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La scuola superiore è una scelta di genere

La scelta della scuola superiore può condizionare percorsi di studi e vita lavorativa. È quindi un problema se i ragazzi tendono a preferire gli indirizzi scientifici e le ragazze quelli umanistici. Anche perché non c’entrano i risultati in matematica.

Divari di genere nel mercato del lavoro

Le disparità di genere nell’istruzione scientifica e nel mercato del lavoro continuano a preoccupare le istituzioni internazionali e i governi dei maggiori paesi occidentali. In Europa, oltre il 30 per cento delle donne (contro l’8 per cento degli uomini) lavora nei settori dell’istruzione, della salute e dei servizi sociali, che sono tradizionalmente sottopagati rispetto al resto del mercato del lavoro. D’altra parte, circa un terzo degli uomini (e solo il 7 per cento delle donne) lavorano in settori Stem.

In generale, le donne hanno una maggiore probabilità degli uomini di lavorare meno ore, in occupazioni precarie e sottopagate. Le disparità si amplificano e sono particolarmente problematiche per le donne con bassi livelli di istruzione. Come osservato nel rapporto Eige del 2017, infatti, oltre il 36 per cento delle donne (e solo il 16 per cento degli uomini) con istruzione limitata all’obbligo scolastico hanno un reddito nel quartile più basso della distribuzione.

L’Italia ha ricevuto uno dei punteggi più bassi in Europa nella sfera occupazionale del Gender Equality Index, che include tra l’altro la parità di genere nell’accesso al mercato del lavoro, la segregazione occupazionale, l’accesso a flessibilità oraria. Come osservato nel rapporto Ocse “The pursuit of gender inequality: an uphill battle”, il mercato del lavoro italiano è caratterizzato da tassi di occupazione femminile più bassi della media europea, e il problema riguarda in particolar modo le donne con bassi livelli di istruzione, che hanno una maggiore probabilità di essere disoccupate o sotto-occupate, e percepire salari inferiori alla media.

In questo contesto, un’analisi dettagliata e approfondita delle scelte di istruzione dei ragazzi e delle ragazze italiane è particolarmente importante per capire le radici delle diseguaglianze sul mercato del lavoro.

Lo studio

La ricerca ha analizzato le scelte d’istruzione alla fine della terza media, con l’obiettivo di comprendere quali siano i meccanismi principali che le influenzino, e come questi meccanismi varino tra ragazzi e ragazze.

La scelta della scuola superiore è una tappa essenziale della formazione, e, a tredici anni circa, ci si trova a selezionare un indirizzo di studi che potrà avere un’influenza importante sulla carriera futura. La decisione è ancora più determinante per la popolazione giovanile che non frequenta l’università e che accede al mercato del lavoro subito dopo la scuola superiore. I divari di genere nell’istruzione superiore sono quindi almeno parzialmente responsabili dei divari nel mercato del lavoro.

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La maggior parte della letteratura esistente che analizza i divari di genere nell’istruzione si concentra su quelli che riguardano lo studio di materie scientifiche all’università (per esempio, si veda lo studio di David Card e Abygail Payne, pubblicato nel 2021). Tuttavia, i divari di genere emergono molto presto nella carriera scolastica di ragazzi e ragazze, in particolare nei risultati in matematica, ed è quindi essenziale comprenderne l’impatto su importanti scelte educative future. 

Come si evince dalle indagini nazionali e internazionali sulle competenze, in media le ragazze hanno risultati migliori dei ragazzi in italiano e molto spesso ne hanno di peggiori in matematica. Queste differenze possono spiegare i divari nelle scelte della scuola superiore? In primo luogo, il nostro studio ha analizzato l’effetto dei risultati scolastici per materia nella scelta della scuola superiore e come influenzino in modo diverso ragazzi e ragazze. La ricerca si propone di studiare anche l’impatto di altri fattori, come miglior performance in italiano o matematica e posizione relativa nella classe nelle due materie. Infine, la ricerca analizza quanto questi fattori possano ridurre le disparità di genere nelle scelte scolastiche e che cosa cambierebbe se i risultati in matematica di ragazzi e ragazze fossero più simili.

