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  1. Franco Tegoni Rispondi
    Un'ipotesi di riforma come da Lei formulata si scontra con la realtà dei tempi parlamentari disponibili e, ancor di più, con l'indisponibilità del M5S a rafforzare l'efficienza e l'efficacia del Parlamento che rimane, per loro, l'ostacolo principe a realizzare la "democrazia diretta". Non è un caso che oggi il M5S sia favorevole ad una legge proporzionale perchè, secondo loro, eviterebbe il totale sfaldamento del movimento perchè nei collegi uninominali a turno unico avrebbero scarse possibilità di successo.
  2. Fabrizio Rispondi
    Il prof. Cucchini è ben intenzionato, ma le sue proposte sembrano piuttosto portare acqua al mulino dei partiti, anziché togliergliene, che è la cosa fondamentale da fare. Oltretutto, si proseguirebbe su quella via della "legislazione concorrente" stato-regioni, la più sbagliata delle riforme costituzionali approvate dopo il 1948. Io seguito a preferire l'uninominale a turno unico, che valorizza le persone. Se non si vogliono ridisegnare i collegi, con 400 e 200 parlamentari, la cosa meno peggio mi sembra mantenere i collegi attuali con l'uninominale e attribuire i seggi residui su base prorzionale; similmente alla legge che si è applicata per il Senato fra il 1994 e il 2001. Solo dopo di ciò si potrebbe tornare alla revisone del bicameralsimo, un problema decisamente secondario.
  3. bob Rispondi
    ma come si può pensare di fare un Senato delle Autonomie dando potere autonomo a 21 "signorie". Può cortesemente spiegarlo a me e a tanti come me?
    • Henri Schmit Rispondi
      Sono d’accordo. Qualsiasi tipo di Senato delle regioni o delle autonomie rischia di distruggere ancora di più lo stato unitario attraverso la confusione e la litigiosità. Dovremmo combattere quest’idea deleteria purtroppo ancora molto diffusa fra politici e esperti. Bisogna trovare un’altra soluzione per il futuro Senato o abolirlo completamente.
      • Savino Rispondi
        Il Senato può essere di "esperti" nel senso di personalità dotate di autorevolezza e cultura che fanno lustro al Paese. Se ne può ipotizzare una carica a vita a titolo gratuito per 50-60 personalità di questa fattezza (scelti da tutti i poteri dello Stato) da far intervenire, in specifiche materie riguardanti il bene comune, nell'iter legislativo, con un notevole rafforzamento dei poteri e della casistica del Parlamento in seduta comune.
        • Henri Schmit Rispondi
          Io vedrei piuttosto un Senato consultivo, poco numeroso, eletto dai deputati fra candidati che rispondono a criteri molto esigenti ma generici, con mandato lungo, rinnovabile per quote per dare continuità. Dovrebbe avere potere d’iniziativa in tutte le materie, pronunciare pareri solo consultivi, ma con effetto eventualmente sospensivo (modulabile). Esistono modelli esteri da cui ispirarsi. Il ruolo del Senato-consulto sarebbe di assicurare coerenza intrinseca, sistemica ed europea.
      • bob Rispondi
        bisogna riformare quella vergogna assurda del titolo V. Il Paese ha una sola strada per uscire da questa situazione " pensare da sistema-Paese" lo certifica la Storia e il buonsenso. Qui non si tratta di ideologia si tratta di un minimo di lungimiranza che qualsiasi Politico dovrebbe avere. Ma temo che il substrato culturale attuale non lo consenta. I risultati "bulgari" di certe Regioni dove personaggi mediocri hanno fatto una vera e propria campagna elettorale quotidiana da farsa teatrale la dice lunga
        • Henri Schmit Rispondi
          Concordo. Numerosi politici ed esperti si vantano di copiare il modello tedesco. Ma contrariamente ai poteri ducali dei presidenti di regione i Länder sono autentiche democrazie con assemblee elette correttamente e governi di coalizione. Il Bundesrat non è una seconda camera che delibera, ma solo luogo che esprime la posizione dei governi dei Länder. Il federalismo molto spinto nelle competenze dei Länder è di tipo unificante: lo stato federale può sempre invocare l’interesse nazionale e da mezzo secolo la Corte costituzionale federale risolve i casi incerti in un’ottica unificatrice. Il Senato delle Regioni proposto dal PD/Zingaretti purtroppo peggiorerà una situazione già gravemente compromessa (come la gestione della pandemia ha illustrato).