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  1. avigot Rispondi
    Non sono d'accordo: a mio avviso ci dovrebbe essere solo l'IRPEF. ora sono agevolati i redditi da capitale, quelli da affitto, IMU, IVA, che applicano un tasso flat per tutti, mentre la progressività sancita dalla costituzione viene demandata alla sola IRPEF, col risultato aberrante di colpire soprattutto il ceto medio basso. Gli incapienti non hanno problemi di tasse, fatta salva l'IMU. ma chi ha reddito da lavoro e i pensionati non sfuggono. Chi ha molti immobili paga l'IMU a tasso flat a seconda del comune, la cedolare secca sugli affitti, se ha investimenti in buoni postali o del tesoro o conti bancari anche qui paga un tasso flat. Per non parlare delle grandi fortune che possono essere trasferite con un clic nei paradisi fiscali, oppure occultate in oscure fondazioni. Benvenuti in italia, grandi capitalisti!
  2. Luca Rispondi
    sarebbe anche ora di fare un esempio, con casi semplici e numeri concreti, sulla differenza tra Equità Orizzontale ("individui in condizioni economiche eguali - cioè che godono dello stesso livello di benessere - devono condividere lo stesso trattamento tributario") ed Equità Verticale ("individui in condizioni economiche diverse devono essere sottoposti a trattamenti tributari differenziati - ad esempio, chi gode di un livello di benessere più elevato deve sopportare un maggior carico tributario")!!!
  3. Decebalo Rispondi
    Sono favorevole a un'imposta fortemente progressiva sui redditi delle persone fisiche. Ovviamente non per i redditi delle imprese, anche se mi ricordo che qualche parlamentare del PCI voleva la progressività anche per i redditi delle imprese. Sono invece molto perplesso sulla progressività delle imposte patrimoniali, a parte il fatto che una certa progressività è comunque generata dalle franchigie per i valori bassi. La mia opinione, resa più accettabile in una situazione di economia globale, dipende dal fatto che i grandi patrimoni, utilizzando costosi servizi di professionisti internazionali, di trust e di banche riescono spesso ad eludere questa imposta o a frazionare i patrimoni familiari. Oggi poi vi sono in Italia centinaia di migliaia di residenti stranieri dei cui patrimoni detenuti nei paesi d'origine ben poco si conosce (quasi nessuno di loro, a detta dell'Agenzia delle entrate, ha compilato l'apposito quadro nella dichiarazione dei redditi). Almeno per la patrimoniale proporzionale è indifferente il frazionamento artificioso del patrimonio familiare. In sostanza a mio avviso una patrimoniale progressiva sulla ricchezza complessiva o solo su quella immobiliare colpirebbe quasi esclusivamente le fasce medio-alte del ceto medio, che hanno un patrimonio non cospicuo, ma molto visibile.
  4. jorge Rispondi
    In Italia più del 50% del gettito IRPEF è prodotto dal 10% dei contribuenti. Non si tratta peraltro di veri "ricchi": per entrare nella fascia è sufficiente superare i 35 mila euro lordi. Da notare poi che la soglia di applicazione della aliquota più elevata della tassazione sul reddito, che in altri paesi si colloca su redditi equivalenti di centinaia di migliaia di euro, in Italia è stata progressivamente ridotta nel tempo ed è ora di 75 mila euro (circa 3 mila euro netti al mese). La verità è che la progressività IRPEF è già molto elevata e tra tassazione sul reddito, contributi sociali e perdita di benefici già da redditi di 28 mila euro l'incentivo a impegnarsi e a lavorare (guadagnare) di più è quasi inesistente.
  5. Carlo Moser Rispondi
    Condivido le conclusioni, per quel che riguarda l'IMU. L'analisi però tratta di progressività in senso più ampio, e qui ti perdi un elemento fondamentale: quell'1% più ricco è anche molto mobile. Nelle statistiche lo vedrai tra qualche anno, ma ti assicuro che di quell'1% ce ne sono parecchi che ogni giorno spostano armi e bagagli non verso qualche staterello canaglia, ma verso paesi rispettabili con sistemi di tassazione più leggeri e vantaggiosi programmi di attrazione di non residenti abbienti. Così mentre noi auspichiamo più progressività, ci sentiamo migliori e pensiamo che i padri costituenti sarebbero orgogliosi di noi, perdiamo base imponibile a rotta di collo... finché moltiplicheremo zero per un'aliquota del 100%. Penso che un paese debba dotarsi della progressività che riflette sì le proprie preferenze sociali, ma anche, realisticamente, il proprio appeal nella concorrenza internazionale tra territori e la qualità dei servizi che offre. Sicuramente non deve rincorrere la progressività predicata dei suoi demagoghi.
