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Così lavora un sindaco a 5 Stelle

Il dialogo con il Movimento 5 Stelle sembra l’opzione scelta dal Pd per superare lo stallo politico dell’Italia del dopo-elezioni. Utile allora vedere come vanno le cose laddove la formazione di Beppe Grillo è al governo di una città. Un resoconto sui primi mesi della giunta Pizzarotti a Parma.

L’ORIGINE DELLA VITTORIA

Federico Pizzarotti è stato eletto sindaco di Parma al ballottaggio contro il candidato del centrosinistra del 21 maggio 2012 con oltre il 60 per cento dei voti, dopo che al primo turno il Movimento 5 Stelle avevano ottenuto il 19 per cento. Il centrosinistra sulla carta era ampiamente favorito, a causa dello sfacelo provocato dalla giunta precedente di centrodestra, con arresti, scandali e un forte indebitamento del comune.
La vittoria di Pizzarotti è ascrivibile a due cause principali: un bisogno diffuso di discontinuità rispetto alle amministrazioni precedenti di centrodestra e l’errore del centrosinistra nella scelta del candidato. Non insignificante anche il fatto che Pizzarotti fosse giovane, del tutto nuovo alla politica, mentre il suo avversario era il navigato presidente della provincia, politico di professione, sostenuto anche da una parte significativa del mondo industriale.
L’amministrazione Pizzarotti ha iniziato il proprio mandato puntando su un profilo di rigore, unito all’ostentazione di modelli comunicativi sobri. L’idea di città e di amministrazione è vagamente ispirata ai principi della decrescita felice; nella realtà l’amministrazione 5 Stelle ha attuato finora una politica piuttosto avara di proposte innovative o strategiche, concentrandosi soprattutto nella gestione ordinaria.
Sul piano della capacità di governo, Pizzarotti nei primi mesi ha evidenziato una generale impreparazione (per altro prevedibile) sulle questioni amministrative, a cui ha cercato di fare fronte con collaborazioni esterne, estranee a passate esperienze amministrative. L’annuncio di un rapporto stabile di consulenza con personaggi come Loretta Napoleoni, Maurizio Pallante, Pierluigi Paoletti non ha avuto seguito, mentre la lentezza e alcuni incidenti di percorso nella scelta degli assessori hanno condotto alla formazione della giunta in forte ritardo rispetto ai tempi previsti.
Sul piano politico i 5 Stelle hanno subito escluso ogni alleanza con le altre forze rappresentate in consiglio comunale, preferendo l’autosufficienza e un sostanziale isolamento. La maggioranza 5 Stelle appare solida e coesa, forte di un principio di appartenenza e di fedeltà al Movimento.
La partecipazione democratica dei cittadini, uno dei cavalli di battaglia elettorale del Movimento, si è finora espressa solo tramite alcune assemblee di quartiere, gestite da psicologi-facilitatori, prevalentemente vicini al pensiero del Movimento. Sui temi forti, la giunta sembra invece evitare il confronto diretto con la popolazione: nell’assemblea di presentazione del bilancio, il pubblico non ha avuto diritto di parola. Scarsa anche la ricerca di confronto partecipato con le categorie e con fasce specifiche di popolazione, mentre è intenso invece l’uso del web come strumento di comunicazione politica da parte del sindaco e della giunta.

