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  1. Giuseppe CUSIN Rispondi
    Condivido pienamente il commento di Marco Spampinato, in particolare la proposta sull'imposizione delle case sfitte. In questo momento sulle case sfitte non si paga l'imposta sul reddito, rendendo meno conveniente dare in locazione una casa e incentivando l'evasione fiscale se la casa è data in locazione.
  2. Massimo Matteoli Rispondi
    Le banche non finanziano mutui, così si comprano molte meno case, il mercato scende e ugualmente diminuisce il valore delle garanzie immobiliari della banche, che così riducono ancora i mutui....... Un perfetto circolo vizioso Sono completamente d'accordo con le conclusioni dell'articolo, ma mentre si aspetta un governo degno di questo nome ( e mi sa che dovremo attendere molto vista l'arroganza della nuova partitocrazia), forse le banche potrebbero metterci un freno se avessero un pò più di fiducia nei loro correntisti. Chi ha rapporti con il mercato è pieno di esempi di persone oneste, con un lavoro che non riescono ad ottenere un mutuo. La prudenza e la serietà sono una cosa, la grettezza che si vede in giro un'altra.
  3. Marco Spampinato Rispondi
    Quello che veramente non comprendo è come mai lavoce.info insista nel pubblicare solo contributi favorevoli alla ripresa della domanda nel settore dell'edilizia privata. E' evidente che gli autori di questi articoli non usano bene l'informazione statistica, che se ben utilizzata dimostra inequivocabilmente che l'Italia ha puntato sin troppo su questo settore nel decennio 2000. Se gli autori usano male le serie storiche (troppo brevi!!) possono dimostrare ciò che vogliono, ovviamente. La realtà è diversissima. Ciò a cui assistiamo è il NECESSARIO ridimensionamento di un comparto che non può avere alcuna ambizione di guidare (tantomeno da solo) la crescita di un paese troppo "avanzato" per puntare su questi driver di "sviluppo" (non è sviluppo in realtà). Se la voce.info mi assicura di non censurarlo, posso impegnarmi a scrivere un articolo con indicatori semplici (che tutti o quasi possono comprendere) sul come si "vede" la bolla edilizia in Italia, anche guardando alle consguenze su altri comparti (banche e industria). Una anticipazione: le banche in Italia hanno finanziato un mare di mutui da costruzione e di mutui per l'acquisto di case! Ora dovremmo preoccuparci di salvarle dal matrimonio con costruttori che non hanno più mercato? Ci sono altre soluzioni per dare una casa a chi la cerca. La prima è tassare le case che i proprietari non usano (dalla seconda in poi) in maniera progressiva, cosicché questi trovino conveniente venderle, riducendo le loro pretese sul prezzo. Che si riducano i prezzi (e complessivamente la rendita non produttiva) è un bene per i giovani che vogliono comprare senza accollarsi mutui troppo onerosi. Mutui elevati (in prop. al reddito) determinano effetti pericolosi sulla loro vita: se si pagano mutui troppo alti i soldi non sono sufficienti per molte altre spese necessarie: sanità, istruzione per sé e per i figli, e consumi di tutto ciò che "conta" e che si vuole. Il mio punto non è solo fare una corretta informazione (che già sarebbe meglio che la disinformazione imperante in Italia), ma anche promuovere una analisi economica nell'interesse (di breve e lungo termine) di chi ha di meno: cioè di chi ha più bisogno di una cultura economica meno servile verso gli interessi più forti, o meglio rappresentati.
    • Andrea Rolando Rispondi
      Commento ottimo e pienamente condivisibile!
    • Luca Ferrari Rispondi
      Giusto. Dimezziamo il prezzo dei beni e dei servizi, cosi il paese riparte... ma per Cuba.
  4. Laura Invernizzi Rispondi
    Non credo che l'edilizia possa di nuovo essere il volano della ripresa economica dal momento che gli appartamenti costruiti devono poi essere acquistati e da chi se la disoccupazione giovanile è così elevata , il lavoro giovanile è soprattutto precario per cui le banche non erogano mutui se non si ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato e non sempre i genitori possono o vogliono controfirmare per il mutuo del figlio essendosi abbassate anche le pensioni . Il volano della ripresa è il lavoro che va creato per tipo di offerta e per numero di posti soprattutto facendo arrivare in Italia investitori e imprenditori stranieri creando condizioni fiscali perchè creino posti di lavoro . Non come il gasdotto inglese che dopo quasi 12 anni di attesa per procedure burocratiche in Puglia abbandona il progetto e quindi non fa più nulla compreso i posti di lavoro che si sarebbero creati!Siamo proprio sicuri che solo gli Italiani siano capaci di fare gli imprenditori qui ? I nostri delocalizzano anche appena fuori dai confini per le più vantaggiose condizioni fiscali creando lavoro per gli stranieri e noi siamo qui che arranchiamo per colpa di una classe politica concentrata solo sui propri interessi la conservazione dei propri benefici e gli altri si arrangino