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Perché a Grillo conviene il doppio turno

Non ci sono dubbi che Beppe Grillo abbia stravinto le elezioni. E ora? Per candidarsi a governare il paese, il Movimento 5 Stelle potrebbe proporre una legge elettorale uninominale a doppio turno. Per ragioni diverse, potrebbe piacere anche a Pd e Pdl. E sarebbe pure nell’interesse dei cittadini.

LA MOSSA DELLA TORRE

Non ci sono dubbi che Beppe Grillo abbia stravinto le elezioni. Senza guerre in mezzo, nessun partito che si presentava per la prima volta in una competizione nazionale aveva raggiunto di botto il 25,5 per cento dei voti (8 milioni e 688 mila). Il post-comico genovese ha battuto anche il record di Silvio Berlusconi con Forza Italia, che nel 1994 aveva preso il 21 per cento (8 milioni e 136 mila). Adesso, a maggior ragione, si porrà il problema di come gestire la vittoria.
Due opzioni sono possibili. Per dirla con Vittorio Foa, potremmo chiamarle la “mossa della torre” e la “mossa del cavallo”. La prima è presto detta. Pur entrando nelle istituzioni, il Movimento 5 Stelle mantiene una forte connotazione di lotta, non si sporca le mani con la fatica quotidiana del governare e cerca di strappare punti simbolo del suo programma (taglio dei costi della politica, nuove regole su opere pubbliche, municipalizzate, energia e informazione). E, allo stesso tempo, usa i propri rappresentanti come una sorta di “sentinella civica” dentro le istituzioni, sbandierando una funzione – vera o presunta – di controllo e trasparenza.
Il problema è che questa opzione, un po’ di lotta al sistema e un po’ di movimento che si fa sistema entrando nelle istituzioni, è difficile da mantenere nel lungo periodo. È lo stesso nodo che si è posto per la Lega, che Roberto Maroni sta cercando adesso di sciogliere facendosi sistema solo in alcune Regioni. Comunque la si valuti, se Grillo sceglierà la mossa della torre, la legge elettorale ottimale per lui sarebbe un sistema proporzionale con sbarramento. Solo questa legge gli darebbe un forte potere di pressione, senza legargli troppo le mani e lasciando gli altri a cuocere nel fuoco lento di una governabilità difficile da garantire.

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LA MOSSA DEL CAVALLO

Ma, per tentare lo scacco matto, Grillo potrebbero essere tentato dalla seconda mossa: competere ad armi pari con i poli del tramortito bipolarismo della Seconda Repubblica. Candidandosi non solo a gridare che lo cose non vanno, ma a cercare di cambiarle governando. In tal caso, la legge elettorale ottimale sarebbe l’uninominale a doppio turno.
Il doppio turno, infatti, avvantaggia due tipi di partiti: (1) quelli che pagano un prezzo politico enorme quando si alleano con altri; (2) quelli che sono capaci di saccheggiare i bacini elettorali degli altri partiti, anche senza bisogno di stringere alleanze esplicite. Il Movimento 5 Stelle, in questo momento, risponde a entrambi i requisiti. E forse la vera mossa del cavallo sarebbe proprio quella di proporre un sistema elettorale di questo tipo, che a parole il centrosinistra ama da sempre, e che anche il centrodestra, alla ricerca di un’egemonia perduta per il dopo-Berlusconi, potrebbe valutare come un’arma per rimettersi in gioco.
Di fronte alle ipotesi di riforma elettorale, difficilmente gli interessi dei cittadini e dei partiti chiamati a decidere coincidono fra loro, come documenta l’articolato dossier che raccoglie molti interventi che lavoce.info ha ospitato negli anni sul tema. Ma questa volta, il doppio turno potrebbe convenire sia alle forze in Parlamento sia ai cittadini. Perché garantirebbe una governabilità francese in un sistema partitico sempre più in salsa greca. E perché renderebbe la selezione della classe politica di tutti i partiti più trasparente rispetto al Porcellum. Speriamo che nelle consultazioni che si apriranno nelle prossime settimane si parli anche di questo.

 

 

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11 commenti

  1. LeM

    più che mossa della torre o del cavallo, credo che grillo farà la “mossa dello sfasciacarrozze”.
    Peccato che la carrozzeria, per quanto brutta e sporca, sia la nostra casa.

  2. Paolo Carboni

    A Grilo conviene il Porcellum, dato che è grazie a questa legge che tiene tutti per le pa**e.
    Infatti l’unica vera forza di grillo è bloccare tutto.
    A Grillo non conviene altro, purtroppo.

  3. Corrado

    Io sono personalmente da sempre favorevole al collegio uninominale con doppio turno.
    E lo vedo come praticabile ancora di più nell’ipotesi di riduzione del numero dei parlamentari e, conseguentemente, di ampliamento del bacino di elettori dei collegi:
    – costringe i partiti a presentare candidati “presentabili” non potendo nascondere gli “impresentabili” in mezzo agli altri nelle liste;
    – consente una migliore relazione tra i candidati radicati sul territorio ed il bacino elettorale
    – consente agli elettori di scegliere (al primo turno) il miglio candidato desiderato e, se questo è valido, potrebbe anche superare candidati poco validi di partiti più affermati;
    – al secondo turno (ove nessuno abbia raggiunto la maggioranza assoluta al primo) consente all’elettore che non ha visto ammettere al ballottaggio il proprio candidato di turarsi il naso e votare il candidato meno peggio, potendo almeno ostacolare il candidato peggiore;
    – l’ultimo vantaggio verrebbe a risolvere anche il problema dei candidati che hanno un forte radicamento “amorale” sul territorio (presenza mafiosa, voto di scambio …), almeno nei casi in cui non superano il 50% al primo turno.

