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  1. Alessio Franzoni Rispondi
    Apprezzabile e di alto profilo il contributo proposto dall'articolista nel suo lavoro su un tema, quello della riforma della PA, non solo critico ma anche annoso. Uno studio di comparazione internazionale condotto dall'università di Göteborg sul Quality of government index (che analizza tre aspetti: livello di corruzione; caratteristiche della legislazione e osservanza della legge; qualità della burocrazia) ha evidenziato che nella graduatoria l'Italia scivola dalla 20esima posizione nel 2000 alla 33esima nel 2018 riguardo alla qualità della PA, collocandosi in terzultima posizione fra i 36 paesi Ocse. La nostra amministrazione ha bisogno di una vera e propria rivoluzione copernicana che ponga al centro di tutte le amministrazioni e i servizi pubblici il cittadino e l'impresa. Ben vengano comunque i nuovi strumenti di digitalizzazione e semplificazione nell'auspicio di un passo verso il miglioramento.
  2. Savino Rispondi
    L'importanza dell'aspetto pubblicistico della P.A. mentre mai come negli ultimi 20-25 anni essa è sembrata esecutrice di atti privatistici e privi di bene comune quali contratti e negoziazioni varie, transazioni con una pluralità di soggetti e in presenza di un eccesso di sterile architettura urbana che ha vincolato il territorio solo per assecondare gli istinti primordiali dei professionisti del cemento armato (che, nella concezione dell'articolo, non dovrebbero proprio accostare nell'agire del pubblico). Così, oggi P.A. sono solo gli uffici tecnici e legali.