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  1. Henri Schmit Rispondi
    Le scuole sono chiuse da mesi. Alcune pubbliche rischiano il crollo. Quasi tutte necessitano interventi di restauro o di manutenzione. Altre esigenze di ammodernamento sono probabili. Non avrebbe dovuto il governo al più tardi da marzo programmare questi interventi, fare appalti snelli e iniziare i lavori adesso, almeno quelli più semplici? Sono piccole opere, investimenti che nessuno contesta, che non necessitano grandi pianificazioni, che la sospensione del patto di stabilità vieta di rinviare ulteriormente e che beneficerebbero sia all’istruzione pubblica sia alla ripartenza dell’economia. Poi si penserà alle grandi opere. Altro che CIG!
  2. Paolo Sbattella Rispondi
    Il Rapporto Colao individua molti settori dove intervenire ed in sostanza rappresenta una sintesi di cio' che e' emerso nel dibattito degli ultimi tempi. Rimango dell'idea che l'azione governativa, per esigenze di tempestivita' e risorse limitate,si sarebbe dovuta concentrare fin dalla ripartenza dal mese di maggio su 3 settori: 1) Imprese e cittadini 2) Cantieri, edilizia e lavori pubblici 3) Semplificazione amministrativa e sburocratizzazione. Ma cio' non e' stato perche' c'e' un problema di gestione e di adozione di veloci ed efficaci misure. Occorreva maggiore esperienza, praticita' e senso reale della situazione della nazione. Il tempo e' poi una variabile fondamentale in questo momento per il bene dell'intera nazione e degli Italiani, che hanno dato prova di compattezza e responsabilita' durante la fase più acuta dell'emergenza pandemica. Lo Stato abbia più fiducia negli Italiani, non solo per la loro capacita' di risparmiare, investire in titoli pubblici e sostegno al bilancio pubblico ,perche' ne potra' solo avere giovamento. Un grande futuro attende l'Italia, perche' non crederci ?
    • bob Rispondi
      tutto questo che Lei sostiene potrà avvenire quando la società civile, attiva , propositive riprenderà la predominanza sulla società marcia e del malaffare. Condizione fondamentale per la crescita di un Paese. Cosa che in questo momento non vedo. Quando, come Lei sottolinea, una parte attiva del Paese ha capacità di gestione delle regole, ha capacità di mettere a disposizione ( nonostante tutto) le proprie risorse ha costantemente i piedi nella melma del malaffare e della burocrazia che toglie forze e volontà di fare siamo un Paese che va avanti con il freno tirato
    • Henri Schmit Rispondi
      Sono d’accordo. Capisco anche che colui che, nel terzultimo paese dell’UE per digitalizzazione, in un momento storico di sviluppo eccezionale dovuto ai fondi e agli indirizzi europei, lavora nella digitalizzazione delle imprese, possa vedere il futuro roseo. Non sbaglia e ha scelto bene! Ma tutto il resto? I milioni di disoccupati senza protezione sociale (la quale per assurdo esiste nei paesi ora chiamati frugali), senza programmi pubblici di formazione di conversione (idem), che cosa ne faremo? Temo che ne riparleremo in autunno.
  3. Henri Schmit Rispondi
    È giusto insistere sugli aspetti ed elementi positivi. Non conosco i termini esatti del mandato. Come carrellata generica il documento mi sembra valido. Mi domando che cosa il governo saprà farne. Temo che il Presidente del consiglio si consideri un mero intermediario fra le idee elaborate dagli esperti e le misure d’applicazione che dovranno fornire le parti sociali e i rappresentanti della società civile nel successivo consesso. Il paese paga i due errori clamorosi commessi nella formazione dei governi Conte I e II, entrambi creati da Renzi, il primo rifiutando di parlare con i M5S, il secondo facendo fare ad altri (non lui) esattamente quello che aveva escluso 15 mesi prima. Questi governi non sono un fatalità, ma delle scelte politiche, condizionate dagli strumenti istituzionali fabbricati prima, soprattutto la legge elettorale.
