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  1. Luca Neri Rispondi
    Ho letto gli articoli citati. In Italia, la differenza tra uomini e donne nella probabilità di essere promossi attribuibile al sesso dei valutatiori risulta dell'1%-2%. Questo risibile effect size dovrebbe indurre maggior prudenza nell'interpretazione dei risultati perchè potrebbe benissimo essere spiegato da bias di confondimento o selezione residui che non sono controllati. Inoltre questa differenza non è affatto in grado di spiegare la grande differenza nei pathway di carriera tra uomini e donne e non è coerente tra i paesi presi in considerazione. L'articolo mostra altri risultati.che contrasterebbero la vostra interpretazione ma vengono ignorate.
  2. bob Rispondi
    "Nella seconda metà del XIX secolo, il neonato Stato italiano si trovò alle prese con il problema di imporre agli italiani l’obbligo di frequentare la scuola. In quel periodo, come è noto, l’analfabetismo era dilagante. Tra gli avversari dell’istruzione obbligatoria era soprattutto la Chiesa cattolica- L’obbligo scolastico era dunque percepito dalle gerarchie ecclesiastiche come una vera e propria iattura; un male da impedire a ogni costo...". " Nell'aprile del 1945, il governo provvisorio decretò l'emancipazione delle donne, che ne consentiva la nomina immediata a cariche pubbliche. Nelle elezioni del 2 giugno 1946, tutti gli italiani votarono contemporaneamente." Cara ricercatrici nei tempi della Storia gli anni sono secondi e i secoli minuti! Titolare con enfasi che è stata eletta una "rettrice" sottolinea l'arretratezza culturale di questo Paese. La cosa grave e misera che non sono discorsi fatti al Bar dello Sport, ma titoli su dei più "importanti" quotidiani. Meglio sorvolare poi sulla medioevale norma delle "quote rosa" la più grande offesa che si può fare non solo alle donne, ma all'intelligenza delle persone in genere. Il vero dramma di questo patetico Paese non è l'emergenza sanitaria o la crisi economica è il baratro culturale dove è ulteriormente precipitato, ci vorranno lustri per risalire, presupponendo che possiamo riuscirci
  3. Catullo Rispondi
    Sarebbe da capire perchè invece in altre situazioni la presenza femminile invece la fa da padrona. Penso all'ambito scolastico almeno fino alla fine delle scuole medie superiori e certi ambiti sanitari. Nella mia, ormai lontana carriera scolastica, non ho mai avuto un solo preside uomo ed anche adesso credo che la preside donna sia la regola e anche nell'ambiente ospedaliero di fatto la presenza femminile è preponderante ho seguito una persona per un intervento di endocrinologia e in quel reparto non c'era neppure un uomo a cominciare dalla primaria (che peraltro era molto in là con gli anni, ma quando vanno in pensione i medici??) fino alle tirocinanti. Si potrebbe capire come questi settori riescono ad attirare la parte femminile e vedere se è possibile replicare in altri contesti. Un solo dubbio mi viene questi settori attirano più donne o respingono gli uomini, perchè i pochi conoscenti uomini che lavorano nell'istruzione parlano tutti di un ambiente fatto da donne per donne, ma questo è un altro argomento.