DAL PROGAMMA AI FATTI

Nei primi mesi la giunta ha rivolto l’attenzione in primo luogo alle misure per fronteggiare il debito del comune e delle aziende partecipate: 840 milioni, di cui circa 200 del comune e 640 delle partecipate.
Non è stata tentata una politica di contrattazione complessiva con le banche, né di rivalsa sui responsabili del debito. Le misure adottate sono costituite da un aumento ai livelli massimi della tassazione locale, addizionale Irpef e Imu, (che hanno fruttato maggiori entrate per 56 milioni contro una diminuzione delle risorse da Stato, Regione, fondazioni per circa 29 milioni), da un aumento massiccio di rette e tariffe e da tagli ai servizi, alle manutenzioni, agli investimenti. Tutto ciò comporta un aggravio sui cittadini, in termini di maggiori tasse e di minori servizi.
Su alcune tariffe la giunta ha tentato di addolcire il carico sulle fasce più deboli con una tariffazione progressiva in base al reddito. Tuttavia, le misure appaiono solo di facciata. Le rette, al centro di proteste da parte delle famiglie, sono aumentate del 20 per cento per i nidi (fino a 650 euro/mese) e del 100 per cento per le materne (sino a 280 euro/mese). Sono bloccate ai minimi solo per i redditi con Isee famigliare inferiore ai 20mila euro l’anno, oltre questa cifra scattano gli aumenti progressivi sino all’importo massimo applicabile già per nuclei con un Isee di 32mila euro.
In campagna elettorale, Pizzarotti aveva promesso che avrebbe rivoluzionato il sistema distorto delle partecipate su cui grava la maggiore parte del debito, costruito dalla passata amministrazione per aggirare la legge di stabilità e i vincoli di controllo. Di fatto, però, è stato mantenuto il sistema preesistente. E il castello delle partecipate rischia ora di saltare: per il 26 marzo è attesa la decisione del tribunale sul fallimento di una delle più importanti, Spip, che appartiene a sua volta alla Holding Stt (a totale controllo pubblico), con un concreto rischio di effetto domino su tutto il sistema e sulla credibilità del comune verso le banche. Pur nella situazione di incertezza attuale, la giunta ha deciso ora di trasferire a una partecipata già fortemente indebitata (Parma-infrastrutture) tutto il pacchetto delle competenze dei lavori pubblici, che potrebbe configurarsi come un’anticamera per la liquidazione anche di quel settore.
Una parte significativa del debito del comune è dovuta alla gestione opaca delle passate amministrazioni e il programma del Movimento 5 Stelle prevedeva un impegno nell’individuazione delle responsabilità, per il momento però Pizzarotti sembra evitare una politica di verità sul passato (salvo l’apertura di una commissione d’inchiesta limitata all’affare “public money”), delegando la questione solo alle indagini della magistratura. Questo rende sostanzialmente impossibile ogni tentativo, anche solo simbolico, di recupero di risorse pubbliche distratte a favore di interessi privati.
Altro tema centrale della campagna elettorale è stata la vicenda del termovalorizzatore. Il Movimento 5 Stelle si era impegnato a bloccarne la costruzione, ma il comune non ha emanato alcun provvedimento e la sua realizzazione procede, in attuazione di un piano provinciale del 2005. Secondo quanto annunciato da Iren, entrerà in funzione ad aprile.
Intanto, cresce il degrado complessivo dei luoghi pubblici, per carenza di cura e manutenzione. Piazzale della Pilotta (prospiciente il palazzo farnesiano) di Mario Botta ne è l’esempio principale. E anche altri piccoli segnali contribuiscono a un quadro complessivo di fatiscenza: le fontane della città sono state spente, eliminate le risorse per cancellare i graffiti dai muri.
Risulta in aumento la cosiddetta microcriminalità, mentre i piccoli esercizi commerciali del centro storico vivono una crisi profonda: oltre 120 attività hanno chiuso i battenti nel corso degli ultimi mesi. Non sono previste politiche specifiche sulla sicurezza, né misure a difesa del commercio, mentre i negozianti lamentano di essere ulteriormente penalizzati da nuove norme restrittive.
La giunta Pizzarotti finora non ha dato corso anche ad altri “punti forti” proposti dal Movimento in campagna elettorale. Per esempio, al centro del programma c’era il “consumo zero di suolo”. Tuttavia, la giunta ha già approvato numerosi piani attuativi di espansione edilizia ereditati dalla precedente amministrazione, e non sono state avviate forme di pianificazione urbanistica alternativa.
Gli sforamenti dei limiti massimi di concentrazione per polveri sottili (Pm10) dovuti a traffico automobilistico restano stabilmente al di sopra della norma. Il problema è stato finora affrontato solo con misure palliative dimostratesi inefficaci (alcuni blocchi del traffico), mentre non sono state poste allo studio politiche strutturali sulla mobilità.
Per la prima volta nella sua storia, poi, Parma rinuncia a una stagione concertistica e la lirica è di fatto esangue. Nonostante l’incarico di amministratore del Teatro Regio affidato a Carlo Fontana, non vi sono prospettive chiare, e forse neppure i soldi stanziati dal Governo per il bicentenario verdiano riusciranno a dare ossigeno a un teatro indebitato che produce pochi spettacoli e di livello inferiore alla sua tradizione.