    Certo, non viene automaticamente garantita la governabilità, come nel caso di un premio di maggioranza, ma credo che possa portare ad una semplificazione e miglioramento dell’offerta politica che finirebbe per tradursi anche in una migliore governabilità.

  4. Una questione secondo me interessante sul rapporto tra sistema elettorale e successo del M5S che nessuno sta esaminando in questi giorni e’ il ruolo che potrebbe giocare la maggiore personalizzazione della competizione elettorale prodotta dai sistemi uninominali. I candidati del M5S: a) sono spesso persone inesperte che potrebbero avere la peggio in un contesto in cui la singola persona viene messa piu’ in evidenza; b) portano avanti istanze meno legate ai territori specifici in cui competono (ovviamente questo potrebbe cambiare con un altro sistema elettorale). Non so se tutto questo cambierebbe il risultato complessivo del M5S ma e’ comunque una questione che vale la pena considerare.
    Piero Tortola (co-redattore Quattrogatti.info)

  5. Nel commento sopra intendevo dire “…personalizzazione e territorializzazione dei sistemi…”
    pt

  6. Giorgio

    Giustamente, una delle caratteristiche del doppio turno è la “personalizzazione e territorializzazione dei sistemi…”. Il rappresentante, quindi, deve giovarsi di un radicamento nel distretto elettorale, deve essere noto, apprezzato e la sua azione deve essere verificabile e verificata dai rappresentati. Mi sembra che la logica conseguenza, affinché questa procedura possa attivarsi in modo virtuoso, sia che i distretti elettorali non debbano incrementare le loro dimensioni; e, di conseguenza, che il numero dei parlamentari non venga ridotto. (d’altra parte i costi della politica possono essere dimezzati, dimezzando stipendi e prebende e mantenendo l’attuale numero di parlamentari). Temo, però, che da una parte la riduzione dei parlamentari abbia un’importanza totemica per il M5S; dall’altra che Grillo preferisca proporre parlamentari in linea (se non succubi) rispetto al suo pensiero, che armonici con il territorio in cui vengono proposti.

  7. doktor node

    Falso:
    a Grillo non conviene *nessun* tipo di uninominale
    1) coll’uninominale vince la qualita dei singoli candidati — gli sbarbatini di Grillo non ce la farebbero
    2) dei Grillini eletti direttamente non sarebbero docili agnellini
    Vedrete che Grillo vorra la proporzionale con sbarramenti alti (5-8%) e con liste blindate: e’ la sola opzione in cui lui ha una chance di mantenere il controllo.

  8. Il Congresso americano ha 435 rappresentanti e 100 senatori.

  9. Domenico Moro

    Sacrificio della Regina
    Se proprio la mettiamo in termini scacchistici anche il PD prima o poi deve muovere. Ed in questo caso c’e anche il “Sacrificio della Regina”, che generalmente e’ una mossa che ti fa perdere la regina, ma ti fa’ vincere la partita. Questa e’ una mossa che a prima vista sembra una capitolazione dell’avversario, ma praticamente è una trappola.
    Nella fattispecie:
    Il PD appoggia esternamente il governo Grillo. Se Grillo governa male (probabile) il PD leva la fiducia si torna al volto con altissime probabilità di vittoria del PD.
    Ovviamente essendo questa una partita a scacchi a tre (non dimentichiamoci il PDL) il Sacrificio della Regina potrebbe anche portare il PDL a vincere le successive elezioni.

  10. Henri Schmit

    Mi piace l’articolo e mi piacciono alcuni commenti. La scelta della legge elettorale costringe Grillo a togliersi la maschera: vuole avere in parlamento un gruppo di pressione ai suoi ordini (come gli converrebbe) o vuole una nuova rappresentanza più qualificata, più responsabile e più libera (come comanderebbe la sua ideologia, che tutto sommato è quella della democrazia liberale da quando è nata). un sistema proporzionale di lista preferibilmente bloccata o almeno ordinata come in 4 paesi europei su 5 o sistema di voto libero di candidati liberi di presentarsi . Non è una questione di uninominale: il collegio potrebbe essere binominale o trinominale, a doppio turno o a voto trasferibile, la logica sarebbe sempre quella. La dimensione del collegio condiziona (tendenzialmente) il numero degli schieramenti vincenti, due con l’uninominale, tre o quattro con circoscrizioni da due o tre seggi (come già propose Sartori anni fa, in Ingegneria, per un assaggip più morbido). La specificità del caso italiano attuale è che non si può dire quale dei tre schieramenti principali sia quello mediano, cioè quello abbinabile con gli altri due che si escludono a vicenda; questo dipende sia dalla mobilità del voto dei rispettivi elettori che dalla disponibilità degli eletti a entrare in coalizione, Monti e Casini speravano diventare l’elemento mediano, ma non hanno né convinto né capito che in teoria questa posizione a loro avrebbe potuto permettere di stravincere. con l’uninominale…

  11. Maggioritario Doppio Turno

    D’accordo con chi sostiene che il maggioritario uninominale non convenga a Grillo. Tuttavia, spero che molti dei suoi elettori e deputati/senatori eletti la pensano diversamente.

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