logo


Rispondi a Piero Annulla risposta

1500

  1. Piero Rispondi
    L’aiuto della BCE non è perpetuo, solo nel 2020 con i due programmi PEPP e APP, la BCE acquista 500 miliardi di debito pubblico italiano, che succederà nel 2021, quando non ci sarà più la stampella della BCE? Le agenzie di rating hanno mantenuto il giudizio solo per la crisi Covid, che succederà al prossimo step? Le riforme sono inevitabili, un taglio drastico della spesa pubblica corrente del 10% in due anni e investimenti pubblici di pari importo. Il Recovery Fund non ha effetti immediati, è un programma per il bilancio europeo 2021/2027; il governo deve dare un segnale immediato dal mese di settembre.
  2. Paolo Sbattella Rispondi
    L'Italia possiede, tra i molti lati positivi (si va forse controcorrente ?) 2 fattori che in questo momento così particolare vanno tenuti in considerazione per la politica economica, monetaria e creditizia: 1) la forza del nostro sistema di piccole e medie imprese manifatturiere 2) il risparmio delle famiglie. L'autorita' governativa ne tenga conto, perche' la ripresa economica passa anche attraverso questi 2 fattori. Le imprese vanno sostenute con ogni mezzo, perche' creano occupazione, generano reddito ed investimenti. E si puo' fare molto di più per il loro rafforzamento rendendole ancora più competitive sui mercati internazionali. Per il secondo fattore, il risparmio delle famiglie italiane, va canalizzato maggiormente verso le imprese italiane e la sottoscrizione dei titoli del debito pubblico italiano che per essere sottoscritti devono essere appetibili per tasso di interesse, imposizione fiscale ed eventuali vantaggi. Se si vede favorevolmente la possibilita' di usufruire del Recovery Fund, per progetti finalizzati e che servano concretamente all'Italia, si ritiene che occorra anche utilizzare al meglio le risorse finanziarie interne e rivedere ogni spesa improduttiva del bilancio pubblico. Non si condivide l'intervento della Cancelliera Merkel sul MES, il fondo salva Stati, se c'e' lo puo' sempre utilizzare la Germania perche' l' Italia non ne ha bisogno. L'Italia sappia con orgoglio tirare fuori le sue energie migliori e sia consapevole del suo grande ruolo in Europa
  3. Alessandro Smerieri Rispondi
    Parere ineccepibile. È un piacere leggere l’analisi di Maria Cannatà, un civil servant di grande valore e di grandi doti. Spero che torneremo a sentir parlare di lei
  4. Henri Schmit Rispondi
    Sono perfettamente d'accordo. L'argomento però poteva già essere avanzato contro le proposte lanciate su questo forum, prima che il prof. Savona le rilanciasse come le sue. Evidente che si tratta comunque di debito, ameno di creare una versione specifica italiana degli IAS. L'argomento della guerra non ha alcun valore, anche se guerra ci fosse. Anche l'esenzione è un argomento indipendente, che può essere utilizzato per qualsiasi emissione (pubblica). L'unico argomento vero è la previsione dei tassi (quindi di crescita e inflazione) da parte dell'emittente E DEL SOTTOSCRITTORE. Quale cedola è sufficiente per rendere la sottoscrizione interessante? Nel contesto attuale (tassi lunghi bassi, 2,50% su 30 anni se non sbaglio, e previsione di una crescita/inflazione bassa per un lungo periodo ancora, quindi nessuna speranza di ottenere entro breve rendimento più alti) il Tesoro dovrebbe proporre il 3% circa. Avrebbe senso?
  5. Marcello Romagnoli Rispondi
    Io vedrei meglio l'emissione di titoli garantiti di durata 5-10 anni dedicati solo a aziende e cittadini italiani. Gli interessi rimarrebbero per lo più in Italia, inoltre il debito stesso, che è stato in passato spostato dall'Italia a soggetti stranieri, potrebbe rientrare in patria rendendoci meno ricattabili dai mercati. Altra attività sarebbe quella di costituire una banca statale che chieda qualche centinaio di miliardi di euro alla BCE che ora li sta erogando a tassi negativi
  6. Cicci Capucci Rispondi
    Convengo con l'analisi di Maria Cannata. Però mi chiedo cosa abbiano in testa i tanti sostenitori di questi strumenti. Non ultimo Savona di Consob. Ho il sospetto che assieme ai perpetui vengano immaginate altre misure, più o meno forzose. L'idea di base è costringere i risparmiatori a devolvere i risparmi alla Stato, non per convenienza o amor patrio ma perché se non lo facessero vedrebbero confiscati o decimati i loro beni. Insomma chi sostiene la necessità delle obbligazioni perenni ha ben altri propositi e non certo benevoli nei confronti dei risparmiatori. Propositi di tassazione straordinaria, leggi patrimoniale, e di chiusura dei mercati, accompagnata da conversione forzosa dall"euro.