Leggi anche:  Legge di bilancio, si può fare ancora meglio

EVOLUZIONE DEL CONSENSO

Le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio hanno visto un consistente successo del Movimento 5 Stelle anche a Parma, dove ha ricevuto il 28 per cento dei voti. È il segnale che il consenso del Movimento è in crescita, anche se non è automatico collegarlo alla specifica azione della giunta locale. Verso la quale anzi si registrano numerosi segnali di insofferenza e di disagio, in modo particolare per l’inerzia decisionale e di proposta di fronte alla crisi strutturale della città, oltreché sulle questioni specifiche che segnano una distanza tra quanto indicato in campagna elettorale e gli atti finora realizzati.

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48 commenti

  1. Ermanno

    però il sindaco va a lavorare in bicicletta… Di questo in molti ne parlano, di quanto scritto sopra nulla. Quando arriverà il conto?

  2. La politica montiana di austerità tanto criticata dai grillini è stata pienamente applicata a Parma.

  3. Nadia

    Leggendo questo articolo, mi rendo maggiormente conto che la situazione complessiva, qui in Italia è grave. Nonostante il quadro devastante di Parma, i suoi residenti, preferiscono ancora il Movimento 5 stelle. Non me lo so spiegare… oppure… gli anni di berlusconismo , , hanno dilapidato il capitale sociale e.. gli “scandali” della sinistra, anche se minori, rispetto agli altri, hanno dato maggiore risonanza…

  4. Anonimo codardo

    Articolo molto interessante ma avrebbe bisogno di numerose integrazioni sotto forma di fonti (es. da dove viene il dato della microcriminalità, uno tra gli altri).

  5. Guido

    L’articolo ha il suono di una campana (destra? sinistra? centro?), sarebbe interessante sentirle tutte con le rispettive firme (non solo individuali ma anche di parte) in calce, raffrontarle e poi a ragion veduta, non essendo i lettori de La Voce solo “parmigiani”, valutarle e farsene un’idea, senza strapparsi anzitempo i capelli per l’Italia che va in rovina. C’è bisogno di meno umori e più intelligenza. In ogni caso sembra chiaro che una sterzata un po’ brusca si sta profilando: ad ognuno le proprie responsabilità.

  6. No comment

    L’articolo è così chiaramente di parte che non è possibile farne disamina.

  7. Chiara

    Decisamente essenziale ma corrispondente al vero. In particolare ciò che si vive è una sensazione di cristallizzazione, di inerzia totale (economica, culturare, d’azione in generale…) quando al contrario la spinta con cui il movimento 5 stelle ha fatto presa sulla gente è stata l’esigenza di cambiamento.

    Sulle elezioni amministrative, concordo la fu incapacità del Pd di saper scegliere il candidato giusto e comprendere i sentimenti cittadini. Aggiungerei che il m5s ha raccolto, nel ballottaggio col Pd, per vincere, tutti i voti della destra: molti votarono m5s piuttosto che votare un partito di sinistra. Stiamo comunque parlando di una città che da molti anni ha una giunta di destra.

  8. enrico

    Articolo pessimo.Non ci sono riferimenti da nessuna parte.Si vuol far vedere soltanto una faccia della medaglia.Con 840 milioni di euro di debito i parmigiani sono da mettere in sicurezza,e non si può vivere sopra le proprie possibilità come hanno fatto le amministrazioni precedenti.quello che non si dice in questo articolo è molto più importante di quello che stà scritto.

