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  1. Diego Rispondi
    Finalmente un punto di vista meno consueto e assai condivisibile. Attendere è strategico, all'orizzonte potrebbero profilarsi dinamiche che alzeranno i nostri oneri di finanziamento: allentamento PEPP, vendite tds bundesbank, fine sospensione patto stabilità e possibile ricaduta covid. Utile seguire anche andamento quota variabile tasso del silo MES per la pandemia. Nonostante tutto i 37 mld che arriverebbero in tranche divise in 7 mesi non sono un importo molto significativo, circa 1 mese di collocazione ordinaria di tds, considerando il 2020 decisamente meno di ciò che dobbiamo finanziare mensilmente
  2. Aldo Mariconda Rispondi
    Ma il Prof. Tacchi ritiene credibili i tre scenari? Un Paese fermo, pre-Covid, col PIL/pro-capite leggermente sceso in 20 anni (V:OECE 2020), senza un'apparente volontà di fare le riforme (V. Cottarelli) e col debito che salirà alle stelle e con governi (sottolineo al plurale, di qualsiasi colore) sempre in disaccordo su tutto, pensa che lo spread cali e la ns. credibilità perduri? Già lo spread è più alto rispetto a Spagna e Portogallo, evidentemente più affidabili di noi.
  3. Paolo Sbattella Rispondi
    L'Italia ha bisogno, anche in questo momento e per l'immediato futuro, di controllare il debito pubblico che è già alto. Sono dell'idea che l'Italia debba ricorrere al Recovery Fund (ma anche al Sure) solo per progetti utili alla nazione (bisogna comunque prima predisporli e poi rendicontarli) e prendere i soldi (perchè poi occorre restituirli) strettamente necessari per la loro realizzazione in tempi certi. Ovviamente è buona cosa la parte a fondo perduto (bisognerà poi vedere quanto). I soldi presi dal Mes, oltre a motivi di contrarietà che non elenco, vanno nel conteggio del debito pubblico e questo,come è già stato sostenuto da illustri economisti, è un elemento negativo per i mercati. Anche il tecnico Carlo Cottarelli, che presiede l'Osservatorio sui conti pubblici italiani all'Università Cattolica di Milano, ha detto che per le spese sanitarie il bisogno dell'Italia è intorno ai 4 miliardi di euro. Non occorre quindi il Mes per finanziarle. Pertanto No Mes ma Sì Messi (calciatore che se venisse in Italia aumenterebbe il business)
  4. Roberto Rispondi
    Non sono d'accordo che è meglio aspettare ad utilizzare il Mes. Considerati i tassi odierni e l'enorme sostegno fornito dalla Bce, delle 3 ipotesi formulate, la più probabile è un aumento dei tassi per l'Italia. Con tassi più alti è vero che ci sarebbero maggiori vantaggi economici a richiedere il Mes, ma più si aspetta più si continua a pagare tassi in rialzo in asta e questo è un sovraccarico economico che si paga subito e invece si può ampiamente evitare attivando prima il Mes. Inoltre è meglio evitare di richiedere il Mes proprio quando si è con l'acqua alla gola perchè questo darebbe un ulteriore segnale negativo ai mercati.
    • fabrizio Rispondi
      "Con tassi più alti è vero che ci sarebbero maggiori vantaggi economici a richiedere il Mes": mi scusi, ma rispetto a che ? I tassi MES sono quelli, e sono vantaggiosi anche per tassi di mercato a 0,5%. Inoltre accelerare gli investimenti è di per sé un altro vantaggio, invece che aspettare.
      • Roberto Rispondi
        Rispetto ai tassi che paga l'Italia sui titoli di stato. Le faccio un esempio: adesso l'Italia paga l'1,2% sul decennale, se i tassi dovessero salire al 2,2% è naturale che sarebbe ancora più conveniente a livello economico chiedere il Mes perchè i tassi sui prestiti del Mes rimangono sempre allo 0,1% e quindi il risparmio per lo stato sarebbe ancora maggiore rispetto ad oggi. Questo è spiegato anche nell'articolo, ma io ritengo che sia controproducente aspettare di pagare di più sui titoli di stato prima di chiedere il Mes. Sugli investimenti concordo con lei, però questo è un altro discorso che esula dalle scelte sul Mes.
  5. Silvio Rispondi
    Non sono molto d'accordo sull'analisi. Non è vero che esercitare l'opzione tra un anno, in caso di aumento dei tassi, ci farebbe risparmiare di più. O meglio, sarebbe vero se e solo se, ad oggi, lo Stato fosse costretto a vendere 37 miliardi di titoli come scadenza inevitabile. Nel qual caso, non è detto che si renda necessario un ulteriore indebitamento di scopo tra un anno. Anche perchè non credo che sia corretto considerare il MES come un'alternativa alle normali opzioni di finanziamento a regime. Insomma, le ipotesi mi sembrano un po' restrittive e parzialmente inverosimili.
  6. Henri Schmit Rispondi
    Analisi chiarissima. Le condizioni d'utilizzo del MES sono conosciute e la dimostrazione che il rinvio a settembre della decisione non danneggia il tesoro è evidente. L'argomento può contribuire a calmare le acque di un dibattito politico irrazionale. Ma è proprio questo dibattito, non sulla tempistica, ma sulla convenienza e sulle presunte condizionalità che sta rovinando la credibilità dell'Italia. In un dibattito televisivo recente (registrato, disponibile sull'account Twitter delle prof.ssa De Romanis) un esponente dei 5s (Ruocco) risponde che la condizionalità sono gli obblighi di rimborsare ....! L'incompetenza e la confusione sono palesi. Il problema è il seguente: 1. Non ci sono condizionalità particolari per l'uso Pandemic Crisis Support del MES. 2. L'euro-sistema sottopone i paesi partecipanti a obblighi (condizioni) molto pesanti, definiti e negoziati all'interno della procedura europea annuale per i budget (e delle riforme) nazionali. 3. Le condizioni "di convergenza e di stabilità" sono più gravose per paesi divergenti che per paesi già convergenti. 4. Il Recovery fund aggraverà questi obblighi (condizioni) e i controlli. 5. I "sovranisti" che domani potrebbero tornare al governo sono recalcitranti al rispetto di obblighi assunti oltre 20 anni fa, ma ridiscussi ongi anno. Conclusione: l'Italia deve 1. capire e dire la verità, prendere l'obiettivo di convergenza sul serio e 2. decidere da che parte sta, dentro o fuori.
  7. Pietro Manzini Rispondi
    Molto interessante e... 'smart'. Ma mi resta un dubbio: se dei fondi MES, che sono funzionalizzati a spese sanitarie, abbiamo concretamnte bisogno a settembre 2020, tutte le opzioni descritte rimangono valide?
    • fabrizio Rispondi
      Evidentemente, no !
  8. Massimo Mazzi Rispondi
    Ma se è valido il ragionamento del prof. Ticchi -sempre presumendo che anche il Governo si affidi ad esperti economisti- perchè la discussione tra i politici non verte su queste argomentazioni anziché sul prendere o lasciare il MES basandosi su presunti controlli da parte dell'Europa? Il Prof. Ticchi non esclude a priori il MES ma sposta l'eventuale scelta ad un momento favorevole per la nostra economia
  9. Renzo Rispondi
    Secondo me le argomentazioni esposte portano più a pensare che sia meglio richiedere subito il MES (pochi, maledetti e subito), non aspettare che la UE cambi idea. Ovviamente andrebbero anche utilizzati subito bene.