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  1. Brubo Rispondi
    In Italia spesso si cercano i tecnici (laureati), e si fanno pure le selezioni accurate, che sanno il tedesco e sono più alti di 180 cm. e sono disposti a "progetti formativi valoriali" ( invece lavoro duro concreto senza diritti) a retribuzione nulla = 0€ (neppure il pasto a pranzo e il rimborso del costo dell'autobus per recarsi al lavoro). E i famosi datori di lavoro che fanno tali proposte si scandalizzano se non trovano questo tipo di giovani. La retribuzione, secondo i datori di lavoro, consisterebbe nell'esperienza maturata da spendere in un altro "progetto formativo valoriale".
  2. Savino Rispondi
    Il vero studio scientifico da compiere, in maniera tale da far emergere l'urgente utilità di forze fresche nel mondo del lavoro ai fini dell'incremento di produttività e di competitività, è tra coloro i quali un lavoro ce l'hanno da tanto tempo. Quante "figure professionali specifiche" per il lavoro così come lo conosciamo oggi ci sono tra coloro che hanno cominciato a lavorare 20 o 30 anni fa o anche più? Io vedo gente che, tanti anni fa, è riuscita ad ottenere, arrancando o addirittura comprandoselo, un diploma di scuola superiore o un diploma di laurea, ed oggi è immeritatamente, nei posti rilevanti della società: quelli sono i veri choosy. Il problema di competitività n. 1 in Italia è dato dal fatto che sul lavoro non vengono collocate le persone giuste al posto giusto. Quanti finora, pur avendo una certa professionalità specifica, svolgono o hanno svolto un tipo di lavoro diametralmente diverso? Bisogna, inoltre, responsabilizzare (e cominciare anche a licenziare) chi si occupa della selezione del personale quando commette errori clamorosi, quando si orienta con altri criteri immorali (raccomandazione? preferenze personali?), quando cestina i curricula di tanti bravi e onesti ragazzi, che poi riescono a dimostrare di essere dei fenomeni solo quando vanno all'estero. Io lo dico sempre a chi fa il "saggio" in modo ipocrita e dà dei "consigli" per scrivere un curriculum: anzitutto si imparino a leggere le store che ci sono dietro i curricula, fatte di una creatività e di un ingegno unico. Se si continua a cestinare un'intera generazione di sicuro non si fanno passi avanti.
  3. Giuseppe Caniglia Rispondi
    Ho letto con interesse l'articolo. Vorrei esprimere un parere su un punto: là dove si afferma che essere donne e risiedere nel Mezzogiorno comporta una maggiore disoccupazione. Io credo che in questo caso intervengano in maniera determinante calcoli di convenienza (del tutto legittimi) che mantengono alta in negativo questa media occupazionale. Per esempio, perchè una donna dovrebbe accettare un lavoro sottopagato e sfruttato come la commessa in un supermercato (parliamo di 10 ore lavorative a 700 € al mese) e non restare a casa a prendersi cura della prole? Non ha una maggiore convenienza economica (e non solo) rispetto ad accettare un tale lavoro? E ancora: perchè un meridionale, anche qualificato, dovrebbe accettare un lavoro al nord, pagando affitto e spese condominiali di 700 € al mese + altre spese varie, in cambio di uno stipendio di 1150 € al mese? Non è più conveniente per lui vivacchiare con lavoretti di vario genere, ma restare vicino alla famiglia con tutti i vantaggi che ciò comporta? Vorrei che chi scrive questi articoli, peraltro in maniera competente, considerasse anche questi fattori che sicuramente hanno un loro peso determinante. Si rischia, altrimenti di sbagliare ancora una volta le politiche occupazionali di questo paese. Sarebbe più utile per esempio una politica che faccia abbassare gli affitti delle case, ci sarebbe una maggiore mobilità occupazionale oppure un aumento stipendiale dei contratti più bassi (del quale hanno già parlato i sindacati) avremmo più donne che lavorano. In questi giorni si parla di far pagare un unica tassa, sul modello tedesco, che riguardi l'imu e le tasse comunali sui servizi, estendendo il pagamento anche agli affittuari e non solo ai proprietari. Ma chi fa' queste proposte, sa' a quanto ammonta un affitto in Germania? E' circa un terzo di un affitto in Italia! E con che coraggio si chiede di pagare tale tassa ad affittuari che sono già gravati da un affitto pesante? Non sono politiche contro il lavoro e la sua mobilità queste? Vi saluto