I dati provengono dall’Anagrafe nazionale studenti, che include tutti gli studenti residenti in tre regioni italiane (Piemonte, Lombardia e Veneto), osservati in maniera continuativa dalla prima media, frequentata nel 2013-2014, alla prima superiore. I dati includono le valutazioni degli insegnanti sul profitto scolastico dei ragazzi in italiano e matematica (in seconda e terza media) e sono collegati con i dati Invalsi, che includono misure standardizzate di performance per materia.

I risultati

Le scelte scolastiche sono state raggruppate in sette categorie: liceo tradizionale (scientifico, classico), liceo non tradizionale con focus sulle materie umanistiche (liceo delle scienze umane, linguistico, artistico), istituto tecnico con focus scientifico, altro istituto tecnico, istituto professionale con focus scientifico e altro istituto professionale. A livello descrittivo, si osserva che i ragazzi scelgono sempre le scuole con un focus sulle materie scientifiche in maniera nettamente maggiore delle ragazze, a qualsiasi livello di performance scolastica (Figura 1).

La ricerca dimostra che i risultati scolastici (sia voti dati dagli insegnanti che test Invalsi) in italiano e matematica hanno un effetto differente sulle scelte di ragazzi e ragazze. In particolare, la probabilità di frequentare il liceo scientifico è considerevolmente più alta per i ragazzi che per le ragazze, a ogni livello di performance in matematica. D’altra parte, la probabilità aumenta maggiormente per le ragazze quando hanno risultati molto alti in matematica. Inoltre, la probabilità di frequentare un istituto tecnico con focus scientifico è sempre particolarmente bassa per le ragazze, indipendentemente dai risultati scolastici (Figura 2).

Per esemplificare i risultati, la probabilità stimata che un ragazzo con voti e test Invalsi in italiano e matematica nella media frequenti il liceo scientifico è del 23 per cento, mentre quella che frequenti un istituto tecnico con focus scientifico è del 41 per cento. A parità di performance scolastica, una ragazza ha solo il 14 per cento di probabilità di frequentare il liceo scientifico e il 9 per cento di probabilità di frequentare un istituto tecnico con focus scientifico. D’altra parte, una ragazza con queste caratteristiche avrà oltre il 60 per cento di probabilità di frequentare un liceo non tradizionale, quindi con un focus su materie umanistiche. I divari persistono anche tra ragazzi e ragazze con risultati scolastici superiori o inferiori della media.

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Questi divari sono senza dubbio notevoli, ed evidenziano il rischio che le ragazze compiano scelte scolastiche che potranno penalizzarle nel mercato del lavoro. I ragazzi prediligono infatti scuole con focus Stem anche quando i loro risultati in matematica non sono brillanti.

Gli altri meccanismi investigati nello studio (miglior performance in italiano o matematica e posizione relativa nella classe nelle due materie) influenzano le scelte scolastiche di ragazzi e ragazze in maniera simile. Tuttavia, non contribuiscono a spiegare il divario di genere nella scelta di scuole con focus scientifico (liceo o istituto tecnico).

Inoltre, simulando l’effetto di un aumento dei punteggi Invalsi medi delle ragazze in matematica, e rendendo quindi la performance delle ragazze identica a quella dei ragazzi, osserviamo che la probabilità media di frequentare un liceo scientifico aumenterebbe solo di circa il 3 per cento (corrispondente a una riduzione di circa un quarto del divario di genere) e la probabilità di frequentare una scuola tecnica a focus scientifico resterebbe sostanzialmente invariata.

Il messaggio fondamentale del nostro studio è quindi che il divario di genere nelle scelte scolastiche non è spiegato dalle differenze di performance (assoluta o relativa) in matematica di ragazzi e ragazze o da altri meccanismi legati al contesto scolastico. È quindi essenziale concentrare gli sforzi su politiche che riducano i pregiudizi e gli stereotipi relativi ai ruoli di genere nella famiglia e nella società.

