi di venture capital che gli finanziano una serie di acquisizioni, che permetteranno a Ftx di diventare un vero intermediario finanziario globale. I fondi raccolti e la possibilità di emettere FTT, token originati da Ftx, consentiranno anche di creare una rete di partecipazioni incrociate con numerosi intermediari, quali Binance, il primo mercato al mondo di cripto.

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Oltre alla scarsa trasparenza dei mercati delle criptovalute, agli enormi margini che hanno garantito negli anni di boom, alla superficialità e ai numerosi conflitti d’interesse di diversi intermediari finanziari, vi è un altro elemento patologico che ha caratterizzato la irresistibile crescita di Ftx: i suoi legami con la politica americana. Nel 2020 Sam Bankman-Fried, con 5,2 milioni di dollari è stato, dopo Bloomberg, il maggior contribuente alla campagna elettorale di Joe Biden, mentre nei due anni successivi ha generosamente finanziato anche la campagna elettorale di numerosi senatori repubblicani, fra cui Susan Collins del Maine, Mitt Romney dello Utah, Lisa Murkowski dell’Alaska, e Ben Sasse del Nebraska.

La caduta

Come ogni crisi finanziaria la caduta del Ftx è stata repentina ed è iniziata da una fuga di notizie, una corsa ai depositi o meglio una vendita di token e una crisi di liquidità. Poi sono emerse una serie di irregolarità contabili, amministrative e organizzative. 

La crisi deve essere iniziata, ma non ne abbiamo certezza, nel corso del 2022, quando Alameda Research, diretta da Caroline Ellison, una ex fidanzata di Sam Bankman-Fried, scivola a causa di investimenti a leva su posizioni a lunga prese sui cripto asset in un momento nei quali i loro prezzi hanno cominciato a crollare.

Le preoccupazioni diventano di pubblico dominio il 2 novembre, quando un articolo su CoinDesk, un sito specializzato in bitcoin e valute digitali, rivela che Alameda Research, società controllata da Ftx, deteneva una parte significativa delle sue riserva in Ftt, cioè i token creati da Ftx. In seguito alla rivelazione, Changpeng Zhao, Ceo di Binance, principale mercato rivale di Ftx, annuncia che avrebbe venduto tutta la sua partecipazione in Ftx, cioè tutti i suoi Ftt. All’annuncio seguiva una corsa dei clienti al prelievo dai conti (wallet), a cui Ftx non riusciva a far fronte.

L’11 novembre Ftx ha presentato istanza di protezione dal fallimento (Chapter 11). Nei giorni successivi, fonti giornalistiche rivelano che il mercato di criptovalute aveva prestato ad Alameda Research milioni di dollari, utilizzando i fondi depositati dai suoi clienti, mentre il commissario liquidatore John J. Ray III – un uomo di grande esperienza, che si è occupato anche del caso Enron – dichiara di trovarsi di fronte al peggior caso di mala gestio della sua carriera.

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Le lezioni da trarre

Quali lezioni possiamo trarre da questa esperienza?

In primo luogo, quelli che chiamiamo mercati, in molti casi, sono intermediari a tutto tondo, che detengono, a nome dei clienti, wallet, – di fatto dei conti correnti e dei conti titoli – privi non solo di assicurazione sui depositi, di banca depositaria, ma anche di qualsiasi forma di separazione dagli attivi della società.

In secondo luogo, la drammatica assenza di vigilanza e regolamentazione pubblica non trova neppure una parziale mitigazione nelle forze di mercato e negli altri intermediari privati, che dovrebbero mandare segnali agli investitori meno sofisticati. Nessun venture capital e intermediario istituzionale, pur avendo investito molti soldi in Ftx, si è accorto di quanto stesse succedendo nel gruppo, mentre la capitalizzazione del Ftx raggiungeva i 32 miliardi di dollari. 

Terzo, l’innovazione finanziaria, quando assume dimensioni rilevanti anche se non sistemiche, non può essere la foglia di fico dietro la quale si nascondono le autorità di vigilanza.

Quarto, la politica non dovrebbe mai farsi finanziare in maniera importante da società private poiché ciò porta inesorabilmente a un mostruoso conflitto d’interessi. 

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Si fa presto a dire occupabili

  1. Maurizio Cortesi

    Ho trascurato fino ad oggi di leggere l’articolo perché del tutto disinteressato ed anzi fortemente contrario alle criptovalute in generale. La storia che ci racconta mi ha fatto tornare in mente il romanzo di Dashiell Hammett Il falcone maltese, la cui trasposizione cinematografica, diretta da John Houston, si conclude con un poliziotto che indicando la statuetta (il famoso falcone) chiede “Che roba è questo?” e Humphrey Bogart risponde “Roba di cui son fatti i sogni”. I sogni possono trasformarsi in incubi, come avvertiva già Hyrienonimus Bosch nel suo trittico noto come Il giardino delle delizie, e le quattro sconfortanti conclusioni che lei trae dalla vicenda evidenziano che questo confine l’abbiamo probabilmente già oltrepassato.

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