logo


Rispondi a Enrico Annulla risposta

1500

  1. Enrico Rispondi
    Spero che la pandemia ci abbia convinti definitivamente che la maggior parte dei fenomeni ignorano i confini amministrativi e quindi devono essere gestiti a livello centrale, alla faccia di federalisti e sovranisti. Oltre ai virus, sembrano particolarmente ignoranti in geografia l'occupazione e la disoccupazione, la crescita economica, la sanità, l'istruzione, i trasporti, l'ambiente, ecc. Tutte materie improvvidamente "devolute" agli enti locali in base ad un puro pregiudizio ecologico ed a tattiche politiche di breve respiro. Forse è il caso di rivedere quelle scelte.
  2. stefano Rispondi
    Già nella prima ondata abbiamo assistito alla pagliacciata dei codici ateco dove imprese che non c'entravano nulla con i settori essenziali sono riuscite a stare aperte, io stesso ho denunciato alla Asl l'azienda dove lavoro perché sapevo bene che non aveva in realtà nessuna attività essenziale. Nella seconda ondata si è deciso di chiudere solo lo svago, ed ecco che i morti stanno raggiungendo cifre indicibili per saziare il portafoglio di pochi prenditori.
  3. Alberto Isoardo Rispondi
    Mi sembra un'analisi Superficiale anche prescindendo dal fatto che non è scritto in alcun luogo che i diritti garantiti costituzionalmente possano essere uno a detrimento dell'altro. Inoltre la conseguenza di far schizzare il debito tra il 150 ed il 160% avrà come conseguenza una pressione incredibile sui redditi nei prossimi anni e quindi un impoverimento generalizzato non appena le misure di sostegno, comunque insufficienti, verranno ritirate. Considerato l'altissimo numero di decessi in Italia sarebbe molto più saggio evitare lockdown generalizzati e ritengo anche illegali perchè lo stato non può impedirti di lavorare senza indennizzarti in toto di quanto perso. Senza contare l'alta percentuale di lavoro nero in Italia che avrebbe sconsigliato a qualsiasi politico con una mission ed una view su dove andare, di adottare tale decisione. L'insipienza delle scelte politiche ha reso ostaggio il Paese di tecnici che, senza un bilanciamento del rapporto costo/benefico non possono che fare danni. Monti docet! Le regioni avranno anche sbagliato ma basta vedere cosa il governo sta organizzando per Natale per capire che con questa gente centralizzare è tutt'altro che un vantaggio.
    • bob Rispondi
      non si preoccupi a "ricentralizzare" la questione non ci penserà Roma ma ci penseranno a breve altri soggetti . Posso comprendere la malafede della misera politica. Faccio fatica a capire come si possa seguitare a pensare di mandare avanti un "sistema- Paese" con 21 Pro- Loco. Veramente faccio fatica. Può spiegarmelo?
  4. Savino Rispondi
    Nella prima ondata occorreva circoscrivere, laddove c'erano aree ampie a zero contagi o quasi, che sono state chiuse lo stesso, generalizzando in modo inspiegabile. In quella fase, bisognava pervenire a forme di commissariamento vero e proprio di Regioni come Lombardia e Piemonte. La seconda ondata nasce da irresponsabilità di Presidenti di Regioni come Sardegna o Puglia che hanno consentito di tutto in estate. Nelle aperture, la scuola doveva avere priorità anche nei comportamenti individuali e in famiglia. Il titolo quinto va abrogato, la sanità va tolta dalle golosità negli appalti degli affaristi regionali, come va abrogata la forma di Governo presidenzialista alla sudamericana e presenzialista delle Regioni. Gli enti regionali devono solo occuparsi di sagre paesane e valorizzazioni del territorio, non avendo nemmeno il personale specifico competente per trattare una materia delicata come la sanità.