  9. VERGOGNA!

    infatti agiscono così male che alle elezioni nazionali hanno preso il doppio dei voti a Parma! ma smettetela di gettare fango per difendere il vostro orticello che è ora!!

    • Guido

      Scusa, agiscono chi? smettetela chi? Così, tanto per curiosità … dal Trentino. Grazie.

  10. Davide

    Mi chiedo come un Comune con un debito di 800 milioni di euro possa nell’immediato attivare nuove politiche se prima non realizza un risanamento delle casse come, appunto, Pizzarotti sta facendo.
    Come lettore de Lavoce.info pretendo di avere informazioni complete su tutte le questioni sollevate. Una fra tutte l’inceneritore che si continua a costruire di certo non per volontà del sindaco come lascia intendere l’articolo.

    • Massimo

      Quindi quella grillina è una classicissima politica dei 2 tempi: prima risanamento, poi il resto. Esattamente quello che predica l’odiata Germania! Quanto all’inceneritore, perché hanno promesso che non sarebbe stato attivato se si sapeva perfettamente che non rientrava nei poteri del comune?

  11. Marco

    Non sono di Parma e non conosco la situazione locale, ma quello che è stato scritto non viene basato su fatti e dati. Es “Sul piano della capacità di governo, Pizzarotti nei primi mesi ha evidenziato una generale impreparazione (per altro prevedibile) sulle questioni amministrative”. Con quale metro è stata misurata questa impreparazione? Non si sa! e poi era pure prevedibile?

  12. Federico

    Non sono un grillino ma so che Pizzarotti e i suoi avranno bisogno di molto tempo per cambiare le cose a Parma. Solo un illuso poteva pensare che in qualche mese avrebbero trasformato un comune fallito in un’eccellenza. Quando questi errori di valutazione li commette il mio salumiere lo capisco, ma quando siete voi della Voce ad essere superficiali mi rammarico.

    • Bruno Cipolla

      Concordo.
      Non siete salumieri, e ricordate che vi ho finanziato nel passato.
      Continuate a meritarvi i miei (piccoli) finanziamenti e evitate faziosità mascherate da bio incomplete come questa.

  13. LeM

    Se entri nella politica a gamba tesa dicendo che spariglierai tutte le carte ed insegnerai ai vecchi politici il loro mestiere, poi io non mi accontento di soluzioni da ragioniere come un Bersani qualunque. Altrimenti potevamo tenerci l’originale.

  14. marco

    A Parma la gente sta comprendendo l’operato del sindaco e della giunta focalizzato sul risanamento dei conti – Se tra quattro anni il sindaco sarà riuscito nell’intento e avrà abbassato in modo sostenibile le tasse, anche se di poco, potremo dire che avrà fatto bene – Ricordo che Parma è stata sull’orlo di una situazione fallimentare, se si fa finta che non sia così si scrivono cose parziali- La situazione del commercio in città , dovuta a folli politiche macroeconomiche mondiali non può essere affrontata in modo incisivo con le risorse di un ente comunale -Il problema è strutturale, l’impoverimento delle persone ha fatto calare drasticamente la domanda e non è facendo pagare 50 euro in meno al mese di tasse che si può risolvere il problema- La giunta è stata formata in tempi più lunghi anche perchè le nomine non sono state “politiche”, ma tecniche ovvero sono diventati assessori persone competenti nel loro campo scelte in base a un curriculum e al merito – L’inceneritore era completato per il 70% ed era difficile riuscire a bloccarlo, in compenso Pizzarotti ha organizzato la raccolta differenziata spinta nel centro e ha intenzione di estenderla a tutta la città – Dedurre da quello che è stato fatto a parma quello che potrebbe succedere alivello nazionale è completamente erroneo- Se lo Stato infatti recuperasse la sovranità monetaria potrebbe spendere a deficit e rilanciare l’economia sul modello della crisi del ’29. Questo un comune non lop potrà mai fare

