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  1. Giuseppe Gattullo Rispondi
    La disinformazione, il qualunquismo e la faciloneria col la quale si è mandato a votare gli Italiani, su un referendum di riforma Costituzionale fa paura. Nessuno conosce le conseguenze che questa decisione comporterà, nei delicati equilibri che garantiscono la Democrazia. Inseguire populismo e autoritarismo si riposiziona l'Italia su tendenze autoritarie, per esempio, si regala a chi spesso con metodi mafiosi è in grado di convogliare molti voti sui propri candidati, più potere a causa di un Parlamento ridotto, e se sarà maggioritario la deriva autoritaria sarà ancora più spiccata. In un momento in cui il clima politico è avvelenato e non c'è dialogo tra le forze politiche, senza una maggioranza coesa e affidabile non si gioca d'azzardo con la Costituzione, su diritti che riguardano le Libertà di tutti i Cittadini e i diritti delle minoranze. Nessuno senza i necessari correttivi può dire come finirà e che conseguenze comporterà l'aver inseguito, seppur in buona fede il canto delle sirene populiste, che suonavano più o meno così: con noi meno poltrone, taglio dei costi della politica, taglio dei parlamentari, meno sprechi, soldi per tutti, ecc..ecc.. ma temo purtroppo che quando questi personaggi al potere dovranno affrontare le difficoltà di tutti i giorni e i nemici interni sono finiti, così come è stato per i fascisti inseguiranno un nemico esterno l'Europa, l'America. Ma non potevamo pensarci seriamente un po prima invece di inseguire propaganda, battute e slogan?
  2. Henri Schmit Rispondi
    L’analisi è interamente condivisibile. Bisogna forse insistere sull’intenzionale incompletezza di questa revisione. Soprattutto delle regole elettorali e del bicameralismo. Per questa ragione sarebbe utile avere fatto nel passato un’analisi critica dell’esito dei precedenti progetti di revisione e referendum costituzionali con esito negativo. Vedervi delle riforme a favore della “devolution” e per “superamento del bicameralismo perfetto” non li caratterizza correttamente (cf due dossier parlamentari descrittivi menzionato come link nell’articolo). A mio parere erano soprattutto due progetti per dare più potere e autorevolezza al P/C attraverso una serie di modifiche della Costituzione e delle L elettorali completamente nuove. Entrambi i progetti miravano a far indicare il P/C direttamente attraverso l’elezione dei parlamentari, vincolare il loro mandato e garantire una maggioranza sicura ed immutabile. Renzi ha parlato recentemente di un modello “Sindaco d’Italia”, il suo, ovviamente non più proponibile. L’alternativa individuata (secondo me correttamente) da Renzi è il monocameralismo abbinato ad una L elettorale proporzionale, cioè senza la solita forzatura iper-maggioritaria e alla sfiducia costruttiva. Quello che rimarrebbe da chiarire sarebbe l’eventuale ruolo del Senato se dovesse sopravvivere sotto una nuova forma. E il Senato regionale, o espressione delle autonomie locali, da modello tedesco o francese, con competenze limitate, non è l’unica soluzione possibile.
  3. Alessio Franzoni Rispondi
    Sottoscrivo anche ora, ad urne chiuse, quanto ebbe a sostenere l'autore in un suo precedente articolo del 1/9 sul taglio dei parlamentari, ovvero che "qualsiasi sia il risultato della consultazione referendaria, non cambierà molto per il futuro del nostro paese".
  4. Savino Rispondi
    Pochi parlamentari e zero idee. Con 30 voti scarsi su una piattaforma informatica diventi un padreterno in terra, cosa che neanche il superenalotto ti garantisce. Appendino è il primo sindaco che falsifica un bilancio comunale. Complimenti m5s, avete ridotto a brandelli le istituzioni per tirare a campare anzichè trovarvi un lavoro.
  5. bob Rispondi
    un Paese avvitato su se stesso. Dove piccoli personaggi vengono assurti ai grandi politici in mancanza di altro. Un paese riportato indietro di 300 anni. Senza un a politica progettuale , senza un piano. Con un sottobosco enorme di persone senza cultura dove mediocri soggetti sguazzano vergognosamente. Nessun futuro