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  1. Piero Rispondi
    “La monetizzazione del debito non porterebbe ad altro, prima o poi, che a una perdita di controllo sull’andamento dell’inflazione (una tassa regressiva che colpisce innanzitutto i più poveri). E soprattutto porterebbe alla perdita di uno dei beni pubblici più importanti che l’Europa possiede oggi: l’indipendenza della banca centrale.” L’Autore dimentica che siamo in deflazione, ciò sta distruggendo l’economia reale, un po’ di inflazione sarà un toccasana e la cancellazione del debito pro quota è l’unica via d’uscita, non si perderà nessun controllo sull’inflazione; la cancellazione potrà avvenire in più tranche; perché si deve perdere l’indipendenza della BCE, se è lei stessa che prenderà tale decisione. Il divieto è solo l’acquisto diretto del debito, pertanto ciò che non è vietato è permesso.
  2. AS Rispondi
    Gentile Professore, spero che voglia/possa rispondere a questa domanda: per quale motivo la moneta emessa da una Banca Centrale figura nel passivo del suo stato patrimoniale, come se fosse un debito? Mi sembra sorprendente visto che non sussiste obbligo di convertire tale moneta in oro, come accadeva in un lontano passato. Siamo in presenza di un mero artificio contabile oppure ha un vero fondamento economico?
  3. Ettore Rispondi
    Dopo la pandemia Il Debito Pubblico diverra'un problema comune perche'quasi tutti i Paesi Ue, Germania compresa, avranno un livello di indebitamento superiore a quello previsto dai Trattati Istitutivi. Per cui, giocoforza, occorrera'trovare una soluzione comune, non convenzionale,,strutturale, al problema del Debito Pubblico. Ormai anche molti Economisti mainstream, Olivier Blanchard in primis, sostengono che le regole del fiscal compact stante la loro pro-ciclicita', la loro inapplicabilita' concreta,vanno cancellate e sostituite con regole qualitative flessibili parametrate alla situazione di ciascun Paese. Oggi anche Vincenzo Visco, sul Sole24h, sostiene che il Debito Pubblico, cosi'come come e'avvenuto in passato, quando ha raggiunto un ammontare troppo elevato, richiede una ristrutturazione concordata; ci sono gia'diverse proposte formulate da vari Economisti (Minenna,Massimo Amato,etc). Il Debito italiano, dopo la pandemia, raggiungera'una soglia vicino al 200% del Pil, e'assurdo pretendere di riassorbirlo con la politica degli avanzi primari che e'stata perseguita negli ultimi 30 anni che ha compresso la domanda aggregata (la spesa primaria italiana e'ferma in termini reali al livello del 2009, ed e'sotto la media europea su tutti i macro-aggregati tranne la voce pensioni) e asfissiato il Pil. La Storia Economica dimostra che nessun Paese avanzato,tranne il Belgio, e'riuscito a riassorbire un Debito pubblico troppo elevato con gli avanzi primari.
    • Henri Schmit Rispondi
      Debito/PIL tedesco 2007: +/- 60%, 2010: 82%, 2019: 60% (!!!), 2020/21: 75%. https://zeitung.faz.net/fas/wirtschaft/2020-12-06/599a87f2027bd7bb04e1e25ee1a337d9/?GEPC=s3
  4. Henri Schmit Rispondi
    Impeccabile, chiarissimo, grazie! Vorrei solo insistere sul fatto che la politica monetaria indipendente (annunciata, eseguita, applaudita e contestata) di acquisto di titoli di debito pubblico della BCE si avvicina molto ad un impegno autoimposto un po’ sotto la costrizione dell’inerzia/inefficacia delle politiche fiscali degli Stati. Tende a diventare molto sottile la differenza fra politica monetaria indipendente e finanziamento monetario dei debiti pubblici. Ergo perché la BCE continua ad esortare gli Stati membri (misure espansive, riforme) e l’UE (recovery plan) a fare la propria parte per non aumentare la costrizione esistente. Infine, se si passasse da una politica monetaria di acquisto titoli a una politica di monetizzazione del debito, si dovrebbe a più forte ragione rispettare il capital key ben diverso delle quote nazionali di debito pubblico in circolazione. Quindi il danno/rischio varrebbe per tutti, per tutte le economie, ma il problema del debito ITALIANO specifico eccessivo rimarrebbe lo stesso.
  5. Fabrizio Fabi Rispondi
    Mi pare ci sia un altro e ben più grave effetto negativo, sia del QE sia della monetizzazione del debito: entrambi tengono artificiosamente alti i prezzi degli asset (immobili, quote di imprese, asset finanziari). Così favorendo i ceti possidenti a scapito degli altri, e soprattutto gli anziani a scapito dei giovani. E si riduce la mobilità sociale e si favoriscono i consumo superflui a scapito degli investimenti davvero produttivi. Senza una politica fiscale rigorosa e oculata, tutti i problemi vengono solo differiti, e aggravati, per via QE o monetaria.
  6. jacopo Foggi Rispondi
    Ma non si potrebbe invertire il ruolo allora, consentendo alla Banca centrale di emettere titoli suoi, invece che dello Stato, per assorbire la moneta in eccesso?
    • michele Rispondi
      Se la banca centrale è indipendente li ha già gli strumenti per assorbire moneta, senza bisogno di emettere titoli. I titoli poi avrebbero una scadenza, alla qual scadenza la banca centrale dovrà rimettere moneta ai creditori....
  7. alessandro casanova Rispondi
    Mi scusi professore, ma proprio perchè il "martello pesta invano nell'acqua", perchè non approfittarne espandendo la spesa pubblica "stimolando le aspettative di inflazione" e "spingere così al rialzo consumi e investimenti" monetizzando poi il debito? L'indipendenza della Banca Centrale in questo momento è un "valore" che merita di essere sacrificato