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  1. Marco Rispondi
    Capisco ci possa essere una discussione sul fatto che i capitali debbano o non debbano essere tassati, soprattutto ora che ci sono squilibri talmente grandi che alcune persone hanno sicuramente più potere di quanto possano avere avuto molti re del passato. Inoltre, normalmente l'inflazione si occupa di erodere il capitale nel tempo e spingere verso gli investimenti, ma non l'attuale inflazione, pressocché nulla. Quello che però non sembra essere giusto è avere una tassazione del reddito da lavoro molto più alta del reddito da capitale. Penso che un riequilibrio su questo sarebbe prioritario. Altra priorità è diminuire il potere della pura finanza speculativa. Per farlo si potrebbe ripensare la Tobin Tax, rendendola inversamente proporzionale al tempo di possesso di un'azione: tasse alte se comprata e venduta in giornata, leggermente più basse se entro il mese, ancora più basse entro l'anno e magari azzerate oltre i 5 ann, un po' come già accade per gli immobili.
  2. Belzebu' Rispondi
    Occorre saper distinguere tra necessità di cassa per i servizi di Stato e spese voluttuarie stataliste , che beneficiano solo politici, sindacalisti e dipendenti statali inutili.
    • Belzebu' Rispondi
      Occorre saper distinguere tra necessità di cassa per i servizi di Stato, utili, e spese voluttuarie stataliste, di cui beneficiano solo politici, sindacalisti e dipendenti statali inutili.
      • Belzebu' Rispondi
        Comunque, La proposta ultima di un’altra nuova patrimoniale sugli immobili e conti correnti bancari, dei cittadini laboriosi e attenti al risparmio, è un attacco malvagio contro il risparmio privato, la proprietà privata e il lavoro autonomo. Dopo gli espropri dei comunisti Amato e Monti, oggi in piena crisi pandemica, con redditi degli autonomi ridotti e per moltissimi drammaticamente a “0” zero, la proposta è ancora piu’ scellerata e crudele. Tipica di un regime dittatoriale.
  3. Michele Rispondi
    In Italia ci sarebbe grande bisogno di una seria imposta patrimoniale progressiva. Invece abbiamo tante imposte che non chiamiamo patrimoniali, ma in realtà lo sono, che invece sono regressive. Tassano di più chi ha meno. Per una imposta patrimoniale ci vorrebbe una anagrafe patrimoniale seria a cominciare dal catasto, mai riformato dalla politica per paura degli elettori. L’immobilismo invece premia gli evasori, l’elusione e le lobby che si fanno fare leggine ad hoc per eludere legalmente (pex, patent box e cedolari varie, tanto per fare degli esempi)
  4. Francesco Spada Rispondi
    Qualcuno parla di patrimoniale riferendola a diversi tipi di redditi, mentre ritengo che la patrimoniale debba essere ptevista per i grandi patrimoni, dal milione in su. Ovvio che debba essere studiata in modo attento, visto che ci potrebbe essere fuga o frazionamento di capitali, cui magari si potrebbe ovviare tassando anche i capitali detenuti all'estero oppure prevedere una sorta di retroazione della tassa che vada a colpire i patrimoni comunque detenuti in capo al soggetto negli ultimi 6 mesi. Il concetto che però deve passare è che chi ha di più deve dare di più, anche perché ogni milione di euro che passa da un grande patrimonio ai soggetti che dispongono di poche risorse, è un milione di euro sottratto al deposito e aggiunto alla liquidità, con la conseguenza di creare ricchezza, giro di denaro e tasse in pancia allo Stato
  5. francesco vittori Rispondi
    Basterebbe, e non sarebbe difficile, una riforma dell'attuale imposta di bollo sulle attività finanziarie; è giusto che un conto corrente con saldo puntuale di 1 milione paghi 34 euro all'anno di bollo mentre un deposito titoli con saldo 100.000 euro paghi 200 euro, cioè tre volte tanto? Ed è così difficile estendere questo costo di bollo alle gestioni separate? Oggi questi strumenti sono esenti e godono anche di vantaggi di redditività (dati dal contesto dei tassi bassi). E non è difficile "nascondere" i patrimoni finanziari in polizza per evitare di pagare. Ed è così difficile inserire un'aliquota di bollo maggiorata per la ricchezza detenuta all'estero? Certi "privilegi", come quello di non considerare ai fini del calcolo della tassa di successione i titoli di stato, sarebbero banali da estirpare. Banali proprio.
