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  1. carlo giulio lorenzetti Rispondi
    Un suggerimento puramente lessicale : meglio parlare di bicameralismo paritario o simmetrico e non di bicameralismo perfetto, ché se fosse veramente tale non si vedrebbe la ragione di correggerlo.
  2. Parla come Mangi Rispondi
    La colpa è dei partiti di questa sistuazione che per meri calcoli elettorali non hanno cambiato la legge elettorale che fa si chi abbia si e no il 30% dei consensi dei votanti e non degli aventi diritt,i perchè in tal caso stiamo parlando - numeri alla mano - di Pd, Pdl e Sc che messi assieme non rappresentano neanche il 50% dei cittadini e questa distorsione abberante, deliberatamente voluta ha fatto spacciare per plebiscito l'elezione di napolitano che in realtà non è. La stessa evidenza si riflette sulla composizione dei saggi che non rappresentano neanche la metà dei cittadini. Per ciò che concerne la Costituzione essa è nata ed è stata concepita si un sistema elettorale proporzionale, come del resto dovrebbe essere, con un Parlamento che discute e approva le leggi e per finire con un presidente della repubblica garante della stessa, Non a caso è previsto il reato di alto tradimento proprio per il presidente. I partiti hanno snaturato tutto, non c'è da inventare, ma semmai attenersi alla costituzione e se qualcosa deve essere modificato devono essere i partiti che hanno occupato le istituzione come del resto è risultato evidente dal discorso di insediamento dello stesso presidente, essere un appello politico anzichè far valere dei valori costituzionali. La rovina sono loro - i partiti -e non gli italiani che ne subiscono le conseguenze nefaste dell'occupazione delle isituzioni in un apparente consociativismo che ormai è ulteriormente degenerato e che può essere assimilato a patti di ferro molto simili a ricatti reciproci con un modus operandi da vere e proprie associazioni mafiose. Basta solo ricordare l'elezione di napolitano con le schede segnate e firmate pena l'espulsione alla faccia e in barba all'art.67 della costituzione. Sono malati e avendo occupato le istituzione le hanno contagiate rendendo impossibile qualsiasi forma di democrazia, anche la più elementare, ammalando anche le stesse istituzioni ormai ridotte a loro mere propagazioni. Il cancro va estirpato e solo dopo una lunga convalescenza si potrà mettere mano alle regole, fatto salvo scoprire poi che non era necessario.
  3. Ivano Zatarra Terzo Rispondi
    Brunetta ha subito detto che il Governo Letta (Enrico) deve realizzare i punti del programma Berlusconi: togliere l'Imu e rimborsarla, la giustizia, ecc... Insomma tutte quelle cose che avrebbero dovuto accontentare l'italica e mai soddisfatta pancia dell'elettorato e che, chissà in quale misura, hanno forse contribuito alla creazione dello stallo politico e istituzionale di questi ultimi cinquanta giorni. Brunetta si dichiara un economista. Ma dando un'occhiata a Publish or Perish non si direbbe.
  4. antonio gasperi Rispondi
    che sia il momento giusto per le riforme nessuno lo nega, però nel motivarlo pare che l'articolo indichi più gli effetti della stasi istituzionale (rielezione Napolitano, attenzione dell'opinione pubblica) che le cause politiche ed economiche, le quali sono, forse non è inutile ricordarlo, la drastica semplificazione del sistema dei partiti (dovuta ad una legge elettorale che doveva essere la premessa della fallita riforma costituzionale del 2006) e l'alleanza fra detentori del capitale e classe dirigente che sta distruggendo lo stato sociale ed impoverendo i cittadini italiani più che altrove.