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  1. Elder Venerucci Rispondi
    esaminando il grafico 1 vorrei chiedere al prof. Milani qualche chiarimento in merito. Infatti fino a fine 2008 le due linee procedono in modo opposto per poi assumere un andamento più coerente. Addirittura le sofferenze registrate dalle banche italiane tendono a ridursi anche nei mesi successivi al default di Lehman bros. manetenendo un andamento più regolare. Ciò dipende da politiche di contabilizzazione o da altri fenomeni ? Mi chiedo quindi se i dati ufficiali relativi al sistema italiano siano credibili fino in fondo o non siano piuttosto edulcorati essendo le nostre banche "relativamente" meno esposte verso i grandi investitori immobiliari ma più esposte nel segmento famiglie / piccole imprese oggi in grave crisi e che è più complesso monitorare.
  2. Amedeo Rispondi
    Buon pomeriggio. Una domanda: apparentemente mi sembra una struttura finalizzata a cartolarizzare crediti in sofferenza per l'emissione di titoli di debito che le stesse banche cedenti dovrebbero sottoscrivere ed usare come collateral per ottenere finanziamenti dalla BCE. Corretto? Se così fosse, il beneficio evidente per le banche sarebbe di ottenere liquidità immediata rinunciando ad una parte del valore dei propri crediti. E' certamente una struttura sofisticata ma potrebbe essere implementata anche in Italia. Bisogno capire cosa chiede in cambio la BCE, perchè titoli con un sottostante non in bonis presentano rischi di insolvenza molto alti.
  3. Alessandro Piccioni Rispondi
    ma scusate le sofferenze al 40% del nominale mi pare un prezzo alto. Mi sbaglio? Sono solo Sofferenze o anche incagli?
    • Frankie Rispondi
      Credo che, essendo in gran parte sofferenze "garantite" da beni reali, quali gli immobili, di fatto abbiano proceduto ad un taglio delle stime a suo tempo effettuate sugli immobili, tenendo conto del crollo del mercato dopo l'esplosione della bolla. Però, sono sempre comunque garanzie reali, non semplici crediti chirografari. Diverso sarebbe il caso dell'Italia, se le sofferenze riguardano soprattutto le aziende: in questo caso occorrerebbe avere dalle banche dati sulla presenza o meno di garanzie e di che tipo, poi fare anche lì un "taglio" che abbia un senso. Saluti. Franco Spallanzani
  4. Marco Panattoni Rispondi
    buongiorno un veicolo di quel genere, deve passare prima per la richiesta di aiuti all'ESM ed il commissariamento, di fatto, dell'Italia. Quindi, per ridurre (teoricamente) il problema dell'accesso al credito, commissariamo direttamente il paese. L'economia Spagnola e Greca non hanno avuto aiuti dal commissariamento della troika, che ha distrutto quelle nazioni a livello economico. Inoltre, quale banca italiana può portare a conto economico una perdita del 40% sui propri crediti e non chiudere? Chi sarebbe in grado di raccogliere sul mercato gli aumenti di capitale necessari a reintegrare il patrimonio netto dopo una simile operazione? Le idee possono essere anche buone, ma devono fare il confronto con la realtà
  5. Roberto Marchesi, Dallas Texas Rispondi
    L’idea di fare pulizia nei portafogli delle banche spostando i crediti inesigibili dal portafoglio delle banche operative per metterlo in un “Bad Bank” finanziata col Fondo Salva Stati Europeo e’ indubbiamente positiva per le banche. Infatti quei “crediti dubbi” nell’attivo patrimoniale delle banche ordinarie rappresentano una pesante zavorra alla loro operativita’. Spostarli nella “Bad Bank”, non inciderebbe sull’ammontare del debito nazionale, anche se costerebbe qualcosa (dipende dall’interesse che dovrebbe essere pagato), ma avrebbe un positivo effetto sull’assetto patrimoniale della banca e di riflesso sull’attivita’ finanziaria che questa potrebbe fare a sostegno delle economie locali, che in questo momento ne hanno assoluto bisogno. Ovviamente ne conseguirebbe per la banca un peggioramento sugli indici patrimoniali (e col Basel III come la mettiamo?) ma un miglioramento su quelli della liquidita’. Tuttavia il rischio su quel residuo 40% (non dimentichiamo che erano crediti inesigibili!) passa in carico allo Stato (cioe’ come dicono in America: ai contribuenti), il quale dovra’ probabilmente farsi carico di pagare quel residuo 40%. Questa appare essere la sola vera ragione per la quale gli investitori privati sarebbero interessati ad investire in una Bad Bank. L’unico elemento positivo di questa operazione, visto dalla parte del comune cittadino, cioe’ il ritorno della banca alla normale attivita’ creditizia dei prestiti alle imprese, diventato possibile grazie alla ritrovata liquidita’, potrebbe pero’ svanire anch’esso se alla banca non venissero messi seri vincoli a come utilizzare quei fondi. Saluti dal Texas. Roberto Marchesi
    • Marco Panattoni Rispondi
      No. Se la Banca cede il credito, perchè possa applicare lo IAS 39 deve perderne rischi e benefici. Quindi mettere a conto economico quell'anno il 40% di perdita. E chiudere, perchè azzera il patrimonio netto di qualsiasi banca.Non c'è nessun effetto positivo sul bilancio, perchè a fronte delle riserve che si liberano e del minore assorbimento di capitale, c'è l'immediata perdita a conto economico.
  6. Piero Rispondi
    In Italia e' una manovra suicida, il problema non sta nelle banche che oggi non fanno più il loro mestiere a causa del debito statale; dobbiamo risolvere il problema del debito sale che di fatto, come tutti i debiti del mondo deve essere rimborsato con l'inflazione; solo una politica monetaria accomodante può sanare questa crisi, tutta la liquidità dei paesi meridionali si è concentrata sui paesi nordici, già in Italia si parla di reddito di sopravvivenza di macro regioni del nord; quello che si è costruito in oltre un secolo di unità dell'Italia si è distrutto in dieci anni di moneta unica.
  7. NP Rispondi
    Ringrazio il Prof Milani per aver sollevato la questione ma trovo che essa meriti di essere affrontata con piu' attenzione. La situazione spagnola presenta 5 importanti particolarita' che occorre tenere in considerazione. Innanzitutto i crediti inesigibili delle banche spagnole sono in gran parte il risultato di una bolla speculativa sul mercato immobiliare che l'Italia non ha avuto. In secondo luogo vorrei ricordare che l'operazione e' costata una fortuna, che la Spagna ha dovuto richiedere l'intervento dell'EFSF/ESM ed ha dovuto sottoscrivere un memorandum of understanding con l'Eurogroup. In terzo luogo molte delle banche coinvolte sono state nazionalizzate e alcune liquidate. In quarto luogo la Spagna ha introdotto una legge che ha obbligato alcuni creditori delle banche ad accettare una svalutazione dei loro titoli al di fuori di una procedura di liquidazione. Infine le banche sono state sottoposte ad un numero di condizioni in tema di ristrutturazione e operativita' per rispettare le norme europee in mareria di aiuti di stato. Cio' non vuol dire che non sia legittimo ipotizzare il ricorso ad uno strumento analogo alla bad bank spagnola, ma la valutazione della sua opportunita' e' cosa piu' complessa. Cordialmente, NP