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  1. marco Rispondi
    Bisogna invertire drasticamente la rotta, uscire dall'euro riacquistare la sovranità monetaria e incominciare a spendere pesantemente a deficit per crescere rilanciare l'occupazione e ritornare la settima potenza al mondo - Per quarant'anni l'Italia, dopo la seconda guerra mondiale, è cresciuta e si è arricchita arrivando a diventare, prima dell'entrata nell'euro, la prima realtà produttiva indistriale e manifatturiera europea, davanti alla Germania. Bisogna uscire dall finta democrazia europea, ricordo che la commissione europea non è eletta e che il parlamento europeo non ha potere legislativo, smetterla con le stupidate neo-liberiste e ritornare alle politiche macroeconomiche che in ci hanno reso grandi- Quello che sta succedendo in Italia ricorda in qualcosa lo scenario Messicano, paese distrutto dalle politiche neoliberiste, in cui a una pesante crisi con conseguente tagliu del debito è seguita una lunga sterile crescita - Senza un spesa pubblica pesante volta a creare la piena occupazione e ristrutturare la nostra forza industriale l'Italia sarà condannata dalla Troika a un lento e inesorabile declino...Studiate il '29 il New Deal e Keynes
  2. Maurizio Cocucci Rispondi
    La bilancia commerciale dei 17 Paesi UE dell'area euro è in attivo. Il prof.Daveri indicava nella Germania la locomotiva d'Europa e non credo vi siano dubbi su questo. Che poi la bilancia commerciale della Germania con la Cina sia in passivo è vero, ma d'altronde quanti possono registrare conti in attivo con il colosso cinese?
  3. lombardini Rispondi
    Ma che bella analisi pro-euro! ricordo all autore che, tra. le altre cose, la bilancia commerciale della germania con la Cina è in pesante deficit. Ma quale locomotiva, se dall ingresso nell euro la maggior parte dei parsi europei hanno deficit della loro bilancia commerciale, a fronte del mostruoso surplus tedesco di 200 miliardi.