Il voto ci ha restituito un paese ingovernabile. Lo sarebbe forse stato anche con una legge elettorale diversa ma è certo che il Porcellum unisce al regalo di maggioranze diverse alla Camera e al Senato il fatto di essere profondamente antidemocratico: con solo lo 0,36 per cento di voti più del Pdl, il Pd ottiene quasi tre volte il suo numero di seggi alla Camera. Per uscire dallo stallo ci vorrebbe un governo che affronti la crisi politica –riforma elettorale, riduzione del numero dei parlamentari e dell’autoreferenzialità delle amministrazioni regionali– prima di tornare al voto. E abbia la riforma elettorale al primo posto. Su questo tema il Movimento 5 stelle potrebbe giocare una delle sue mosse decisive. Vediamo perchè gli converrebbe promuovere il sistema uninominale a doppio turno.Un nuovo Dossier raccoglie i numerosi articoli pubblicati da lavoce.info sui sistemi elettorali.
L’esito delle elezioni causa instabilità sui mercati finanziari. Perché la politica monetaria non può fare tutto. Anche la politica tout court deve fare la propria parte perché l’economia riparta. Solo allora il credito riprenderà ad arrivare alle imprese.
Il movimento di Grillo è considerato l’oggetto misterioso del nuovo quadro politico. Però qualche indicazione di come governa si può cogliere a Parma, dove il sindaco Pizzarotti ha ereditato nove mesi fa una situazione fallimentare del Comune. Sinora ha fatto una politica ragionieristica (più tasse, meno spese) contraddicendo molte promesse fatte in campagna elettorale.
La promessa di restituire l’Imu ha fatto breccia fra pensionati house rich e cash poor anche perché non possono vendere le loro proprietà dato il collasso del mercato immobiliare in Italia. Le compravendite sono la metà rispetto al 2004. E i mutui concessi dalle banche sempre meno.

Un grafico mostra che nelle regioni dove il Pdl ha preso più voti c’è meno capitale sociale.

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