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  1. Enrico D'Elia Rispondi
    Sono perfettamente d'accordo con l'autore e con il commento di Henri Schmit. Prendendo a predtito le parole di Pirandello invece di Shakespeare: uno, nessuno o centomila parlamentari non fanno differenza se si tratta di persone impreparate o totalmente succubi dei vertici dei rispettivi partiti. Purtroppo, dopo la scomparsa dei grandi partiti di massa, questi ultimi sono sempre più autoreferenziali (ovvero non rappresentativi) perché alla costituente passò solo una norma molto ambigua sulla loro organizzazione interna. Quindi possiamo aspettarci poco da una eventuale selezione dei parlamentari operata dai partiti. In queste condizioni, forse sarebbe utile un esame di stato per verificare le competenze di chiunque aspiri a cariche elettive, come è previsto perfino per chi voglia guidare un modesto motorino da 125 cc o voglia andarsene a funghi...peccato che questo sia incostituzionale. E dire che la formazione e il miglioramento del capitale umano siano stati indicati anche recentemrnte da Visco e Trichet come il principale driver per la ripresa economica.
  2. Pietro Brogi Rispondi
    C'è da aggiungere che data la situazione di autonomia delle Regioni su alcune tematiche, si deve tener conto nel paragone con le altre nazioni anche del numero degli eletti nelle Regioni stesse. La diminuzione è scarsamente significativa come effetti invece quello che sarebbe importante, cioè affiancare a questa riforma una legge ordinaria che disciplini la vita dei partiti, cui è delegata l'attività politica non viene trattato. La stampa non affronta quasi mai questa necessità e l'opinione pubblica non se ne rende conto...... Pietro Brogi
  3. Henri Schmit Rispondi
    Sono d’accordo. Much ado (campagne e argomenti gonfiati per il SI è per il NO) about (almost) nothing!