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  1. Michelr Rispondi
    L’unico sistema sanitario efficiente è quello pubblico, non delegato alle regioni e senza interferenze della politica. Che a minore impatto sanitario corrisponda minore impatto economico mi sembra una ovvietà. A maggior ragione il sistema sanitario deve essere pubblico
  2. Riccardo Rispondi
    Bisognerebbe capire come l'Economist ha pesato i vari indicatori, per arrivare alla sua classifica. In ogni caso, come al solito, il dato italiano sarà la media di una distribuzione con supporto amplissimo. Singolo esempio su uno degli indicatori sicuramente considerati: nelle regioni e province autonome del triveneto, il numero di test per popolazione và dal 13% del Friuli al 18% di Trento. Lombardia ed Emilia Romagna sono intorno all'8-9% mentre Lazio, Puglia, Campania e isole sono sotto il 5%. (fonte: https://www.fanpage.it/politica/quali-sono-le-regioni-italiane-che-fanno-realmente-piu-e-meno-tamponi/ ).
  3. Emilio Roncoroni Rispondi
    Approccio molto interessante e da coltivare. Due mesi fa S. Capri su la Voce poneva la questione in termini di costo anno vita salvato. Penso che i confronti si debbano effettuare anche ponendo a confronto il Pil perso con gli anni di vita salvati
  4. Henri Schmit Rispondi
    Per quanto evidente la correlazione (gravità dell’epidemia e della crisi economica), l’analisi è interessante. Le cause della gravità dell’epidemia sono varie. Ne vedo tre: il caso del contagio (Italia prima colpita), il sistema sanitario e le misure di lotta all’epidemia prese dalle autorità pubbliche. Anche la gravità della recessione avrà più cause fra le quali la gravità dell’epidemia è solo una, l’altra essendo di nuovo le misure prese dall’autorità pubblica per gestire la crisi economica. Distinguendo così si capisce meglio qual è la debolezza dell’Italia. Da tre mesi si discute come aver il massimo di risorse europee senza oneri e senza condizioni, ma anche senza sapere troppo bene che cosa farne. Non c’è nemmeno un piano serio di riforma per ripartire e meritarsi i fondi europei. Sarà un brutto risveglio quando nel 2021 si paragoneranno gli stessi paesi per vedere chi è uscito prima e meglio dalla recessione della figura 2 dove l’Italia si colloca fra i peggiori, e chi è riuscito a utilizzare gli aiuti europei e chi meno.