  15. Alessandro

    Il fatto che il consenso in crescita non sia “automaticamente” da attribuire all’azione della Giunta è una frase generica e che si può utilizzare per qualsiasi situazione in cui un partito al governo aumenta i propri consensi. Sempre possibile, mai dimostrabile. Non si capisce però se secondo l’autore sia invece possibile escludere che il consenso in crescita sia attribuibile alla giunta Pizzarotti. Ma soprattutto, non si capisce in base a quali dati l’autore fa certe affermazioni.
    Poi, su “alcune tariffe” è stata applicata la progressitività, ma sono interventi “di facciata”. Che vuol dire? I “segnali di insofferenza”: quali sono? E come si fa a dire che questi, più del voto espresso in città, sono collegabili all’azione della giunta?

  16. Il signor sindaco Pizzarotti aveva promesso che il termovalorizzatore non sarebbe stato costruito (lo stesso Grillo aveva detto che se lo volevano fare sarebbero dovuti passare sul cadavere dell’allora candidato sindaco) più tante altre bellissime cose. Fa tanto “vecchia politica” (e un po’ tristezza) imputare tutte le cose che non funzionano alle amministrazioni precedenti…

  17. giuseppina bonanni

    La nota é chiara e spiega bene cosa sta facendo Pizzarotti. Che l’inceneritore si costruisca nonostante la non volontà del sindaco dimostra una volta di più l’assoluta utopia sognante di Grillo e di tanti suoi elettori.

    • Bruno Cipolla

      “Che l’inceneritore si costruisca nonostante la non volontà del sindaco”
      Stai confondendo i poteri di un sindaco con un potere assoluto e totale, di tipo divino.
      Mai sentito parlare di cose come leggi, contratti firmati, penali et similia?

  18. Giuseppe

    Si nota una grande illusione: quella che il cosiddetto recupero di sovranità monetaria possa essere la panacea di tutti i mali italiani che si annidano nei conti pubblici e nel declino economico-sociale. Non è cosí: la sovranità monetaria, in una Paese in cui circa il 40% delle risorse pubbliche è speso da regioni ed enti locali, in cui esiste un federalismo levantino (le regioni spendono e lo Stato centrale paga), un sistema in cui il debito pubblico (servizio degli interessi) costa più delle infime percentuali di crescita annuale del PIL attese per gli anni a venire, in cui c’è una forza lavoro (settore pubblico) ridondante e improduttiva, in cui il sistema politico è fuori controllo (troppi centri di spesa senza controllo) ed è finanziato in modo grottescamente generoso dai contribuenti, il cosiddetto riacquisto di sovranità monetaria rischia di fare più male che bene. Prima di decidere se davvero uscire dall’euro è nell’interesse del Paese, occorre fare alcune radicali riforme che non passeranno senza mesi (o anni) di acerrimo conflitto …

    • Marco

      Sono perfettamente d’accordo su quello che dici. Aggiungo un’altra cosa: se avessimo mantenuto la lira nelle condizioni di debolezza in cui ci troviamo oggi, avremmo dato alla speculazione finanziaria la possobilità di accanirsi anche contro la nostra moneta. A questo punto la “sovranità” finanziaria sarebbe stata solo di facciata, dato che anche sotto quel punto di vista saremmo stati in balia dei cosiddetti “mercati” (ovvero degli avvoltoi). Vi ricordate cosa ha fatto Soros nel 1992?
      Per cui teniamocelo stretto l’euro, finché è possibile…

  19. umberto

    Data la povertà nell’articolo di dati e fonti, viene il sospetto leggendolo che l’autore sia animato da una certa partigianeria

  20. Augusto Morosi

    Non sono un cittadino di Parma e chiedo: se l’incremnto del 5S non è dovuto all’azione amministrativa “Verso la quale anzi si registrano numerosi segnali di insofferenza e di disagio, in modo particolare per l’inerzia decisionale e di proposta di fronte alla crisi strutturale della città, oltreché sulle questioni specifiche che segnano una distanza tra quanto indicato in campagna elettorale e gli atti finora realizzati” a cosa può essere attribuito?

