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  1. Enrico D'Elia Rispondi
    Purtroppo l'art. 49 della costituzione non impone una organizzazione democratica all'interno dei singoli partiti, come prevede invece la costituzione tedesca e come chiedevano parecchi padri costituenti. Questo getta un'ombra sinistra sull'obbedienza dei parlamentari alla disciplina di partito. Attualmente sono i gruppi dirigenti dei partiti a scegliere i parlamentari con procedure poco trasparenti e non gli elettori. È ovvio che gli eletti siano fedeli alla linea di partito. La drastica riduzione della "pensione" per i parlamentari e la riduzione del loro numero non può che accentuare questa dipendenza, che evidentemente confligge con la rappresentanza degli interessi degli elettori e della nazione (come richiede la costituzione).
  2. Henri J. M. Schmit Rispondi
    Sono d'accordo con il commento di Alessio Franzoni. Che cosa eleggiamo? Dei parlamentari liberi da qualsiasi vincolo di mandato (art. 67)! La loro libertà rispecchia e garantisce la nostra. Per questa ragione la costituzione sancisce il voto libero e personale, e implicitamente anche quello individuale (la preferenza). Votare per gruppo di appartenenza (partito, movimento, alleanza, lista) è solo una facoltà degli elettori (criterio di scelta) e dei candidati (libertà di associazione; art. 49). Se no, eleggeremmo enti. In quel caso, come minimo, dovremmo rispettare le regole democratiche (dell'elezione individuale) all'interno di ogni ente; entreremmo in una regressione all'infinito. L'assioma dell'elezione individuale implica tutte le altre regole dell'elezione democratica in cui l'obiettivo della proporzionalità non contraddice il principio maggioritario (definito con Condocercet), ma lo completa. E anche le condizioni di voto all'interno dell'assemblea parlamentare. Sarebbe interessante spiegare questo in dettaglio, ma non interessa quasi nessuno.
  3. Alessio Franzoni Rispondi
    Il problema della rappresentatività è per molti legato alla questione delle liste bloccate. Forse bisognerebbe entrare nell'ordine di idee che chi vuole essere eletto deve andare fisicamente a raccattare voti, uno sull'altro, strada per strada, porta per porta, da elettore ad elettore. Solo così si garantisce il rapporto diretto tra eletti ed elettori, tra territori e politici. Senz'altro al giorno d'oggi sarebbe un metodo un po' difficoltoso e ai limiti della praticabilità. Per taluni magari potrebbe riscoprirsi un buon servizio che si possa fare alla rappresentatività democratica parlamentare.
    • bob Rispondi
      il detto che " il pesce puzza dalla testa" per questo Paese non vale. Pensare di formare un Paese civile, democratico senza cultura è pura utopia. Fa comodo, la Storia lo insegna, al "Masaniello" di turno. Un Paese dove vota il 30% delle persone può essere definito moderno e democratico?