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  1. Savino Rispondi
    Chi vive oggi la p.a., in gran parte di una o più generazioni fa, non si rende minimamente conto della dura realtà e dei sacrifici necessari anche per poter occupare quello stesso posto. Basta chiacchiere, occorre subito un ricambio generazionale che dia occupazione intellettuale alle nostre giovani eccellenze e rimuova da quelle scrivanie privilegiati e corrotti, senza nè arte, nè parte.
  2. Enrico D'Elia Rispondi
    Quando un paese riesce a "impegnare" (ossia ad assegnare un uso specifico) solo al 60% delle risorse comunitarie e a spenderne effettivamente circa la metà non si può dare la colpa a una burocrazia inefficiente. È chiaro che c'è un problema sistemico. Cominciamo col dire che gran parte di quei fondi richiedono un cofinanziamento da parte delle amministrazioni e se queste non hanno risorse è evidente che non possono nemmeno impegnarle. Un altro problema è il modello contabile e di controllo che è diverso e talvolta in contrasto con quello richiesto dalla gestione dei fondi europei. È ovvio che in questa situazione si creino spazi per una rendita parassitaria da parte di agenzie specializzate che garantiscono prodotti chiavi in mano a costi esorbitanti (tali da sottrarre alla PA anche i funzionari migliori e più qualificati). Senza voler assolvere le burocrazie, credo che sia essenziale sottrarre la gestione di questi fondi alle normali procedure amministrative, come si fa in altri paesi, altrimenti non ci sono molte speranze di utilizzarli bene.
    • andrea naldini Rispondi
      Ho letto con attenzione il suo e gli altri commenti. Tutti mi sembrano utili alla discussione. Ma attenzione, il problema qui non è come spendere le risorse dell'UE ma come spendere le risorse nazionali prendendo esempio da quello che succede con le risorse dell'UE. Forse sono stato poco chiaro ma il mio messaggio voleva essere quello di pensare ad una politica nazionale di riorganizzazione della PA, che con umiltà e costanza si associ a semplificazioni, assunzioni e informatizzazione. Perchè queste senza quella potrebbero fallire o comunque essere poco efficaci se non distorsive.
  3. Alessandro Rispondi
    Credo che bisogna considerare la ridefinizione delle procedure. Riportare in digitale i vecchi modelli cartacei non è digitalizzare. Guardate una qualsiasi legge, ci sono almeno le prime tre pagine di "Visto", la perla è quando appare in un articolo di legge "e successive modificazioni", ti serve? Te le cerchi... Un esempio, anni fa al MEF il Dipartimento delle Politiche di sviluppo pensò di organizzare all'interno della RGS dei gruppi che lavorassero al controllo delle spese dei fondi UE. L'IGRUE sabotò. L'anno scorso l'IGRUE ha avviato dei gruppi di dipendenti per l'audit dei fondi UE...
  4. Ettore Sabatino Paolino Rispondi
    Quando si parla di Pa,una cosa che non viene mai evidenziata è che anni di blocchi delle assunzioni hanno determinato, oltre che una forte carenza di personale (nella giustizia si sta tornando ora ad assumere personale Amministrativo dopo 20 anni di Blocco totale),l'invecchiamento dei dipendenti pubblici:età media del personale è quasi 54 anni,la Pa italiana è tra le vecchie del mondo. Per digitalizzare occorrono forze fresche,bisogna assumere giovani Laureati tenendo anche conto che la disoccupazione intellettuale italiana,lo confermano tutti i dati,dipende anche dal fatto che la Pa,causa i tagli e le politiche di austerità,non assume più(tranne deroghe temporanee nella Scuola,nelle Forze dell'Ordine,e nelle Authority) da almeno 20 anni.