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  1. Umberto Carneglia Rispondi
    La timida percezione delle esigenze congiunturali, accanto a quelle strutturali,manifestate dal Consiglio europeo, è poca cosa rispetto alla cecità di fondo della politica europea. I Pricipali Paesi del mondo - USA in testa - hanno compreso la gravità della crisi attuale ed hanno adottato misure di sostegno, oltre che di correzione, facendo largo ricorso all'immisione di moneta da parte delle rispettive banche Centrali. Ciò non ha provocato la temuta inflazione - e come poteva in economie in recessione e credit crunch !. La politica europea è vittima di una irrrazionale psicosi che non le consente di vedere quello che succede nel resto del mondo e paga per questo un prezzo altissimo con il collasso dei paesi più esposti e l'indebolimento di tutti gli altri.
  2. Fabio Rispondi
    Questo articolo mi disorienta. Ho appena letto un commento di Angelo Baglioni (Europa in stallo), che considera le conclusioni del Consiglio un atto notarile, dove "si prende atto di iniziative avviate e non ancora concluse, di obiettivi da raggiungere non si sa come". Qui si dice invece che a Bruxelles e dintorni va tutto bene. Va bene anche la pluralità delle opinioni, ma uno dei due ha preso una cantonata e ce la vuole raccontare. Mi volete chiarire?
  3. marco Rispondi
    Rido per non piangere...Siamo alla follia! Il comunicato parla di " risanamento di bilancio “differenziato e favorevole alla crescita”"-Ebbene questa frase è un paradosso un assurdo logico del fumo buttato negli occhi dei milioni di cittadini che non sono tecnici dell'economia - Sarebbe come dire che bisogna essere velocissimi in un rettilineo frenando molto- Se io voglio essere veloce che senso ha frenare ? L'esempio del Giappone, Keynes, tutte le crisi ci insegnano che è errato risanare i conti pubblici e che farlo in un periodo di crisi è una follia, si innesca la deflazione e si distrugge il tessuto produttivo industriale; in tempi di crisi lo stato deve fare politiche a deficit! Se l'Eurozona chiede all'Italia 90 miliardi all'anno di aggiustamento conti e gliene restituisce 30 da spendere in opere pubbliche significa che lo Stato italiano sottrarrà 60 miliardi ai suoi cittadini...Come fa uno Stato a crescere se lo Stato chiede ai suoi cittadini più soldi di quelli che da? La Cina l'Australia e compagnia bella crescono perchè lo stato inietta nell'economia più soldi di quelli che chiede gestendo in modo oculato la sovranità monetaria...e un paese a moneta sovrana, il Giappone ce lo insegna, non ha difficoltà a finanziare il debito e può spendere quanto vuole compatibilmente con l'inflazione
    • Piero Rispondi
      L'Europa politica non esiste, non è altro che un contratto chiamato "Europa" dove i singoli paesi fanno i loro interessi, per primi la Germania che hanno anche lo sconto sulla contribuzione europea. Il contributo europeo e' inferiore all'1% del Pil europeo, perché se non vi è l'unità politica i singoli paesi si sono privati della politica monetaria? A vantaggio di chi? Oggi o si fa l'unione politica (impossibile) o si fa una politica monetaria espansiva (impossibile) o si esce dall'euro (probabile) o si muore. Gli impegni assunti con il fiscal combact non possono essere rispettati a distanza di meno di un anno, che calcoli ha fatto sei mesi fa Monti? Come può stare Monti ancora come capo di un governo? Sono state inondate di liquidità le banche per non farle chiudere, ma le imprese sono quelle fanno crescere il Pil, ancora una volta si preferisce l'economia finanziaria a quella reale, perché? Se vuole lo stato come ha garantito per circa 200 mld il collaterale dato dalle banche in garanzia al prestito della Bce al tasso dell1%, può garantire i crediti delle imprese verso il sistema bancario per l'equivalente importo delle banche,; le imprese a questo punto possono risolvere il problema della liquidità e andare avanti nella produzione di beni e servizi ( lo stato potrebbe concedere tali garanzie per un limite pari ad una percentuale del fatturato medio degli ultimi tre anni, obbligando le imprese a non distribuire i dividendi fino a che tali garanzie non vengono estinte). Se si vuole aiutare le imprese vi sono le soluzioni, manca la volontà e la competenza.