  4. Firmin Rispondi
    Credo che un documento come questo si giudichi in base alle idee veramente "nuove". Da quel che leggo sembra un copia&incolla da documenti come il DEF, i vari Programmi nazionali di riforma, le "raccomandazioni" di OECD, imf, ec, ecc. Per non parlare del mitico rapporto dei 10 saggi di Napolitano. Un "compitino" che avrebbe potuto svolgere qualsiasi impiegato ministeriale. Incidentslmdnte, molte di queste ricette sono già fallite miseramente in passato.
  5. daniel Rispondi
    Se fossi un politico italiano, non dormirei la notte pensando a come poter far fruttare al meglio i fondi EU (MES + Recovery fund) che potrebbero dare una svolta ad alcuni dei problemi in italia (digital divide, riconversioni green, politiche energetiche e di mobilitá, infrastrutture, ricerca, Pubblica Amministrazione, Sanitá, ...). Ho un amaro presentimento che ogni proposta "tecnica" verrá come al solito sovrastata dall'endemico vizio di accontentare questo o quel gruppo di elettori privi di una qualunque visione a lungo termine...
  6. toninoc Rispondi
    Un elenco di ottime intenzioni che i politici dovranno valutare e scegliere per rimettere in moto quanto prima il lavoro e l'economia. Non so se fra le righe delle buone intenzioni c'è anche (spero di si) la sospensione temporanea della burocrazia( ponte di Genova insegna) per consentire l'IMMEDIATA partenza dei tanti lavori pubblici già finanziati ed in attesa di non si sa cosa, e di quelli nuovi da programmare e realizzare senza troppi controlli o verifiche infinite. Lasciamo il ponte sullo stretto nel mondo dei sogni delle prossime 100 generazioni ed occuppiamoci di cose fattibili subito. Il Parlamento dovrebbe rinunciare alle ferie e darsi da fare prima che l'Italia entri in coma irreversibile e l'opposizione dovrebbe smetterla di pensare solo alle elezioni perchè durante le campagne elettorali il governo non lavora e allora le numerose sale di rianimazione attivate per l'epidemia non sarebbero sufficienti a rianimare i moribondi.....per la fame.
  7. Savino Rispondi
    Occore, da un lato, il rilancio della vocazione pubblicistica dei settori pubblici o di pubblica utilità con il totale ricambio generazionale, quindi, investimenti in capitale umano, nella sanità, nella scuola, nell'università e ricerca, negli enti della p.a., nella giustizia. Dall'altro, occorre l'introduzione di elementi di flessibilità sana nel mondo del lavoro e di semplificazione della tortuosità nelle procedure, ma sempre restando nei principi di legalità, quindi niente scudi e sconti. Nel mondo del lavoro, bene il jobs act, male il decreto dignità ed ogni forma assistenziale. No ennesimi incentivi ambiente, che costringano la gente a cambiare l'auto o l'elettrodomestico.
  8. bob Rispondi
    se non si riforma con urgenza il Titolo V possiamo avere tutte le buone intenzioni che vogliamo, qualsiasi progetto si infrange con le inutili 21 "signorie" . La campagna elettorale perenne messa in atto quotidianamente, soprattutto da due "governatori" in questa emergenza, oltre che patetica è vergognosa, offende l'intelligenza e il buonsenso di quella Italia che tira la carretta. Uno statista un politico vero si contraddistingue per il coraggio delle proprie idee . Se Winston Churchill fosse stato in Italia al Suo celebre discorso alla Nazione avrebbe ricevuto pomodori in faccia, il nostro Paese riserva applausi a un comico da operetta. Di cosa vogliamo parlare
    • Thundersquirrel Rispondi
      E, d'altra parte, il comico da operetta è convinto di essere Churhill