logo


Rispondi a Pa Annulla risposta

1500

  1. Giuseppe GB Cattaneo Rispondi
    Corretto, la pena pecuniaria dovrebbe essere introdotta per tutti i reati che non comportano violenza. PS la pena pecuniaria per essere equa dovrebbe essere proporzionale alla ricchezza posseduta oltre che alla tipologia di reato. PS naturalmente la pena pecuniaria per essere equa dovrebbe essere distribuita sull'intero ciclo vitale in una pecentuale annua della ricchezza e del reddito. PS quando si parla di giustizia sarebbe meglio pensare prima di parlare
  2. Cordioli Alberto Rispondi
    Sicuramente tutto vero e sacrosanto, ma come il solito in Italia vigono due leggi che inficiano qualsiasi "Buona volontà" : la prima è guardare il "dito" invece della Luna e la seconda è seguire l'onda dell'ipocrisia istituzionale invece di capire qual'è nella REALTA', il VERO PROBLEMA. Che nel caso dell'Italia è che la Giustizia non è solo lenta e con il delinquente MOLTO più protetto degli "offesi", ma anche permette ai giudici di emettere sentenze scandalose, assolutamente criptiche e spesso per nulla rispondenti ai temi del processo, o almeno NON a tutti. Il VERO PROBLEMA IN ITALIA E' CHE PER TROPPO TEMPO I VERI DELINQUENTI ERANO GLI STESSI POLITICI O UNA GRAN PARTE DI ESSI FIANCHEGGIATORI COLLUSI O MALVITOSI LORO STESSI, e questo ha concesso a premier di ormai acclarata mafiosità di procedere al sistematico smantellamento del potere giudiziario e facendo in modo che avanzassero giudici e pubblici ministeri incompetenti e scaldasedie ... IN ALTRI TERMINI LA RIFORMA DEVE RIPARTIRE DALLA MORALIZZAZIONE E SANIFICAZIONE PROFESSIONALE DI GIUDICI E PUBBLICI MINISTERI ... tutto il resto è solo un pezzuola fresca su un malato covid ... giusto per stare in tema ... Se non ci sono seri professionisti come Davigo, Gratteri e gli uccisi Falcone e Borsellino, come vuole pretendere di "avere giustizia"??? Glielo dice uno che nei tribunali per tanti e diversi motivi ci ha bazzicato molto ed ha ben visto la REALTA' immonda che ci si trova, ben sviluppata dai giornalisti seri.
  3. Pa Rispondi
    Perfetto. Grazie
  4. Lantan Rispondi
    Concordo con l'analisi ma soprattutto con le proposte dell'autore. In particolare mi riferisco all'interessante proposta per disincentivare l'eccesso di ricorsi in Cassazione, e cioè quella del "deposito cauzionale da trattenersi definitivamente in caso di inammissibilità". Per certi aspetti richiama la stessa "ratio" che ha ispirato il D.l. Spazzacorrotti e l'annessa riforma della prescrizione: il blocco del decorso della prescrizione al 1° grado di giudizio onde disincentivare ricorsi in Appello ed in Cassazione fatti con l'unico scopo di dilazionare i tempi del processo e far fulminare il procedimento giudiziario dalla prescrizione. Opportuna e necessaria anche una depenalizzazione in modo da sfoltire l'affollamento delle cause che intasano i tribunali; oppure rendere più conveniente riti alternativi (i.e. patteggiamento) con robusti sgravi di pena in modo da accelerare i tempi dei processi. Perché in Italia il problema - lo ripeto fino alla nausea - non sono i "processi lunghi": il problema è che di processi se ne fanno troppi! Qualsiasi apparato giudiziario collasserebbe col numero di processi/anno che si fanno in Italia. Negli altri paesi Occidentali la baracca sta in piedi perché di processi se ne fanno UN DECIMO di quelli che fanno da noi.