  21. Marco Catellacci

    Se l’Amministrazione Pizzarotti in 6 mesi avesse risolto tutti i problemi creati dalle amministrazioni precedenti sarebbe stata degna del premio Nobel. Se lo scopo dell’autore era quello di lanciare accuse inconsistenti in grado di rafforzare una giunta caratterizzata dall’inesperienza, con questo articolo ci è riuscito in pieno.

  22. giorgio pezzuto

    Trovo l’articolo fazioso poichè piega tutti i dati verso la tesi dell’ autore. Senza ripetere i commenti di chi mi ha preceduto aggiungo solo alcuni esempi.
    Il problema di Parma non è stato e non è la micro-criminalità ma la macro-criminalità (altro che gestione opaca) che finalmente ha portato il sindaco della giunta precedente agli arresti. Direi che su questo l’attuale giunta ha agito in modo esemplare collaborando con la giustizia.
    Il fatto che “oltre 120 attività hanno chiuso i battenti nel corso degli ultimi mesi. ” non penso si possa attribuire alla giunta attuale. forse l’autore non si è accorto della crisi che c’è in Italia ?

  23. Massimo

    Non essendo di Parma non conosco bene la situazione quindi mi astengo dal dare giudizi a riguardo. Però mi chiedo, possibile che in tutto l’operato di Pizzarotti non ci siano aspetti positivi? Non so, ho come l’impressione che questo articolo non sia stato scritto con la giusta obiettività che dovrebbe caratterizzare il lavoro di un giornalista. Poi personalmente se avessi voluto prendere in considerazione la capacità governativa del movimento avrei puntato sulla Sicilia. Non si può certo fare un paragone tra un sindaco, che molto spesso si ritrova con le mani legate su molti argomenti, e il governo di una nazione

  24. Adriano

    Difficilmente ho letto un’articolo così fazioso. Sono anni che leggo lavoce.info e non ho mai letto tante stupidaggini. Sono abbastanza schifato da tanta imparzialità. Non è stato nemmeno evidenziato un aspetto positivo della giunta Pizzarotti e vi assicuro che ce ne sono eccome. Ma il massimo dell’ipocrisia di questo articolo è stato raggiunto nel definire “opache” le precedenti amministrazioni (accusate di reati penali tra i più gravi imputabili ad un’amministrazione). Per concludere, aldilà della delusione personale, caro Ing. Scarpa lasci perdere i suoi tentativi di offuscare quanto di buono fatto dalla giunta Pizzarotti, i cittadini di Parma lo stimano oggi più di allora e il suo articolo non fa altro che accrescere questo sentimento.

  25. Teo

    Di fazioso qui si leggono solo i commenti. L’articolo avrebbe bisogno di circostanziare alcuni fatti collegandoli nel tempo e nello spazio a fonti precise, d’accordo. Riguardo agli altri fatti, non mi sembra che affermazioni come quelle che riguardano l’impegno non mantenuto di bloccare la realizzazione del termovalorizzatore (si prega di andare sul blog di Grillo e sui vari MeetUp per farsi un’idea di ciò che significa “corrispondenza tra parole e fatti”) si possano tacciare di faziosità. O no? Pizzarotti ha aumentato i costi per i cittadini? Sì o no? Che tipo di politica sta attuando rispetto alle promesse elettorali?
    Chi si scandalizza e si schifa, perché non fa uno sforzettino in più e non ci fornisce LUI/LEI gli elementi di riscontro concreti di cui denuncia con tanta accorata indignazione la mancanza?
    È avvilente constatare che il tempo passa, la situazione si è del tutto deteriorata e siamo passati dalla cagnara fascistoide del Berlusca alla cagnara altrettanto fascistoide del Beppe.
    Ciò che risulta evidente è la prevalenza del qualunquismo in cerca del padre putativo che risolva tutti i problemi e sollevi tutti noi dalla fatica di pensare e di prenderci il carico personale di responsabilità. D’altro canto, coloro che si ergevano a paladini della giustizia sociale hanno dato una pessima prova di insipienza totale

