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  1. andrea Rispondi
    Curioso che nel sistema scolastico italiano le discipline aziendali e giuridiche siano presenti negli istituti tecnici e professionali e totalmente assenti nei licei, salvo l'anomalo liceo ad indirizzo economico-sociale, nato sul modello dell'omologo francese ma privo di solide basi economiche e progettato il più delle volte come articolazione dei vecchi licei delle scienze umane - ex magistrali. Dal quadro orario si evince infatti il taglio prettamente "sociale" a discapito degli aspetti economici e finanziari. https://www.liceoeconomicosociale.it/il-quadro-orario-del-liceo-economico-sociale/
  2. Antonio Rispondi
    La maleducazione, in tutti i campi , è anche italiana. A gennaio, tempi non sospetti, sono andato in filiale e ho chiesto l' attivazione del deposito titoli per metterci quattro risparmi diversificati in 4 o 5 big internazionali. L' impiegata, in difficoltà, chiama il direttore a voce alta "Il signore vorrebbe giocare in borsa...".
  3. Marcello Romagnoli Rispondi
    L'educazione economia e civica sono elementi fondamentali nella preparazione del cittadino. Purtroppo anche tra i politici e gli economisti c'è una paurosa mancanza di cultura economica e di educazione civica. Si sentono infatti politici ed economisti dire che il debito pubblico è il male assoluto, che stampare moneta è sbagliato, che ne occorre vedere sovranità monetaria ecc. C'è molto da fare ed è importante come lo si fa.
  4. Gerardo Coppola Rispondi
    Ho fatto EF in Bankitalia per una decina di anni. E’ disarmante. Sottoscrivo completamente il commento di Enrico D’Elia. Insegnare le insidie delle banche e della finanza sarebbe una ottima lezione per adulti e anche per molti economisti. Provare per credere, di materiale ne abbiamo eccome.
  5. Enrico D'Elia Rispondi
    Non c'è dubbio che le competenze dei giovani italiani siano insufficienti e comunque inadeguate al mondo moderno. Tuttavia i test PISA sono notoriamente distorti a favore dei paesi anglosassoni, ad esclusione di quelli sulle competenze matematiche e scientifiche generali. Questa indagine sulla literacy finanziaria non fa eccezione. È ovvio che un giovane che può contare su un servizio sanitario ed una pensione pubblica non conosca le finezze di un piano assicurativo e di risparmio. Un italiano non ha bisogno di indebitarsi per frequentare una università o per superare un periodo di disoccupazione. Se, in futuro, decideremo di adottare un modello sociale più anglosassone non ho dubbi che i nostri giovani (e non solo) si attrezzeranno. Nel frattempo, qualche lezione dedicata alle insidie di alcuni prodotti finanziari non farebbe male. Come pure sarebbe auspicabile almeno una introduzione alla macroeconomia e alla finanza pubblica, visto che questi sono i temi principali su cui siamo chiamati a votare. Sarebbe un ottimo antidoto al populismo e agli economisti da talk show.
  6. Catullo Rispondi
    Ma siamo sicuri che questi test siano affidabili? E soprattutto come si fa ad essere sicuri che rispondano sinceramente e non a caso visto che i giovani italiani hanno spesso una tendenza anarchica a deridere il sistema? Chi ha a che fare con loro capirà quello che dico, a quell'età inoltre mi sembra più marcato nelle ragazze.