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  1. Enrico D'Elia Rispondi
    La figura 1 offre un immagine immediata degli effetti redistributivi delle diverse imposte e dei sussidi (seppure a costo di qualche inevitabile approssimazione nella "scomposizione" dell'indice di Gini). Sarebbe interessante capire il ruolo svolto dal sistema previdenziale, il cui contributo è incomprensibilmente associato al reddito "di mercato". In realtà è presumibile che i contributi sociali e le pensioni tendano a perequare i redditi primari (da lavoro e capitale) almeno quanto le imposte progressive sui redditi. I contributi, infatti, prevedono sgravi territoriali e per le categorie di lavoratori più deboli e le pensioni pubbliche riflettono integrazioni e penalizzazioni rispetto alla pura equità attuariale. Se questo è vero, sarebbe rischioso (e iniquo) riformare il sistema di tax benefit senza mettere mano anche al sistema previdenziale (e particolarmente alla sua tassazione).
  2. Roberto Coiutti Rispondi
    Finalmente uno studio che documento che l’Irpef e L’iva hanno effetti divergenti sulla disuguaglianza per cui lo scambio meno Irpef e più Iva la fa aumentare. Sul perché l’Iva fa aumentare la disuguaglianza, io indicherei altri due motivi: a) i più istruiti e quindi tendenzialmente con redditi maggiori spendono di più in libri (iva al 4%) o in spese sanitarie (0%) oppure sfruttano meglio le esenzioni iva: io laureato per lavori edili ho fatto scegliere a mio padre un geometra in regime forfetario; b) Le aliquote sono maggiori (22%) su beni essenziali come l’acqua minerale o i saponi rispetto a beni di lusso come i ristoranti e gli integratori alimentari. Sulla diseguaglianza andrebbe indagato il ruolo dell’Imu: le famiglie più ricche sono proprietarie della prima casa e quindi esenti mentre molte a basso reddito vivono in affitto e quindi sono soggette al rischio che il proprietario trasli l’Imu sul canone di affitto. Infine il forfetario fa perdere parecchi soldi oltre all’Iva: a) il predetto geometra ha aperto la p.iva nel 2018 e quindi è soggetto all’aliquota del 5% per cui su € 1.000 paga € 34 mentre mio padre in 10 anni recupera € 500 di detrazioni di spese di ristrutturazione; b) un familiare ha acquistato la prima casa per cui ha diritto ad € 190 di detrazione sulla provvigione del mediatore il quale è forfetario e quindi paga € 245 di irpef essendo la fattura di € 2.100.
    • Robert Rispondi
      Ci sarebbero molte considerazioni da fare sull' introduzione di questi regimi, prima fra tutte quella di aumentare l' occupazione. Ma sull' IVA non le deve sfuggire che e' una imposta nata per i beni consumati ; nel rispetto dell' intenzione del legislatore, e nella fattispecie, non dovrebbe colpire il mero lavoro che si vuole in qualche modo incentivare.