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  1. GIOVANNI ROSSI Rispondi
    un ragionamento che non fa una grinza
  2. Roberto Enrico Rispondi
    Domanda per Ichino. In assenza di un provvedimento di legge sull’obbligatorieta’, nel malaugurato caso di una reazione avversa al vaccino che produca danni (speriamo vivamente si tratti solo di un caso di scuola), risponderebbe in prima istanza il datore di lavoro che ha richiesto al lavoratore di vaccinarsi come condizione per poter mantenere mansione e/o posto di lavoro ? Grazie.
    • LucaS Rispondi
      In effetti il punto debole del ragionamento è proprio questo. "il compito di valutare la sicurezza dei vaccini ... è affidato dall’ordinamento agli organi competenti": sicurezza è un termine generico, gli organi competenti nel caso dei vaccini anti-Covid valutano solo ciò che i dati disponibili consentono di valutare, ovvero in questo momento efficacia e sicurezza nel senso di assenza di effetti collaterali gravi entro un orizzonte di circa 8-9 mesi dalla prima somministrazione. Nessun organo competente può valutare alcunché relativamente all'assenza di effetti collaterali più o meno gravi dopo uno, due o cinque anni e infatti non a caso nessuno ha testato un vaccino sui giovanissimi, le campagne vaccinali sono partite dalle fasce di età per le quali il lungo termine non esiste o è statisticamente meno importante e il legislatore, non solo in Italia, ha preferito non introdurre obblighi. E non è vero in generale che "i rischi derivanti dalla mancata vaccinazione, per la persona renitente ..., sono sicuramente molto più gravi dei rischi connessi con la vaccinazione": lo sono per un over-40 (come me, che sicuramente mi vaccinerò appena possibile), ma per un lavoratore ventenne privo di patologie pregresse il rischio statistico di conseguenze gravi da un'eventuale infezione da Sars-Cov 2 è talmente basso da non poter essere valutato da alcuna autorità competente come sicuramente superiore ai rischi (sconosciuti) a medio-lungo termine connessi con la vaccinazione.
  3. toninoc Rispondi
    Le argomentazioni del Prof. Ichino sono ineccepibili. Solo chi può dimostrare la pericolosità del vaccino per se stesso può essere esentato dal farlo. Il governo deve avere il coraggio di rendere obbligatoria la vaccinazione per tutta la popolazione come per quelle attualmente già previste e citate nell'articolo del Prof. Penso però che l'obbligatorietà della vaccinazione da parte dei datori di lavoro nei confronti con i dipendenti e collaboratori potrebbe generare moltissimi conteziosi legali tra gli stessi soggetti. La strada più sicura penso che sia la vaccinazione imposta per legge dallo stato. Tutte le obiezioni sulla confusione delle norme, sulla disorganizzazione ecc. sono, pur se condivisibili, fuori tema e portano a guardare altrove e dimenticare gli oltre 75 mila (solo quelli ufficiali) decessi dovuti al covid 19.
  4. Alberto Isoardo Rispondi
    Ragionamento assolutamente condivisibile anche se sembra il solito approccio all’italiana: quando lo Stato vuole fare Ponzio Pilato, le decisioni le fa prendere ai privati. Comunque i problemi rimangono: vaccino poco sperimentato, sistema sanitario che non ispira fiducia, approccio organizzativo patetico, insomma, ma chi si fida di questi che parlando troppo mostrano di essere più dubbiosi dei lavoratori. Un’altra domanda, i lavoratori assunti se non si vaccinano verrebbero licenziati? Se un lavoratore avesse effetti collaterali dopo il vaccino fatto per obbligo contrattuale avrebbe un trattamento da malattia professionale? Secondo me questa è una strada sbagliata. Bisogna convincere la gente della bontà del vaccino e della serietà di chi lo consiglia. Certo non è un governicchio come l’attuale che sa esprimersi solo in termini di divieti che può conquistare la fiducia della nazione e convincere i cittadini.
