logo


Rispondi a Dario Gallo Annulla risposta

1500

  1. Henri Schmit Rispondi
    Non sono convinto. Bonus si possono dare solo alle persone fisiche, alle famiglie, a condizioni precise, non toppo severe, autocertificate. Alle imprese e ai professionisti bisognava 1. riconoscere rinvii fiscali e 2. concedere crediti agevolati, rapidi, garantiti (direi al 90%, per lasciare qualche rischio e responsabilità nelle valutazione delle condizioni alla banca) dallo stato, a certe condizioni, semplici da verficare. Questi principi sono semplici, metterli in pratica è molto complicato.
  2. Paolo Gratteri Rispondi
    Non è vero che il bonus non prevedeva delle condizioni. Per i lavori autonomi stabiliva che avessero una riduzione del fatturato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ed è noto a tutti che i lavoratori autonomi hanno flussi di cassa disallineati temporalmente rispetto al lavoro svolto. Pertanto prendere a riferimento un periodo ristretto non consente di cogliere gli effetti reali del blocco di lavoro imposto dal lockdown.
  3. Dario Gallo Rispondi
    È vero: il controllo a priori non avrebbe avuto senso. Si sarebbe potuto fare a posteriori, nella dichiarazione dei redditi 2021 ad esempio, e stabilire soglie di reddito oltre le quali il contributo sarebbe dovuto essere restituito parzialmente o integralmente. L'idea di garantire liquidità immediata alle famiglie era sacrosanta. L'idea di regalare soldi a pioggia, anche a chi non ne aveva materialmente bisogno, no. Il messaggio sarebbe dovuto essere "prendi i soldi, se scopri di non averne più bisogno me li restituisci".
  4. Luca Cigolini Rispondi
    D'accordo; probabilmente non c'era alternativa, se non la minaccia di un controllo a posteriori. Ma non chiamiamoli "furbetti"! Si son presi soldi destinati a chi era veramente in difficoltà. Purtroppo non si tratta di pochi casi isolati; ho conosciuto personalmente casi di benestanti che - con conti in banca, auto e vacanze che non mi potrò mai permettere - hanno richiesto e ottenuto legalmente questi soldi. Moralmente queste persone sono equiparabili a chi approfitta dei parcheggi per disabili o a chi ruba le elemosine per i poveri, anche se dal punto di vista legale sono a posto!
  5. Antonio Carbone Rispondi
    Premesso che io faccio parte proprio di quella categoria di autonomi che vive di progetti, incarichi e consulenze varie che, tuttavia, essendo iscritto ad un ordine professionale con relativa cassa autonoma, avevo una soglia limite di reddito per l'accesso al bonus pari a 50.000 euro. Non ho proprio fatto la richiesta perché non ritenevo di aver avuto danni ma solo qualche disagio. Nel caso della mia categoria, quindi, qualche paletto c'era e non ritengo invece che vada difeso il bonus senza condizioni, anche perché l'autrice cita ella stessa una condizione che non avrebbe aggravato minimamente gli adempimenti burocratici di presentazione della domanda, garantendo, allo stesso tempo, che non fossero commessi abusi (secondo me non limitati a pochi parlamentari, ma anche ad altre categorie) o rendendo possibile almeno la loro sanzione. "Un’autocertificazione di non ricevere per i mesi di marzo e aprile 2020 redditi da lavoro dipendente o da capitale oltre una certa soglia" era una condizione molto semplice e ragionevole e non averla introdotta costituisce un grave errore.