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  1. luigi zoppoli Rispondi
    È palese che l'autore difetta di competenza nell'automotive e non è informato di quanto il gruppo sta facendo sui Brand in USA. La stessa attività su 500 e Panda smentisce l'autore. Molto rimarrebbe da dire ma non vale la pena se non ricordare che potrebbe rivolgere a Romiti e co. le sue osservazioni sui rapporti orrendi tra casa e stato. In ultimo fuor di luogo la demagogia davvero inutile ed a buon mercato su Agnelli ed il miliardo all'estero. Vero o meno non c'entra una mazza con una qualunque analisi.
  2. Walter Mancuso Rispondi
    Perfettamente d'accordo, ottima analisi, nulla da eccepire. Complimenti
  3. Salvatore Bragantini Rispondi
    Solo ora riesco a leggere i commenti. Quanto alla sovracapacità chiedo scusa per l'evidente lapsus calami, sono 5 (cinque) e non 25 (venticinque) milioni.
  4. Fabio Rispondi
    Gentile Autore e Gentili Commentatori, Se posso esprimere un mio parere sulla vicenda FIAT, ritengo che non sia nient'altro che l'ennesima mancata occasione di fare bene (come direbbero gli amati calciatori di serie a). Si guardi al caso della 159, auto nata sotto la guida di Marchionne che però lamenta problemi di peso e di un certo "insuccesso". La 500 invece è stata un successone, pur riconoscendo che dalla 500 in avanti certe auto Fiat iniziano a costare.....essendo prodotte poi in Polonia, operaio a circa 300-400euro al mese immaginatevi ora quanto è forte la logica liberalista per delle auto vendute poi a 14mila-18mila euro. Personalmente, ritengo che la Fiat debba investire di più su prodotti dei marchi nostrani (Fiat,Lancia,Alfa,Abarth), cercando comunque di fare concorrenza alle tedesche. Un esempio? molti dicono che la 159 non può concorrere con la A6....ma allora perché non è nemmeno uscita una versione cross road come fu per la precedente 159 ovvero la 156? Vendere la Alfa, sarebbe un immenso regalo alla VW e alla Germania in quanto già gli amici tedeschi dispongono della Lamborghini e se non sbaglio della Ducati. Non tanto per una questione di italianità (già la Fiat stessa non è più italiana da mò) ma per una questione di rinforzo della VW..... Ci vogliono investimenti, non solo sui prodotti ma anche sulle persone in quanto molti bravi manager fiat, sono andati a lavorare in VW (Da Silva, De meo, ecc).... Un caso a parte? o tutto concatenato?
  5. Cosimo Benini Rispondi
    L'Anonima Lombarda Fabbrica Automobili - ROMEO o è italiana o non è. Non vale l'esempio Lamborghini: aveva know how da portare in AUDI. Alfa Romeo non ce l'ha. E' in tutto e per tutto componentistica FGA. Sono finiti i tempi della Giulia TI o della 33 stradale -vedasi la fine ingloriosa della Lancia e la sorte riservata al suo know how nei rally (Delta S4-->doppia sovralimentazione-->motore VW 1.4 tfsi vent'anni dopo). E, per pietà, parli di auto chi ama la meccanica, la bellezza, la potenza e la velocità: un'auto è un oggetto emozionale, non un mezzo di trasporto. Per quello ci sono autobus, treni e metro.
  6. aldo Rispondi
    Non sono assolutamente d'accordo , vedo che Bregantini fa proprie le tesi di Mucchetti, grande fan della vendita dell'AR a VW .- Spero che Marchionne investa molto nell'Alfa , che è un pezzo di storia italiana , come la Fiat.- Come non comprerei mai un Maggiolino fatto dalla Fiat, cosi' non comprerei mai un'AR fatta dalla VW ! E poi basta con la Germania che si compra tutte le aziende italiane !
