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  1. Amegighi Rispondi
    Il problema, secondo me, è che paradossalmente in Europa non comanda nessuno. Il gioco dei veti, che permette di bloccare qualsiasi decisione coraggiosa verso un reale avanzamento dell'integrazione europea, sta rendendo questo cammino sempre più difficile e sempre meno rettilineo. A mio parere il (giusto) aumento del numero di paesi della comunità, ha portato tuttavia ad una farraginoso rallentamento del processo di integrazione, già lento, precedentemente, ora ancor più. Sarà un caso, ma mi sembra che le grosse decisioni nel processo di integrazione europea siano state prese prima del grosso allargamento al numero attuale.
  2. Roberto Rispondi
    In Europa comanda chi non crea inflazione, cioè coloro che non hanno deficit annuali di bilancio, ovvero non hanno bisogno di ricorrere ai mercati finanziari per avere il denaro sufficiente per il proprio funzionamento. AI tempi di una Banca Centrale al servizio della politica, ogni disavanzo di bilancio trovava la sua copertura "monetaria". Oggi non è più così, e da un bel pò, almeno per noi italiani. In un mondo in cui la politica monetaria è indipendente, i politici non possono e non devono creare inflazione con i loro deficit annuali, sono i privati con i loro investimenti "privati" (cioè senza apporto pubblico) che devono mantenere l'economia. Per noi italiani la cosa è drammatica. Basti vedere quante cause civili, penali ed amminstrative ci sono nei tribunali. Ed anche qui, comanda in Europa chi ha un sistema giudiziario altamente efficiente e rapido.
  3. Piero Rispondi
    Draghi oggi ha tolto la maschera, ha detto che non sosterrà gli stati con politiche di acquisto titoli, anzi gli stati indebitati devono fare coe la Germania, devono fare le firme che già la Germania ha fatto nel 2003, ha dichiarato che non farà iniezioni di liquidità nel sistema pur se l'inflazione e' ampiamente al di sotto del 2%; la politica di Draghi e' stata svelata, e' il condottiero della Merkel per la conquista economica di tutta l'Europa. Questa e' la risposta di chi comanda in Europa. Solo un'alleanza tra noi la Spagna e la francia ci può salvare, alleanza improbabile, perché la Spagna e' già stata accontentata da Draghi, mentre la Francia deve ancora decidere, a mio avviso dobbiamo chiedere subito l'aiuto al fondo salva stati, veniamo si commissariati ma almeno riprendiamo i soldi che abbiamo già versato con gli interessi. In difetto usciamo dall'euro, tanto la Bce non cambia la politica monetaria, non aumenta nemmeno la liquidità nel sistema, anche in presenza di una inflazione dell'1,2%, abbiamo uno 0,8% di margine per agire che non viene utilizzato, e' inutile perdere tempo.
    • Maurizio Cocucci Rispondi
      L'acquisto di titoli del debito pubblico da parte della BCE sul mercato primario è vietato dai trattati, Draghi non potrebbe farlo quindi nemmeno se lo volesse. Quello sul secondario, a patto di procedere ad una sterilizzazione per non incidere sull'inflazione, è appunto fattibile con l'OMT (Outright Monetary Transactions) promosso da Draghi. La Costituzione tedesca però impedisce di accollarsi debiti altrui e per questo al momento non è ad esempio possibile varare gli Eurobond e sempre per questo c'è chi ha fatto appello alla alta Corte di Karlsruhe perchè ritiene l'OMT incompatibile con la legge fondamentale tedesca. Draghi sta difenedendo questo piano e, badi bene, con l'appoggio della cancelliera Merkel. Chi è contrario non è lei, ma molti esponenti del mondo politico, economico e civile, così come tanti altri sono favorevoli. E' errato e semplicistico pensare che la Germania sia unita pro o contro l'euro (come in Italia del resto). Proprio lo scorso weekend sono stato a Berlino e li è in corso una mostra dedicata all'ex cancelliere Willy Brandt, un grande sostenitore dell'Unione Europea e non certo per trarre profitto a favore del suo Paese. Ora pongo una domanda: è possibile che il sistema pubblico italiano costi metà se non più del PIL? Forse è possibile tagliare qualcosa e questo è il motivo dello scetticismo di molti tedeschi nell'aiutare i Paesi del gruppo PIIGS.
      • Piero Rispondi
        Il pericolo dell'inflazione non c'è, siamo in presenza di un popolo che di una moneta forte ne ha fatto il principio della propria esistenza, arrivati a questo punto sarebbe preferibile he i tedeschi stiano per conto loro, a livello economico noi siamo più competitivi di loro, in ogni caso a riflessione del settore pubblico italiana abbisogna non solo di riforme ma di cultura, ossia l'impiegato pubblico e' al servizio dl cittadino e non al contrario come in Italia, per cambiare ciò ci vuole tempo, penso circa. 0 anni, devono andare in pensione tutti i parassiti assunti in modo clientelare e are affidano sulle nuove leve, ciò però non 'entra niente con la politica della Bce. In questo momento l'Austerita non paga, si deve cambiare regime, la Bce può legittimamente agire sul secondario senza sterilizzazione. Se non cambia politica vi sarà sicuramente la rottura dell'area valutaria.