  6. Margareth Thatcher Rispondi
    Una soluzione molto semplice: tornare alla tassazione Irpef del reddito catastale della prima casa. Nessuno può ignorare che, a parità di reddito monetario, una famiglia con casa di proprietà abbia una capacità contributiva superiore ad una famiglia in affitto. Tornare indietro rispetto alla sciagurata scelta della finanziaria 2001 (Ministro del Turco) di escludere la prima casa dall'Irpef (e della altrettanto sciagurata scelta della finanziaria Monti di escludere dall'Irpef le rendite delle abitazioni a disposizione), consentirebbe di recuperare progressività senza inventarsi imposte patrimoniali "progressive" (!) ottenendo risorse da impiegare nella rimodulazione dell'IMU o nella riduzione della pressione fiscale sul lavoro.
  7. Roberto_1960 Rispondi
    Purtroppo quando una nazione decide, incredibilmente, di affidarsi per un ventennio ad un uomo politico che è anche un super-ricco, quello che inevitabilmente succede è che la progressività del sistema fiscale si riduce. Basti pensare che il personaggio in questione vagheggia da sempre un sistema fiscale addirittura "flat", ovvero proporzionale puro, con progressività nulla! Questa proposta è oscena ed assurda, non solamente perché è contraria alla Costituzione ma anche al buon senso e al "buon governo": in una società in cui il benessere negli ultimi decenni si è tangibilmente spostato verso gli alti redditi è giocoforza prendere provvedimenti "riequilibranti", ovvero aumentare e non certo diminuire la progressività del sistema fiscale. Senza contare che una economia in crisi di domanda deve cercare di sostenere i bassi redditi ed il ceto medio, perché danno un contributo maggiore ai consumi rispetto agli alti redditi (per il semplicissimo motivo che sono numericamente di più). E cosa c'è di meglio di un aumento della progressività delle imposte per ottenere ciò?
  8. Alberto Lusiani Rispondi
    Le argomentazioni a supporto dell'IMU progressiva sono limitate sull'1% piu' ricco che ha meno del 10% dei redditi dichiarati complessivi e quindi sono incomplete perche' non considerano gli effetti sulla classe media. Se si fanno bene i conti su chi ha redditi medi l'aliquota marginale sui redditi IRPEF omnicomprensiva di riduzione degli assegni familiari, riduzione delle detrazioni, aumento dei ticket sanitari, della mensa scolastica, e mille altre tagliole statali dipendenti dal reddito IRPEF e' gia' elevatissima (maggiore del 46%), e francamente non vedo ragione di aumentarla. Sarei semmai favorevole ad eliminare i trucchi messi in opera da destra e sinistra unite in parlamento per aumentare l'aliquota marginale anche dei redditi medio-bassi in maniera occulta lasciando invariate le aliquote per scaglioni ma introducendo detrazioni decrescenti col reddito che in maniera nascosta sono matematicamente equivalenti ad aumenti sostanziali delle aliquote formali.
  9. Gianluca G Vecchio Rispondi
    Signori, oltre a parlare di numeri e progressioni, giustissimo, occorre ripensare ad un rapporto più sano tra cittadino e Stato, soprattutto Stato comunità, non solo apparato. Ma ciò forse è da ricercare nelle questioni più ancestrali della nascita di questo Paese un po' malandato. Comunque lavoro interessante.
  10. Riccardo Riva Rispondi
    Non ho il curriculum accademico del prof. Fiorio, ma ho letto Von Mises, Von Hayek e Kenneth Minogue. Il problema non mi sembra quello di rendere sempre più aspra la tassazione. In Italia la fiscalità è spietata con gli onesti, molto distratta con i furbi. C'è poi da tener presente che la pressione sulle aziende, quelle perfettamente in regola, a detta di Befera sfiora l'80% e che oltre il 100% non si può andare. Compito degli economisti sarebbe quello di studiare come creare ricchezza, di ingrandire la torta, non spartirla per poi alla fine farla sparire.