  26. scaluzzi

    Praticamente uno schifo dalla A alla Z. Francamente ho qualche perplessità…

  27. No comment

    Fortunatamente sul web le bugie hanno le gambe corte. Chiunque voglia sapere qualcosa sul Comune di Parma non ha che andare sul sito del Comune: http://www.comune.parma.it Lì potrà avere tutte le notizie e potrà seguire anche le sedute del Consiglio. Non c’è bisogno di Scarpa per avere le informazioni relative al Comune di Parma.

  28. Matteo

    Non mi sembra corretto che La Voce rischi di compromettere la sua autorevolezza conquistata in tanti anni di giornalismo indipendente e di alta qualità, presentando come analisi politologica-sociologica imparziale e obiettiva lo sfogo di un assessore mancato di un candidato sindaco (trombato) di centro destra alle elezioni comunali del 2012.
    Queste robe si possono leggere su siti tipo Repubblica Parma. speravo di non trovarle anche sulla Voce!

    • Bruno Cipolla

      Concordo, ho fatto un po’ di verifiche e, in effetti, nella bio dell’autore mancano alcune informazioni chiave, proprio quelle evidenziate da Matteo.
      Pensare che mi fidavo molto della oggettività ed imparzialità de lavoce.info.
      D’ora in poi dovrò verificare tutto quello che pubblicate e questo mi farà perdere tempo.
      Non è meglio che facciate voi un po’ da filtro per le faziosità?

    • Nico

      Peccato, mi trovo costretto a diffidare anceh gli articoli de La Voce che finora ho considerato obiettivi in modo esemplare e non servili.
      Sono però curioso di verificare nel tempo alcuni aspetti che Scarpa ha sottolineato

  29. Raffaella

    Questo articolo riflette un’impostazione di base, comune a molta gente e a molti aspetti socili ed economici: valutare l’operato di una persona/coalizione/gruppo svoltosi nell’arco di soli 6 mesi può apparire poco fondato e poco ragionevole.
    Perchè prima di valutare l’operato politico di una persona o gruppo (qualsiasi sia la tessera partitica) non aspettiamo almeno un’anno.
    Perchè noi Italiani vogliamo sempre tutto e subito?

  30. cristian

    La voce del regime attacca un sindaco che in 9 mesi non ha azzerato un debito di 850Milioni e azzerato le tasse, sostituiamolo con Fassino o chiamparino che hanno fatto grandi cose tanto che uno è presidente a SanPaolo o sindaci come alemanno (quello del sale).

  31. Anna Maria

    Non basta ostentare verginità per essere bravi. Il passato è passato. Da 9 mesi a Parma governano i 5 stelle e chiunque abbia voglia di leggersi atti e delibere (perché un Comune parla così, non usa i proclami) si accorge che le proposte latitano. Arriveranno, ci mancherebbe. Ma per ora Parma pare vivere la situazione ingessata descritta asetticamente dall’ing. Scarpa. E dopo i guasti del passato, il giovanilismo al governo. Speriamo che facciano i corsi accelerati.

  32. Amedeo de Rinaldo

    Non conosco la realtà parmense, ma quella di scarpa mi sembra un’analisi di parte, molto critica e poco argomentata. è chiara la sua posizione anti m5s “a priori”.

  33. maurizio

    Quali sono le “politiche strutturali sulla mobilità” che può fare un comune con 840 milioni di debiti?

