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  1. diego Rispondi
    come volevasi dimostrare. e non è corretto dire che "Il fatto che calando l'imposta potesse emergere il nero era un possibile ulteriore vantaggio, ma non si poteva contarci", perchè il maggior gettito da emersione del nero avrebbe dovuto dare copertura finanziaria al decreto. adesso chi lo paga il conto?
  2. Marcello Rispondi
    Non è una sorpresa che una aliquota del 21% dia entrate minori delle aliquote IRPEF, ma lo scopo della cedolare secca era di equiparare l'investimento immobiliare a quello in obbligazioni dove l'aliquota è 12,5% o 20%. Inoltre nessuno dice che il vero beneficiario è l'inquilino che grazie al blocco degli aggiornamenti ISTAT ottiene un vantaggio crescente nel corso degli anni, che in caso di inflazione maggiore del 5-6% potrebbe annullare i benefici per il proprietario. Il fatto che calando l'imposta potesse emergere il nero era un possibile ulteriore vantaggio, ma non si poteva contarci.
  3. Decebalo Rispondi
    Il calcolo non è completo. Infatti nel caso di applicazione dell'aliquota marginale il contribuente oltre che le spese può detrarre anche il 50% delle fatture della ristrutturazione e il 60% delle fatture relative al risparmio energetico. Quest'ultima possibilità è invece preclusa al proprietario che non ha altri redditi. Il Fisco quindi in questi casi ci guadagna e di questo guadagno si deve tener conto per fare un calcolo corretto dei pro e contro per l'Erario.
  4. samboc2 Rispondi
    La legge sulla cedolare, a mio parere, è l'unica che ha cercato di dare equità nel settore delle locazioni, anche se l'aliquota inizialmente doveva essere al 19% e doveva valere anche per locazioni commerciali. Io possiedo 3 appartamenti, che mi danno un reddito mensile di 1.250 Euro lordi mensili; la mia aliquota marginale è del 38%, oltre Ici/Imu. Non è tutto oro quello che luccica, nel mio comune, est veronese di 20.000 ab., ci sono tra i 600e gli 800 appartamenti sfitti.- Quello della casa è un mercato che è stato strozzato. Alla bisogna non vendi più e comunque il prezzo lo farebbe il compratore. Le insolvenze sono dietro l'angolo ed anch'io ci sono passato, ti ci vogliono anni per recuperare il danno, e lo stato vuole pure l'irpef sul non riscosso. Finanziariamente, mi salvo perchè ho una buona pensione, non perchè ho 3 app. a disposizione. Se si vuole eliminare il 'nero' come da più parti si fa notare, basta una task force tipo quella che consegna il questionario sul censimento: casa per casa e si controlla la situazione, e dopo un anno se te ne fregavi del censimento, scattava un reato penale. E poi smettiamola di unificare realtà di una cittadina come la mia con città come Verona o Padova che solo per la presenza dell'università, conoscono una domanda di alloggi che ormai non esiste più, a livello generale.
  5. Legione Rispondi
    Sapete che c'è? Io sono in aliquota marginale 43%, ma il reddito del mio appartamento (lasciato proprio ieri dall'inquilino) era di 6600 euro...ora tra IMU (aliquota massima) e probabile eliminazione della cedolare secca, ho deciso di vendere l'appartamento perché il gioco non vale più la candela (considerato anche il rischio di metterti in casa qualcuno che non paga); così tutti ci perderanno a parte (forse) il sottoscritto: lo stato perderà l'irpef sull'affitto e il comune perderà l'imu (se la casa viene acquistata da qualcuno come abitazione principale)...
  6. AM Rispondi
    La situazione è complessa e non si debbono trarre affrettate conclusioni. Certo, con la cedolare secca sono avvantaggiati i contribuenti che hanno aliquote marginali più elevate, che in genere non praticano affitti in nero. Con la cedolare secca l'aliquota è relativamente bassa, ma non sono deducibili le spese inerenti alla locazione e le spese condominiali. Per i proprietari con bassi redditi la cedolare secca non risulta particolarmente conveniente.
  7. Sarastro Rispondi
    L'articolo è molto interessante nella parte analitica ma non ne comprendo le conclusioni. Mi sembra ovvio che la cedolare secca doveva costituire, nelle intenzioni di chi l'ha introdotta, un incentivo a dichiarare i redditi da locazione in cambio di un trattamento di favore. Se la mia aliquota marginale è del 23%, molto probabilmente continuerò a percepire i canoni in nero; se invece è il 43% (più addizionali locali), allora potrei essere indotto a mettermi in regola. Ciò che manca è un efficace meccanismo di individuazione e sanzione degli evasori, che nel caso specifico non può non passare attraverso la contrapposizione di interessi con il locatario. Ad esempio, al locatario che segnala il padrone di casa evasore si potrebbe estendere de iure il contratto in essere per dieci anni, al canone corrente: si tratterebbe di una minaccia significativa per il locatore e avverrebbe a costo zero per l'erario.