  7. Federico Rispondi
    BUonasera. ho alcune perplessità. Soprattutto in merito all'assunto per cui "il Governo" dovrebbe fare "valere gli interessi del paese, parlando forte e chiaro. Fiat lo deve all’Italia che tanto le ha dato: venda l’Alfa a chi ha i soldi per farla crescere senza snaturarla. Potrà usare l’incasso per sostenere gli investimenti sui nuovi modelli.". A fronte di un eccesso di capacità - che non può, evidentemente, essere rappresentato da 25 milioni di "pezzi", ma semmai in circail 20% di tale cifra, ossia 4.4,5 milioni, - è che il gruppo continua a generare perdite in Italia (circa 1/4 dell'eccesso). Per questo è opportuno un riposizionamento nel mercato europeo, innalzando la gamma dei prodotti e abbandonando le roccaforti tradizionali del segmento medio (ormai in fase recessiva).Pensiamo a costruttori (Gruppo PSA) che hanno investito centinaia di milioni su nuovi prodotti. Non mi pare che sia un buon momento per ragionare in modo diverso. Più che suonare i tasti della tastiera, direi che si tratta di ragionare da manager su scala planetaria, ed andare alla conquista dei vari mercati con gli strumenti di cui si dispone. Fiat è indietro sui modelli di fascia media da un po' prima dell'arrivo di Marchionne., ed è indubitabile che sia stata compiuta una "ibridazione" di taluni modelli per questioni di economia di scala. Per chiudere, siamo sicuri, che un eventuale acquirente di Alfa (che sta per il momento puntando su nuovi modelli sportivi) manterrebbe la produzione in Italia? Opinabile, e francamente preferisco glissare, il riferimento in coda a tesoretti "imboscati". Saluti
  8. Forza Sergione!;) Rispondi
    Per nulla d'accordo, c'è un enorme poteziale che può esprimere Fiat-chrysler! Voler puntare su Alfa e Maserati è una mossa di buon senso, che forse andava iniziata prima! Per quanto a coerenza è più corente fare la nuova duetto con Mazda che fa la MX-5/Miata da oltre 20 anni (la spider più venduta nella storia, ispirata proprio alle classiche alfa), che fare una golf e farla diventare una A3 (e fartela pagare 4-5000 euro in più) o fare una tuareg e poi fare una Cayenne (senza nemmeno cambiare le portiere e fartela pagare fino a 50000 euro in più!). L'unica cosa che è in grado di fare VW molto bene è marketing ed essere molto conservatrice sul prodotto...Purtroppo le case latine (francesi e italiane) da sempre in tecnologia e stile hanno rischiato molto...e putroppo questo non conquista più il consumatore medio e poco informato! Spero vivamente che la Fiat torni forte come lo era 20-30 anni fa, quando questi articoli i giornalisti li dedicavano alla spacciata VW! Spero che mai e poi mai Fiat sia ceduta ad una casa straniera, se supera questa crisi europea che mieterà putroppo vittime eccellenti, tra cui Opel come prima della lista, ritornerà ad essere sicuramente uno dei più forti gruppi al mondo!
  9. Paolo Rispondi
    Ma stiamo ancora, dopo tre anni, a raccontare le favolette di Hansel e Gretel nella casetta di marzapane? Comprensibile la volonta' di essere proni al passaggio del Padrone, ma che la ex Grande Azienda Italiana abbia smesso da tempo di fare automobili dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti. Manca solo, nell'analisi, il coro che celebra le magnifiche sorti progressive di Fabbrica Italia, perbacco! Onestamente, ci si spetterebbe un po' piu' di schiena diritta da economisti accademici: l'esperienza FIAT si e' chiusa, e non da oggi. Quello di cui si parla e' una storia di cure compassionevoli per un malato che si avvia alla sua fine. Naturale o voluta e' cosa opinabile, ma che sia terminale non e' in discussione, a mio parere.
  10. jorge Rispondi
    Prego rettificare il valore della sovra capacità nelle auto in Europa: in totale si producono circa 15 milioni di auto l'anno... di certo non si ha una sovra capacità di 25 milioni!
    • Andrea Rispondi
      Appunto..probabilmente è proprio questo il fatto. Si parla di sovracapacità installata non di produzione! Si hanno impianti troppo grandi per la produzione effettiva. Correggetemi se sto dicendo una stupidità.
      • jorge Rispondi
        Corretto: un eccesso di capacità come quello indicato significa che si potrebbero produrre 40 milioni di auto invece delle circa 15 prodotte, con un utilizzo della capacità produttiva del 37%. Una situazione simile è irrealistica per un settore industriale. Infatti da fonte autorevole, pur se non recentissima, vedo indicato un valore ben più verosimile di eccesso di capacità (4,4 milioni): http://www.reuters.com/article/2012/03/02/europe-autos-idUSL5E8E22TV20120302
  11. enzo Rispondi
    bei tempi quando berlusconi suggeriva di mettere il marchio ferrari sulle punto...
  12. Luis Rispondi
    Io penso che la Fiat vada venduta tutta. Il mercato è troppo maturo e la competizione spietata per poter reggere. Prima che il mercato auto americano ritorni in recessione sarà opportuno vendere magari alla Cina o alla stessa Germania che, come scritto, conosce gli operai italiani che numerosissimi hanno lavorato e lavorano in Germania