  34. Mi faccia capire: mi dice che se un sindaco non riesce a risollevare una città in debito di quasi un miliardo di euro, è un nullafacente?
    Il piano urbanistico c’è e nessuna amministrazione è mai riuscita ad approvarlo e renderlo operativo in 9 mesi. Denunciare alla magistratura e porsi parte civile contro le partecipate che hanno lucrato non è abbastanza? E cosa c’è di meglio di porsi nelle mani della giustizia? O si dovrebbe fare i giustizieri alla Charles Bronson?
    Ed immagino che Lei sia in grado di capire la valenza dei contratti in essere. Legalmente non si possono invalidare per preferenza personale i contratti firmati per cui le ditte lavorano e vengono pagate (e le persone che ci lavorano vivono su quelle buste paga).
    Sicuramente c’è stata una sottovalutazione di alcuni aspetti, ma questa è pura disinformazione. Mi dica lei un sindaco che ha approvato e posto in essere un piano urbanistico in 9 mesi con un debito di 800 milioni di euro. Non esistono. Mi faccia il piacere di pensare prima di scrivere. Non si vuole essere pro Pizzarotti a tutti i costi, ma anche non vorrei che si mettano alla gogna solo perchè del M5S.
    Grazie
    PS ecco il piano urbanistico che lei dice non esista: http://www.comune.parma.it/notiziario/PGTU_Parma_110608_Documento_Piano.pdf

    • Poplo

      Tutto giusto. Nessuno ha la bacchetta magica e riesce a risolvere problemi così grandi e complessi con uno schiocco di dita. Peccato che Pizzarotti (e il movimento 5 stelle più in generale) non lo abbiano detto prima di farsi eleggere. Anzi abbiano fatto intendere che eliminato il marciume degli altri partiti, tutti uguali e ladri alla stessa maniera, avrebbero risolto tutti i problemi di Parma. Non sta andando così.
      In generale tutte le volte che qualche capopopolo ha preso il potere proponendo soluzioni facili per problemi complessi non è mai finita bene.

      • francesco

        Un sindaco dev’essere valutato alla fine del suo mandato elettorale, vediamo tra 4 anni se la sua amministrazione sarà come quella di Vignali. Se poi i 5stelle a parma sono passati dal 19% al 27% alle ultime elezioni vuol dire che Pizzarotti avrà deluso te ma non i suoi elettori

        • diego

          il 5 stelle è passato dal 19 % al 27% , semplicemente ha rispecchiato il dato nazionale. non si può dire che sia la maggioranza dei cittadini di Parma.

    • Alberto Giusiano

      Solo una precisazione: occhio ad attribuire meriti …. poi magari si scopre che non sono propri.
      Il piano urbanistico che viene citato/richiesto è di altro tipo di quello indicato….
      i tempi per svilupparlo sono sicuramente più lunghi di 6-10 mesi…
      però il piano citato è fatto dalla Giunta Vignali!!!
      E’ il piano del traffico, è del giugno 2011 ed è a firma anche di Moruzzi … arrestato!!!!!

      occhio a citare 😉

  35. No comment

    È disponibile sul sito della RAI l’intervista del sindaco Pizzarotti a “mezz’ora” di Lucia Annunziata. Inoltre sono sempre disponibili su l sito istituzionale del Comune oppure su youtube le sedute consiliari e la presentazione del bilancio preventivo 2013 alla cittadinanza. Meglio informarsi direttamente e poi farsi una opinione.

  36. Giampi

    Ma quanti grillini insofferenti alle critiche! Io il M5S l’ho pure votato alle scorse elezioni parmigiane, ma sto ancora aspettando di vedere qualcosa di tutto quello che mi avevano promesso. A me bastavano 2 cose: che smontassero quel malefico camino (volere è potere diceva il candidato sindaco Pizzarotti, e c’ho pure creduto) e che non mi alzassero le rette dei nidi (ho due gemelli piccoli). Li hanno mancati entrambi. Faziosità? No, delusione.

  37. Fabrizio

    Ma certo, i tagli alle auto blu, alle spese telefoniche, la riorganizzazione della governance interna ecc. ecc. perchè menzionarle? perché non menzionare il fatto, documentato dal Fatto Quotidiano, che Bernazzoli, presidente della provincia di Parma del PD, ha fatto di tutto per far partire l’inceneritore non rispettando delle prescrizioni mettendo a repentaglio la salute dei cittadini?

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