  6. pieffe Rispondi
    Ogni proposta che riguardi il fisco, deve dire preliminarmente se l'obiettivo è alzare o diminuire il gettito. In questa fase, ridurre le entrate fiscali è folle; anzi c'è un bisogno disperato di aumentarle, visto la china che ha preso il debito. A meno di voler prendere la strada dolorosa di una qualche forma di default, prima o poi. Dopo di che, bisogna vedere dove agire. Sui redditi da lavoro certamente no, visto che sono tassati sino al 43%. Anche i consumi sono tassati molto. I contributi sociali sono già alti. Quindi non resta che la ricchezza, mobiliare e immobiliare, tassata poco e male anche nei guadagni che produce (l'imposta di bollo sui depositi è ridicola), Per semplicità, forse sarebbe meglio lasciare separati i due mondi e agire sui meccanismi impositivi; i quali comunque dovrebbero essere progressivi (magari con una quota esente), con aliquote e scaglioni adeguati al risultato complessivo che si vuole raggiungere.
  7. Maurizio Rispondi
    Mi chiedo però se liberando dall'IMU piccoli proprietari non si renda disponibile più reddito per altre spese.
  8. Marisa Rispondi
    Condivido il ragionamento dell'articolo. un altro aspetto: In Germania la patrimoniale non c'è più da parecchio tempo. Quando la volevano reintrodurre hanno fatto un calcolo sensato Il risultato: gli introiti non coprivano le spese della pubblica amministrazione per incassarla. Un calcolo simile dovrebbero farlo in Italia prima di prendere decisioni insensate.
    • gabriel04 Rispondi
      Oltretutto so che in Germania ci sono dubbi sulla costituzionalità dell'imposta patrimoniale, come altrove, del resto. Ad esempio, colpire con una patrimoniale le liquidazioni versate su un conto corrente, significherebbe tassare due volte lo stesso reddito, perché la liquidazione è retribuzione differita, non è un regalo, e quindi è un reddito già tassato come tale.
      • Marisa Manzin Rispondi
        Sì, verissimo. Infatti una patrimoniale colpisce proprio del denaro già tassato. Altri discorso è quello evaso. Ma allora perché non cominciare o continuare con maggiore energia e soprattutto con maggiore efficienza a combattere l'evasione?
    • Belzebu' Rispondi
      I lavoratori del privato oltre all'onere di pagarsi la struttura operativa, trovarsi il lavoro, eseguirlo con produttività, subiscono anche il sovraccarico di spesa, per voto di scambio politico, per mantenere l'esercito degli improduttivi inutili fannulloni esentasse poichè gli dobbiamo pagare anche quelle. Viviamo rassegnati in un regime statalista comunista, politicamente trasversale. Poichè i soldi non guadagnati o rubati vengono sperperati, non gli bastano piu' nemmeno le tasse al 70%, pertanto ricorrono alla rapina con patrimoniali. Ma a chi vanno i soldi delle patrimoniali? Ai vitalizi esentasse dei politici, alle pensioni d'oro dei sindacalisti che non hanno versato i contributi, alle provvigioni per acquisto di mascherine, siringhe, vaccini ecc., alla quota per stare in europa, a tutta quella morgenda di impiegati dello Stato, ruoli dirigenziali, primari e secondi, superpagati per compensare la loro frustrazione di inetti senza dignità. Escludo insegnanti fino alle secondarie e forze dell'ordine.
  9. Fabrizio Fabi Rispondi
    Bene l'articolo e benissimo i commenti ! Sono favorevole alle patrimonilai, soprattutto perché più difficili da evadere. E mi pare chiaro che qualsiasi patrimoniale non possa essere che proporzionale alla base imponibile. Nemmeno prevederei franchigie, e meno ancora esenzioni della prima casa. Invece, si potrebbe prevedere una di "restituzione" di una quota (20% ?) del gettito dell'anno precedente, quindi a posteriori, in misura uguale per ogni cittadino. Ma soprattutto, il gettito delle nuove imposte patrimoniali ed ambientali dovrebbe essere usato per alleviare le imposte sul reddito (o, meno bene, quelle sui consumi); non per dare allo Stato ulteriori risorse, dato che ne ha già troppe .
  10. Giacomo Rispondi
    Articolo molto bello, circostanziato e che permette di capire il problema. Speriamo lo leggano anche in parlamento. Il problema è che, secondo me, il parlmentare medio non ha idea di che cosa voglia dire patrimonio in una situazione di globalizzazione e mobilità dei capitali. Sono convinti che ci siano persone con 2 miliardi sul conto personale e che, se anche ci fossero, tassandoglieli questi li lascerebbero lì alla mercè del fisco.
  11. Escher Rispondi
    Interessante: teniamo due imposte patrimoniali (che però non chiamiamo patrimoniali) perchè garantiscono un gettito maggiore di una imposta che potremmo chiamare patrimoniale che insiste sulle stesse basi imponibili in modo un po' diverso. Ma le stupidaggini che si sono fatte sull'IMU detassando la prima casa (con tutte le difficoltà di definire cosa sia prima casa invece appunto di usare una franchigia), i trust che già adesso ci sono per consentire a chi ha davvero i soldi di non preoccuparsi di cosa succede al paese non fregano niente a nessuno?
