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  1. Enrico D'Elia Rispondi
    Un governo pragmatico avrebbe semplicemente legato l'accesso ai sussidi per le aziende (prestiti garantiti, dilazioni di pagamento, CIG, ecc.) al mantenimento o incremento dell'occupazione. Per il resto attendo che qualcuno mi convinca che la libertà di licenziare faccia aumentare l'occupazione. Sarebbe come dire che l'introduzione del divorzio (e le sue recenti semplificazioni) avrebbero aumentato la nunzialità: una palese stupidaggine contraddetta dai fatti. L'occupazione (e probabilmente anche la nunzialità) cresce strutturalmente solo se migliorano le prospettive economiche, mentre la flessibilizzazione del mercato del lavoro (e la conseguente compresdione dei salari) ha solo modesti effetti sulla disoccupazione frizionale (ossia quella connessa al passaggio da un lavoro all'altro). Sembra averlo capito anche la FED (ma non la ECB) come documentato anche dall'articolo di Terzi su questo sito.
  2. Vincenzo Provenza Rispondi
    Non dimentichiamo che sarebbe stato politicamente complicato mantenere gli statali a casa con stipendio intero e assistere a licenziamenti nel settore privato che sarebbero stati tantissimi. Tutto questo ovviamente a spese di coloro che sono furi dal mercato del lavoro i GIOVANI che dovranno pagare il conto di queste spese
  3. Savino Rispondi
    Il decreto dignità è stata una vergogna. Nella fase post covid ci vuole un Governo senza 5 stelle. Di Maio ex rivoluzionario abbronzato
    • LUCA MARTONI Rispondi
      Certamente, però anche senza Zingaretti.... Per il resto, sposo la tesi di Enrico d'Elia, il divieto di licenziamento senza condizioni ha penalizzato le aziende in reale difficoltà ribadendo, peraltro, che gli statali inoperosi a stipendio pieno sono uno scandalo.