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  1. enzo Rispondi
    veramente un ottimo articolo, se mi è permesso professore l’unica cosa che lo stato avrebbe dovuto fare è quella di creare delle previsioni di intervento. Quindi non pensare ad una proposta come il 110% e attuarla in un paio di mesi. Ma ragionare ( anche in segreto nei ministeri) per molti mesi, calcolare il più realisticamente su quanti condomini è idealmente esercitabile calcolando così la spesa che poi non sarebbe altro che il minor gettito fiscale che lo stato potrebbe vedersi arrivare nei 5 anni successivi. Da qui ( molto importante) prevedere un calcolo parallelo, di entrate ( iva sui materiali e lavori, tassazione dei lavori ecc ecc) che il nascere di migliaia di cantieri farebbe nascere. Niente niente che a fronte di una perdita di i 110 ci troviamo ad incassare 90 ( butto cifre a caso) , arrivando così a generare una enormità di posti di lavoro, far ripartire i consumi con una spesa di 20. Mentre è molto difficile prevedere un “kick start” solo riducendo le imposte. È sicuramente facile per la ragioneria delll stato prevedere il minor gettito entrante ma impossibile prevedere sviluppi economici perchè affidati al “buon cuore” di chi genera lavoro ( mi riducono le tasse: posso tenermi i soldi in banca, posso portarli all’estero, posso assumere dipendenti, posso bruciarli ecc ecc)
  2. Enrico D'Elia Rispondi
    Il governo ha tentato l'ennesima maldestra operazione di ingegneria finanziaria dando un nome nuovo (CCF) ad una vecchia forma di debito sovrano, con l'aggravante che i diversi passaggi di mano dei CCF comporteranno sicuramente commissioni e margini per gli intermediari. Questo significa che i beneficiari originari dei CCF vedranno eroso l'ammontare effettivo del beneficio, esattamente come avviene per il bonus 110%, in cui il 10% è appunto il compenso previsto per ditte e banche che accettano la cessione. Mi sembra un ottimo modo per aumentare il costo complessivo del debito pubblico a parità di tassi e di ammontare. Eppure qualche giorno fa Maria Cannata ci aveva messo in guardia contro questi trucchetti proprio su questo sito.
  3. PURICELLI BRUNO Rispondi
    Ottima la relazione, buoni i CCF. Purtroppo, per un paese come l'Italia attuale, non ci permetteranno alcuna svolta economica. Avevo proposto di consegnare allo Stato l'utilizzo del 10% del valore delle nostre abitazioni di proprietà per 30 anni senza far sborsare un euro ai proprietari che si impegnerebbero a pagare l'odierno 10% solo tra 30 anni in caso di fallimento dello Stato il quale pagherà debiti e pensioni, da subito, con titoli messi ad hoc sul relativo sottostante pari a circa 400 mld. Risparmieremmo la media di 30 mld /a che ci permetterebbero di arrivare al 9° anno con una situazione, rispetto ad oggi, di autoalimentazione per il maggior Pil raggiunto. Poichè il debito non sarebbe stato toccato, il Pil sarebbe cresciuto dando lavoro riducendo le tasse di 10Mld/a ed altre cose come aumento dei salari ai lavoratori di società private del 30%. cambieremmo il paese per scolarizzazione, cultura. rispetto civile e sicurezza sul territorio e del territorio! I politici hanno avuto paura a studiarla ed ora abbiamo i CCF che sono meglio di niente. I miei titoli ad hoc sono creati sul sottostante dei "pagherò" dei cittadini sul valore della propria abitazione. Il risparmio consente la retrocessione di un premio pari al valore per cui ci si è impegnati coi pagherò. Egr.Professore, vorrebbe studiare questa proposta? Grazie per l'attenzione.
  4. Andrea Rispondi
    I CCF hanno una qualche "scadenza"?
    • Francesco Chini Rispondi
      No, però i CCF hanno una maturazione. Ossia, dopo due anni e un giorno dalla loro data di emissione è possibile utilizzarli a sconto di ogni obbligazione finanziaria verso le amministrazioni pubbliche. (Si tratta di un meccanismo simile a quello previsto già oggi con l'econobonus 110%, solo che nel caso dell'ecobonus mi pare che la valenza fiscale sia "spalmata" su cinque anni e la maturazione avvenga ogni anno per un quinto del totale, sicché facendo una media la maturazione fiscale degli sconti corrisposti con l'ecobonus è di due anni e mezzo. Invece, con il CCF la maturazione della valenza fiscale si standardizza e scatta sempre dopo due anni e un giorno dalla data di emissione per ciascun CCF.)
  5. bob Rispondi
    in questa interessante analisi non si è tenuto conto di un dettaglio tecnico strutturale, non solo importante, ma direi vitale e fondamentale per questo Paese. Il degrado immobiliare diffuso! Che non solo crea un danno estetico, ma soprattutto crea pericolo costante quotidiano. Se a questo aggiungiamo un' esigente bisogno di migliore utilizzo delle fonti energetiche ( ci sono condomini con caldaie vecchie di 50 anni) si nota che progettare una qualsiasi forma di "sostentamento" ( piuttosto che dire incentivo) diventa prioritario. Non so se il Bonus sia la soluzione. Ma la priorità del problema non può essere affrontata sottolineando che con il Bonus lo Stato avrà meno entrate fiscali. "Puntellare muri pericolanti" è la priorità assoluta soprattutto per un Paese allo sbando da almeno 40 anni. O lasciamo tutto alla malora, o cerchiamo chi ci offre un Piano Marshall 2 . Oppure quali altre soluzioni ci sono? Per valutare il fenomeno pensate solo nei prossimi anni all'enorme patrimonio degli Enti Religiosi posti in dismissione perchè inultilizzato
  6. Francesco Chini Rispondi
    Ringrazio l'autore per avere citato questo testo del quale ho fornito un contributo alla sua realizzazione.
  7. Savino Rispondi
    I CCF sono l'illusione di una mancetta per il contribuente e hanno la fonte in ennesimi scostamenti di bilancio, cioè debiti caricati sul futuro. Per contrastare le povertà emergenti, uniche degne di ristoro, mi chiedo quand'è che si comincerà a parlare di prelievo patrimoniale dai ricchi che la stanno sfangando e quand'è che si comincerà a parlare di eliminazione delle spese pubbliche inutili a partire dagli emolumenti non meritati conferiti all'evanescente management sanitario.