    • Piero Rispondi
      Articolo illuminante per chiarezza di scansione del problema, che è reale ( al di là delle polemiche "a prescindere" di qs giorno). Perdonatemi la rozzezza del quesito: ma i dati dell' indagine sul risparmio della Banca d'Italia non permettono il breakdown per detentori di asset ?
  12. Enrico Motta Rispondi
    Domanda non retorica agli autori: il bollo auto è una imposta patrimoniale? O una tassa, ma per quale prestazione? Il gettito è circa 6 miliardi e mezzo.
  13. Henri Schmit Rispondi
    Bellissimo articolo, preciso e trasparente nelle stime, convincente nella conclusione. Alcune osservazioni marginali: 1. La fuga dei capitali che ci sarebbe prenderebbe due forme: strutture elusive e trasferimento della residenza fiscale all’estero. La prima si può combattere, la seconda no. 2. L’osservazione su trust e intestazioni fiduciarie non è un vero problema. Basta ricondurre tutto al beneficial owner (la sostanza invece della forma), come fanno tutte le legislazioni serie e il problema non sussiste. 3. Esistono forme di elusione, esenzioni inique, incoerenti: gran parte dei portafogli mobili e liquidi (gestiti) importanti (diciamo oltre 10 milioni) sono investiti (da contribuenti tendenzialmente anziani) artificialmente in polizze assicurative, non soggette a tassazione né per il rendimenti/plusvalenze annuale né per il passaggio dall’assicurato al beneficiario (erede o gratificato). Conclusione: invece di pensare a una patrimoniale generale conviene per motivi prudenziali perfezionare i regimi d’imposizione esistenti 1. dei redditi di capitale, 2. della patrimoniale immobiliare (riforma catasto e applicazione alla 1a casa con franchigia per nucleo) e 3. dell’Irpef troppo pesante sui redditi bassi, non abbastanza progressiva sui redditi alti.
    • gabriel04 Rispondi
      Interessante l'osservazione sui portafogli mobili investiti in polizze assicurative. Vorrei chiedere: che si intende per " perfezionare i regimi d'imposizione sui redditi da capitale". Le rendite finanziarie al momento sono tassate al 26%, aliquota costante indipendente dal livello di tali redditi, che non mi sembra pochissimo. Esclusi ovviamente i titoli di stato, dove un aumento della tassazione si risolverebbe unicamente in una partita di giro. Altra osservazione: a guardare i dati, il grosso dell'imposizione fiscale è sopportata dai redditi medi, i redditi bassi pagano pochissimo. Ricordo infine cosa disse Mario Monti quando fu al governo e si parlò di patrimoniale. Disse che in linea di principio non era contrario, ma che una patrimoniale fatta bene richiedeva quattro anni di studio. Ecco, questa è una questione centrale a mio parere, il mio timore è che una patrimoniale improvvisata faccia solo danni, e comporti rischi di macelleria sociale, colpendo redditi medi già abbastanza colpiti.
      • Henri Schmit Rispondi
        Non ho idee rigide sulla tassazione più equa e più efficiente del reddito da risparmio, liquido, titoli quotati o illiquidi. Intendevo solo far notare l’abuso delle polizze vita italiane, o estere a volte ancora più convenienti. Numerosi importanti patrimoni gestiti sono investiti attraverso polizze che procurano artificialmente un doppio vantaggio fiscale, a mio parere del tutto ingiustificato. Detto ciò, in materia di tassazione del risparmio bisogna essere molto cauti per evitare effetti non voluti. Quello che servirebbe adesso sarebbe un’esenzione fiscale per almeno 5 anni delle plusvalenze (e dei dividendi) di tutti gli investimenti in capitale, grandi i piccoli, fatti nel 2021, in modo da canalizzare il risparmio liquido cresciuto sensibilmente nel 2020 nelle imprese troppo indebitate, sottocapitalizzate. Altri paesi come la Francia lo stanno valutando.
        • gabriel04 Rispondi
          Grazie della risposta. In effetti, anche io mi preoccupavo del finanziamento delle imprese.
  14. BEBA Rispondi
    Grazie dell’articolo. Vorrei condividere l’approccio dell’Olanda a questo riguardo. La patrimoniale si applica al contante detenuto in banca, sopra i 30k euro per fiscal partner, e sulle azioni. Al momento del tax return annuale tutto e’ già pre-compilato e si applica un’aliquota dell’1.3-1.4%. Nonostante ci siano lamentele al riguardo, visto che la tassazione per i redditi superiori ai 50k e di circa il 50%, ma non c’è alternativa al pagare. Gli immobili sono tassati separatamente. So che la maggior parte dei contribuenti italiani piange miseria, ma pensate che un approccio simile sarebbe fattibile in Italia?