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  1. Mahmoud Rispondi
    Quindi anche raggiungendo i 220mila aventi requisiti stimati tra gli extraschengen attualmente irregolarmente presenti nel territorio italiano, le entrate così stimate in euro 93milioni sarebbero di poco superiori ai costi pubblici della sola procedura di sanatoria (75milioni!). Alla regolarizzazione dell'altrimenti irregolare straniero consegue non solo che questi corrisponda i suoi contributi ed imposizioni fiscali, ma che usufruisca di un ampio paniere di servizi pubblici a carico in tutto od in parte alla fiscalità generale. Il rischio vero, visto che prima o poi la Costituzione garantisce un democratico diritto ad esprimersi per i cittadini italiani, non è che occorra una ulteriore sanatoria, ma che effettivamente gli irregolari siano spinti ad abbandonare i Paesi nei quali non hanno diritto a rimanere per tornare al Paese di cui sono cittadini, come negli altri Stati occidentali che a differenza del nostro non lasciano sempre sperare prima o poi tanto ci sarà un ennesimo condono all'illegalità.
  2. Fabrizio Razzo Rispondi
    Le solite paturnie teoriche elaborate da professionisti dell’immigrazione. Che non fanno altro che attirare altri disperati come accaduto dopo l’iniziativa Bellanova. Che pare non partorisca un grande successo di adesioni anche per le ragioni addotte dall’altro commentatore. Economicamente l’immigrazione è una voragine per i conti pubblici a favore del mondo variopinto che ruota attorno al business. Sempre a carico dei contribuenti obbligati all’onesta’.
  3. Catullo Rispondi
    Finché l'accesso di immigrati clandestini sarà un affare per molti, associazioni, cooperative ecc.. ben difficilmente si farà una politica seria sull'immigrazione.