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  1. piero Rispondi
    Questa storia della riduzione delle tasse che aumenta i consumi e quindi il PIL non mi convince; personalmente non cambierei comportamenti per qualche euro in meno. Con gli stessi miliardi, lo Stato potrebbe fare tante opere rapide (tra le innumerevoli necessarie), che creerebbero lavoro e quindi PIL; inoltre ridurrebbero l'assistenza e quindi la spesa.
  2. Mario Morino Rispondi
    Non capisco. Siamo in gara con gli extra-terrestri di Nettunlandia e di Uranialandia e perdere due anni di PIL ci fa perdere posizioni in classifica? Mi pare che il problema vero sia una più equa distribuzione del reddito, nel mondo ed all'interno dei singoli Paesi. Se poi il nostro reddito procapite torna indietro di due anni non mi sembra una tragedia per la storia dell'umanità.
    • Enrico Rispondi
      Purtroppo il reddito procapite ridotto non significa che ognuno guadagnera quanto due anni fa, ma che molti perderanno il posto di lavoro con un crollo del reddito a livello di sussistenza. In media sull´intero Paese risultera´ una riduzione di due annualita´. Che non sia una tragedia dipende dalla categoria in cui si trovera´
  3. Maurizio Rispondi
    Egregio professore, forse a molti non è chiaro che i danni della pandemia, specialmente in ITalia, non si distribuiscono fra tutte le categorie con egual peso. Ci sono state categorie per cui la pandemia è stata una opportunità vedi i dipendenti pubblici rimasti a casa o per chi bontà sua andava a lavorare un premio di 100 euro. Ci sono lavoratori pubblici che per 3 mesi non sono andati a lavorare senza arrivare al caso della Regione Sicilia dove ancora devono tornare in ufficio. Il sistema delle imprese è stato troppo scosso e ne uscirà a pezzi dalla pandemia e dunque non ha senso pensare a misure generaliste che alla fine agevolano chi il reddito lo ha già. Le poche risorse vanno spese su settori produttivi mirati se si vuole avere qualche effetto sul PIL. Ma in verità noncredo che questo avverrà assistiamo agli aumenti di stipendio di lavoratori che stanno a csa,
  4. Roberto Rispondi
    Siamo sicuri che i vantaggi teorici di un aumento dei consumi che darebbe una riduzione temporanea (6 mesi) dell'iva siano superiori agli svantaggi che si avrebbero sugli stessi consumi l'anno prossimo? Sarebbe interessante un'analisi più approfondita a riguardo. Inoltre siamo sicuri che in Italia la riduzione temporanea dell'iva non diventi poi per esigenze politiche definitiva, con tutte le conseguenze economiche sul bilancio? A tal proposito considerato già l'elevato deficit (10% a fine 2020) per le misure stanziate, l'Italia può permettersi finanziariamente un ulteriore aumento per una misura dalla dubbia utilità? In attesa di una risposta a tutti questi dubbi dico che se proprio si vuole fare una riduzione temporanea dell'iva questa deve essere vista in ottica antievasione, quindi riguardare solamente acquisti con pagamenti tracciabili, e deve essere specifica per quei settori più colpiti dalla crisi.
  5. Henri Schmit Rispondi
    Sarei curioso vedere dati emprici di paesi (in recessine) che hanno ridotto l'IVA (temporaneamente) e altri che hanno ridotto - per la stessa cifra - (e in modo permamente) le imposte dirette sui redditi bassi, per capire quale economica ha reagit meglio (solo) in termini di crescita (ignoro l'elemento sociale). Non basta l'esempio della Germania si può permettere errori che in Italia sono più dannosi.
    • Henri Schmit Rispondi
      Ho letto anche l'articolo dei tre giovani studiosi che vantano i pregi di misure temporanee sull'IVA (annuncio di un aumento differito nel tempo o decisione di una riduzione provvisoria, magari senza scadenza fissa) che, ovviamente, incentivano il consumo di beni durevoli. Per spiegare questo non serviva alcuna ricerca. Riconosco anche l'effetto più immediato di tali misure, soprattutto se le finestre temporanee sono strette. Queste non sono però politiche macroeconomiche, ma operazioni di breve respiro, spesso motivate da calcoli elettorali. All'Italia manca una riflessione, un piano di riforma fiscale serio, a favore delle imprese, a favore del lavoro (cuneo) e a favore dei redditi bassi. Questa sarebbe una politica sana, utile e convergente con gli altri paesi dell'euro-sistema. Il momento per farlo sarebbe ideale, inimmaginabile quattro mesi fa. Invece si parla solo di flat tax e ora di abbassare l'IVA (che è flat per natura). I giocchetti con l'IVA sono più pericolosi che benefici. Penso alle polemiche future, ma anche all'occasione persa.