    • toninoc Rispondi
      Quando ho iniziato a lavorare(55Anni fa) Avevo già fatto per obbligo di legge tutti i vaccini che mi avevano consentito l'accesso all'asilo prima , alla scuola elementare successivamente. Ho visto personalmente gli ammalati di poliomielite in ospedale e grazie ai vaccini quella malattia è scomparsa, come prima la peste ed il colera, in quasi tutto il mondo; ho dovuto fare visite mediche di idoneità al lavoro successivamente. Se una legge prevede o prevederà la vaccinazione in determinati luoghi di lavoro, chi non si vaccina dovrebbe fare un altro lavoro ovvero si dovrebbe dimettere perchè non idoneo. Chi convince la gente a vaccinarsi non è il governo(che fa la legge) ma la "scenza medica" che ha dimostrato che i vaccini hanno allungato di molto la vita media della specie umana. Solo chi può dimostrare per se stesso la pericolosità del vaccino può essere esonerato dal farlo. Solo così si raggiunge l'immunità cosidetta di gregge.
  5. Luca Bianchi Rispondi
    In realtà credo che un problema derivi dalla tempistica. Troppo scarsi i tempi per la sperimentazione e questo potrebbe essere un buon motivo per non vaccinarsi. Inoltre, se i vari tipi di test (tamponi etc.) stabiliscono una negatività, in presenza di osservanza di tutte le accortezze previste (distanze, turnazioni, smart working, mascherine, etc.) perché, in mancanza di una specifica normativa, dovrebbe sussistere un obbligo alla vaccinazione? Anche perchè la presenza del medico competente potrebbe consentire verifica e certificazione delle condizioni di lavoro.
  6. paolo brianzi Rispondi
    tutto condivisibile. non è stato affrontato il tema della scuola, visto che non è un ambito contrattuale ma che ha una valenza importante : un no vax può pretendere di mandare a scuola i figli non vaccinati? sono ovvii i rischi per la salute di tutti, sarebbe in questo caso necessaria una legge ad hoc?
  7. gabriel04 Rispondi
    Tutto giusto, purché nella pratica si tuteli poi chi non si vaccina perché, per motivi di salute, presenta anche solo il rischio, non necessariamente la certezza, di avere danni alla salute dalla vaccinazione. E non si traduca invece in intolleranza e in caccia alle streghe nei confronti di persone con possibili fragilità. Naturalmente con il contributo dei medici, a cui è devoluto il compito di ascoltare i pazienti.
  8. Savino Rispondi
    Proprio perchè il prof. Ichino ha ragione in materia di sicurezza sul lavoro, così come hanno ragione i costituzionalisti, nel senso che non è peregrino un obbligo previsto per legge, è necessaria un'organizzazione capillare sul territorio delle modalità di vaccinazione che oggi non si vede, con il coinvolgimento di più operatori possibile nella medicina del lavoro, in quella di base, in quella ospedaliera, in quella anche privata, in quella di supporto a scuola e sport e nella rete delle farmacie. Lo scetticismo in giro, pur non condivisibile, non è nella ricerca scientifica che ha portato al vaccino, ma nella credibilità inesistente di un'organizzazione amministrativa sanitaria che ha finora lasciato a desiderare, che ha causato una mole di danni irreparabili e inquantificabili pecuniariamente e per cui nessuno ha pagato. Io continuo a chiedere invano quali sono gli obiettivi che la governance ed il management sanitario hanno raggiunto per continuare a percepire i loro cospicui emolumenti.
    • toninoc Rispondi
      La Sanità pubblica ha subito negli ultimi 20/25 anni continui tagli economici molti dei quali dirottati alla Sanità privata, ed ancora continua a farlo costringendo moltissime persone a fare i viaggi della speranza da sud verso nord . Questo si è un grandissimo problema politico che però non impedisce a nessuno di FARE IL VACCINO .