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  1. Savino

    Non c’è scritto da nessuna parte che gli studi scientifici siano necessariamente i migliori in assoluto e migliori rispetto a quelli umanistici. Se la pandemia o le vicende belliche attuali fossero state affrontate con un approccio umanistico non ci saremmo trovati male come ci troviamo adesso. l’Italia, in particolare, fin dall’antica Roma e ribadita dal Rinascimento in poi, possiede una tradizione umanistica che è patrimonio e va conservata ed utilizzata nella risoluzione dei problemi contemporanei. In fondo, non fu Marchionne ad affermare di aver attinto molto più dal suo sapere in filosofia che in ingegneria.

  2. La polarizzazione delle scelte tra ragazzi e ragazze è notevole e, soprattutto, stabile nel tempo.
    Un riequilibrio nelle scelte sarebbe un bene per tutti, più donne in professioni STEM ma, ad esempio, anche più uomini nell’insegnanto a tutti i livelli di scuola.
    Alcune osservazioni.
    1) è fondamentale una seria attività di orientamento, non solo come conoscenza dell’offerta di scuole e corsi universitari ma come percorso per la conoscenza di se stessi, per il superamento degli stereotipi, da realizzare precocemente nelle scuole (anche una donna può fare il chirurgo… ma anche l’elettricista o il tecnico che installa la fibra… )
    2) più servizi educativi e un miglior bilanciamento dei carichi famigliari sono contributi indispensabili per liberare le scelte delle donne sulla professione/mestiere.
    3) alcune delle professioni, come quella di educatore/trice e docente dovrebbe essere pagate meglio ed avere un maggiore riconoscimento sociale.

    • Massimiliano Cena

      Concordo su tutto. E’ esattamente cosi’.
      Aggiungo solo che bisogna intervenire perché a tutti, donne e uomini, sia consentito fare la scelta migliore per le proprie attitudini e per i propri desideri.
      Non è buona cosa misurare tutto a livello economico e trovo completamente sbagliata l’idea che gli studi scientifici siano da preferire a priori solo perché mediamente più ricercati e pagati nel mondo nel mondo del lavoro. Preoccupiamoci di garantire a donne e uomini di fare una scelta consapevole e libera da pregiudizi ma poi accettiamola e sosteniamola. Non mi stupirebbe comunque che, una volta sanate le storture, continui a manifestarsi una differenza nelle scelte tra uomini e donne. Differenza che andrebbe a questo punto accettata e valorizzata.

  3. Catullo

    Sarebbe da capire perché nonostante la forte focalizzazione sul far studiare le materie scientifiche alle ragazze i risultati sono stati piuttosto deludenti.
    Nella classe di mia nipote, pur essendo stata fatta una forte pressione verso un percorso scientifico, la gran parte delle ragazzine si sono orientate verso percorsi umanistici compresa lei che vuol fare l’insegnante di lingue. Mi domando se non sia errato l’approccio.

  4. Giovanni Rossi

    Con tutto il rispetto per le ricercatrici, a me sembra che il tema sia la luna e voi avete indicato il dito ; mi spiego il tema vero non è se e come e quanto le ragazze scelgano di studiare i classici, la filosofia, la letteratura, rispetto alla matematica e/o alla fisica; il tema vero è che servono ragazzi e ragazze preparati nel versante tecnologico e quindi istituti tecnici e/o professionali e non licei ! o almeno non solo licei . Poi ci si lamenta se non si trovano figure tecniche intermedie che abbiano competenze richieste dal mercato del lavoro. Sono un ingegnere ed un insegnante prossimo alla pensione e svolgo attività di consulente per aziende grandi e multinazionali da oltre 30 anni; la pratica professionale mi conferma che nel settore di lavoro industriale e del terziario sono assolutamente carenti le figure di diplomati in meccanica, elettrotecnica, informatica.. e allora di cosa parliamo ? I miei colleghi ingegneri che lavorano nelle aziende svolgono un ruolo che no ha bisogno della laurea e spesso i pochi diplomati del settore tecnologico sono assolutamente meglio preparati degli ingegneri….

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