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  1. Piero Rispondi
    Tutto ad un tratto le banche italiane che erano le più solide, oggi sono le più brutte, questa politica dello sfascio si sta propagando a tutti i livelli, dobbiamo reagire, Letta deve puntare i piedi in Europa, deve fare cambiare la politica monetaria della Bce, altrimenti vi sarà la rottura dell'area euro.
  2. Paolo Rispondi
    Non passa giorno che la questione del credit crunch non venga discussa e deplorata sui media e nella rappresentazione comune le banche italiane svolgono il ruolo delle “dark ladies”. Ora io non sono un esperto di economia bancaria, ma mi domando, perché le banche dovrebbero volutamente far mancare il credito alle bisognose imprese italiane ? Forse perché egoisticamente scelgono altri impieghi più redditizi ? Ma se le banche depositano liquidità presso la BCE ne ricavano un interesse zero, se acquistano Bot ne ricavano un rendimento dello 0,733 % (Bot scadenza 13/05/2014 da Eurotlx) se acquistano CTZ lo fanno ad un tasso del 1,113 % (Il sole 24 Ore di oggi) se prestano soldi ad altre banche lo fanno con un tasso euribor a 6 mesi dello 0,3 %, tutti tassi inferiori alla pur bassa inflazione italiana. O non prestano perché non possono, essendo poco capitalizzate ? Ma le due maggiori banche italiane, Intesa ed Unicredit, per esempio, hanno un core tier 1 un po’ superiore all’11% mentre l’EBA richiede solo un 9 %. Sbaglia l’EBA o il core tier 1 è inaffidabile ? Non è che le sottocapitalizzate sono, in generale, le imprese italiane che fanno un eccessivo conto sul credito bancario ed in questo momento di crisi, più che per investire, per “tirare avanti” ?