  4. marco Rispondi
    Quella che tutti chiamano Europa, altro non è che un oligarchia (ricordo che la commissione europea non è eletta e che il parlamento europeo ne può solo ratificare le leggi) voluta dalle grosse lobby europee e mondiali e dai trust franco-tedeschi che ha come scopo quello di indebolire gli Stati impoverendoli col solo scopo di privatizzarne il welfare speculandoci sopra nell'interesse dei grossi capitali - Come scrive il giornalista Paolo Barnard nel saggio "il più grande crimine" basta leggersi i trattati di Maastricht per rendersene conto - Molte parti sono identiche al programma della grossa e potentissima lobby Ert. La politica economica neofeudale incentrata sul fanatismo monetario e sull'austerity è volta a realizzare questo obiettivo. I politici italiani, in particolare il PD, altro non sono che maggiordomi al servizio di questi grossi poteri - Non a caso Letta, Monti, Saccomanni ecc.ecc. sono tutti burocrati e tecnocrati membri delle grandi massonerie e lobby internazionali ed europee: Bilderberg, Commissione trilaterale, Aspen ecc. Anche la Germania è vicina all'implosione...l'unica via di salvezza è uscire dall'euro e riacquistare la sovranità monetaria tornando a spendere a deficit.
    • Piero Rispondi
      Un po' irrealistico come progetto, ma gli effetti sono gli stessi e la conclusione anche, si deve cambiare strategia nella politica monetaria, ripeto da due anni su questa rivista queste idee, i fatti mi stanno dando ragione, ma non sono contento, tutto ciò si poteva evitare due anni fa, si è seguito servilmente l'indirizzo della Merkel che ha i nostri soldi prelevati con l'euro (surplus bilancia commerciale negli scambi intra euro), non abbiamo più tempo. Per quanto concerne l'Europa non e' che un semplice contratto molto oneroso per i contraenti.
    • Maurizio Cocucci Rispondi
      Diciamo che occorrerebbe informarsi meglio prima di affermare inesattezze, Barnard in primo luogo. Si può essere tranquillamente contro il progetto dell'Europa e contro la moneta unica, ma non costa nulla (se non un'oretta del proprio tempo più o meno) per discutere a favore o meno di qualcosa che esiste in realtà e non nella fantasia. La Commissione Europea non è eletta dai cittadini ne' più ne' meno di molti governi incluso il nostro. Il Parlamento non ratifica, ma legifera cambiando se lo ritiene opportuno quanto proposto dalla Commissione. Poi vi sono altri organismi europei che intervengono nelle questioni più importanti (v.Fiscal Compact) e ogni Paese spesso ha diritto di veto. Se il nostro governo ha approvato provvedimenti e questi sono poi stati ratificati e inseriti addirittura in Costituzione non si può scaricare la responsabilità fuori dei nostri confini. Tantomeno alla Spectre.
  5. Piero Rispondi
    L'Europa non è intervenuta a favore dell'Italia, anzi non l'Europa ma la Germania non è intervenuta, ciò ci dice chi comanda in Europa. Il problema dei tassi al momento dell'euro, e' vero che sono stati bassi, come alla fine lo sono stati per tutti. La Germania differentemente dall'Italia non ha subito a globalizzazione avendo un tessuto economico con imprese con minore intensità di lavoro. Il fiscal compact non è stato sottoscritto dall'Italia ma dagli "incoscienti" che sono stati portati al potere dalla Merkel.
  6. Maurizio Cocucci Rispondi
    Ignazio Visco (governatore Bankitalia): <>. L'euro ha 11 anni e la crisi c'era già negli anni '90, solo che grazie all'euro abbiamo beneficiato di una riduzione dei tassi che ci ha permesso di riprendere fiato. Noi non ne abbiamo approfittato e siamo precipitati nuovamente in un contesto drammatico che la crisi del 2008 ha solo accentuato.
  7. Jacopo Piletti Rispondi
    io credo che sia un concorso di colpe , certo la politica dell'austerity della germania non aiuta però se siamo in sta situazione è perchè siamo strutturalmente indietro a molti paesi
    • Maurizio Cocucci Rispondi
      La politica dell'austerity non è della sola Germania come molti mass-media voglio farci credere, ma di quasi tutti i Paesi europei. Ricordo che il fiscal compact è un trattato redatto da Francia e Germania e benedetto da Olanda e Finlandia. Approvato dal Portogallo (che fa parte del gruppo dei PIIGS) addirittura prima dei tedeschi e di noi italiani. Repubblica Ceca e Gran Bretagna hanno detto NO e non mi risulta che ci sia stata una qualche ritorsione nei loro confronti. Ognuno è stato libero di assumere la decisione che riteneva più opportuna. Il nostro Parlamento ha ratificato il trattato così come ha inserito in Costituzione il Pareggio di Bilancio. Noi potevamo fare a meno di sottoscriverlo e le conseguneze sarebbero state che l'Europa non sarebbe intervenuta in nostro soccorso se fossimo stati coinvolti in una crisi finanziaria.