Beppe Grillo, Piazza Pulita, 28 gennaio:

“Qui abbiamo un buco di 14 miliardi di euro”

FALSO

Innanzitutto è necessario attribuire un significato preciso alla parola “buco”. Vi sono , in questo caso, due possibili alternative:

– Interpretare il “buco” come una perdita di conto economico realizzatasi nel 2011 o 2012.
– Interpretare il “buco” menzionato da Grillo come potenziali perdite future ,dovute a svalutazioni di componenti dell’attivo o al mancato rimborso di crediti verso la clientela.

La differenza sostanziale è che una perdita, una volta iscritta, è certa mentre il valore dei cosiddetti asset tossici o in sofferenza è ben altro discorso.
Tuttavia, anche in questo in caso i principi contabili in vigore richiedono che vengano iscritti a conto economico i necessari accantonamenti , in contropartita di fondi a copertura dei rischi futuri. Sui dettagli tecnici non ci addentriamo ulteriormente, ma si tenga a mente che tali perdite non sono ancora state realizzate, e sono in parte coperte da fondi rischi previsti per legge.
Veniamo ai numeri  (1):

– Nei primi nove mesi del 2012 è stata registrata una perdita di circa 1665 milioni (Considerando gli effetti netti della PPA [2] e quelli delle sopracitate svalutazioni)
– Nel 2011, invece la perdita registrata è di oltre 4 di miliardi. (I risultati si riferiscono al conto economico consolidato, tengono conto degli effetti netti della PPA, e sono comprensivi anche di impairment e svalutazioni.)

Sempre a livello di gruppo, tra il 31 dicembre 2011 e il 30 settembre 2012 la percentuale di crediti in sofferenza e incagliati è passata dal 7,5% al 9% sul totale dei crediti alla clientela, che ammontano a circa 140 miliardi di euro.
In termini nominali, l’ammontare dei crediti di difficile riscossione è salito da 10.9 a 13.4 miliardi. Il  dato di 13.4 miliardi corrisponde al valore totale dei crediti deteriorati, al netto del fondo rischi.
Da un’ analisi più approfondita abbiamo potuto verificare che la percentuale di copertura sui crediti deteriorati è passata dal 41.3% al 38.4% durante il periodo trascorso tra il primo gennaio e il 30 settembre 2012. il dato non è in realtà particolarmente indicativo, in quanto ignora l’esistenza di garanzie tali da ridurre le perdite che vanno anche a coprire il valore netto dei crediti.

Difficile trovare un riscontro oggettivo della cifra segnalata dal leader del Movimento 5 Stelle, anche perché i rimanenti asset sono anche stati oggetto di svalutazioni, e può darsi inoltre che parte dei crediti in sofferenza vengano recuperati.
Per quanto riguarda il portafoglio titoli e l’esposizione sui derivati proprietà, a pagina 28 dell’ultimo resoconto di gestione -datato 30 settembre 2012 – viene riportato un valore complessivo di 37 miliardi, in aumento di circa 1 miliardo rispetto al 30 giugno 2012.
Come noto dalla cronaca, le perdite sui contratti derivati sono oggetto di analisi da parte dei revisori e di possibili inchieste giudiziarie, pertanto ci asteniamo da qualsiasi tipo di valutazione.
Il bilancio consolidato per l’anno 2012 non è ancora disponibile. Valuteremo nell’ordine, le perdite e i crediti in sofferenza/incagliati riportati nel Bilancio 2011 e nel Resoconto Intermedio di Gestione datato 30 settembre 2012.”

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(1) La tabella riporta la composizione dei crediti verso la clientela, pag. 40 del progetto di bilancio consolidato 2011.
(2) Purchase Price Allocation

Fonti: Progetto di Bilancio 31/12/2011 e resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2012 – Banca Monte dei Paschi di Siena

 

Mario Monti, Zeta (la7),  25 gennaio:
“Dei  4 miliardi una parte – 2miliardi circa –  è semplicemente sostituzione dei Tremonti-Bond, quindi il netto eventuale di prestito sarebbe di 2 miliardi”

VERO

Con riferimento ai  dati riportati nella  “ Nota integrativa consolidata” *, si può confermare senza ombra di dubbio quanto dichiarato dal senatore Monti.  Infatti, a compendio della tabella riassumente le variazioni  degli strumenti di capitale per gli anni 2010 e 2011, viene specificato che l’ammontare di  1.900 mln. di euro alla voce  “Altri strumenti di capitale” corrisponde all’emissione di Tremonti bond sottoscritta  da MPS nel 2009. Inoltre, attraverso la lettura dei bilanci consolidati per gli anni 2009 e 2010, si può facilmente verificare che non c’è stata alcuna riduzione netta del finanziamento concesso dal governo.

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La figura riporta la struttura delle tabelle consultate per il fact checking, nonché buona parte dei dati utili.
(* pagina 254 del progetto di bilancio redatto per l’anno 2011, 249 per quanto riguarda il bilancio 2010).

Fonti:  Progetti di Bilancio al 31/12/2011 e 2010,2009  –  Banca Monte dei Paschi di Siena

*a cura di Checkmate e LinkTank

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