  6. Fulvio Baldin Rispondi
    Da profano follower de lavoce.info concordo su tutto.
  7. Maurizio Sbrana Rispondi
    Scusi Professore, Ma se qualcuno dovesse acquistare un condizionatore da 1.000 euro + Iva, potrebbero essere i 30 euro di risparmio (con l'Iva al 19%...) a far decidere l'acquisto? Io non credo ...
  8. Controbastian Rispondi
    Buon segno, ne guadagna il pianeta.
  9. Marcello Romagnoli Rispondi
    Misure migliori della diminuzione dell'iva. 1) smetterla di parlare di tagli alle pensioni. Tagliare le pensioni serve a ridurre i consumi dei pensionati e dei lavoratori attuali che per paura cercheranno se possono di risparmiare per il futuro 2) alzare le tasse in modo più progressivo e favorire gli investimenti dello stato. I molto ricchi sono un problema per l'economia e la democrazia. 4) lo stato spenda per infradtructure
    • Savino Rispondi
      Chi compra 4 mele al mercato cumula altrettante 4 pensioni per svariate migliaia di Euro al mese. Le giovani coppie fanno fatica a sfamare i figli, per questo ne fanno sempre meno e, per questo, per non riuscire ad accudire la prole e lavorare allo stesso tempo, migliaia di neo mamme si dimettono. Veda lei se non è arrivato il momento di tagliare le pensioni ingiustamente cumulate ed immeritate in proporzione ai pochi contributi realmente versati. Non si riparte pensando ancora agli anziani.
      • Marcello Romagnoli Rispondi
        La maggior parte delle pensioni hanno avuto adeguati versamenti. Gli stessi le hanno pagate ai loro genitori. Inoltre il pensionato spende. Perché non facciamo pagare le tasse giuste alle multinazionali? O torniamo a moneta sovrana? Forse sarebbe meglio che tagliate le pensioni diminuendo così il PIL.
  10. Michele Rispondi
    I nodi vengono al pettine. L’Italia è arrivata all’appuntamento con la pandemia senza essere mai riuscita a riprendersi - unico tra i grandi paesi sviluppati - dalla crisi del 2008. Ma i problemi vengono da più lontano. Venticinque anni e più di precarizzazione del lavoro, privatizzazioni mal concepite e peggio realizzate, sistema fiscale di fatto regressivo (pex, rivalutazione, cedolari), condoni fiscali e tolleranza dell’illegalità hanno causato la peggiore dinamica del real GDP per capita in Europa (dal 2000, peggio anche della povera Grecia o della Bulgaria), produttività stagnante, denatalità, infrastrutture inadeguate, welfare caotico iniquo costoso e inefficace (vedi SSN in lombardia), debito pubblico a livelli senza precedenti neanche in tempi di guerra. Il tutto grazie a una classe dirigente inadeguata e a meccanismi di selezione clientelari/familistici, per non dire di peggio. In poche parole assistiamo da anni al declino economico e civile del paese. Per invertire la rotta ci vorranno anni e anni. Qualcuno dovrebbe dirlo agli italiani. Non basterà certo qualche bonus qua e la (come il famoso bonus bebè o l’industria 4.0...), ne regali alle imprese che licenziano come con il jobact. Forse davvero gli italiani devono trovarsi difronte al baratro per darsi una scossa di dignità.
  11. Savino Rispondi
    Lo Stato ha il dovere di revisionare i mille rivoli degli sprechi della sua spesa. In attesa dei denari e dei prestiti UE, che non arriveranno prima della primavera 2021, anzichè continuare a raschiare il barile bisogna cominciare a fare il resoconto di ciò che non possiamo (e non potevamo già) più permetterci. Togliere ai soliti interessi particolari per dare ad una nuova vocazione pubblicistica, non c'è altra strada e nessuno è legittimato a lamentarsi perchè non esiste da nessuna parte dare ampie pensioni prive di piena contribuzione o premialità ai manager pubblici (soprattutto se sanitari) in questa situazione di difficoltà che nessuno può negare. Una patrimoniale per i ricchi che hanno fatto gli evasori e non si sono meritati e sudati quelle ricchezze è ampiamente da comprendere in questo discorso. Se si sente male un evasore fiscale io il 118 non lo chiamo.