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  1. Piero Rispondi
    La chiusura delle scuole dal nido alla media inferiore è un disastro che si repercuoterà negativamente sulla formazione dei bambini e dei preadolescenti. Forse questo sicuro pericolo non è chiaro alla maggior parte dei genitori, ma non è perciò meno reale. E non è meno necessario che i genitori che lo temono si mobilitino per contrastarlo.
  2. Lorenzo Luisi Rispondi
    Un mese fa abbiamo sottoscritto un appello al ministro affinché tornassero a scuola almeno gli studenti degli ultimi anni di ciascun ordine [https://secure.avaaz.org/it/community_petitions/ministra_della_pubblica_istruzione_lucia_azzolina_priorita_alla_scuola_/]; Ho messo in evidenza sui miei canali social che se lo Stato rinuncia anche al tentativo di riapertura delle scuole potrebbero esserci conseguenze notevoli. Ho mostrato una cartografia dell'Unesco [https://en.unesco.org/covid19/educationresponse] … l'Europa del Nord ha riaperto le scuole a partire dalle classi dei cicli delle età inferiori. In Europa del Sud ... alcuni Stati hanno rinviato a settembre la riapertura ( Albania, Romania ed Italia). Chiusa l'emergenza sanitaria, l'Italia ha già condiviso vari protocolli per la riapertura di aziende, cantieri, negozi ..., perché ha rinunciato al tentativo di riaprire le scuole? L'estate non è una buona stagione per testare norme igieniche, distanziamento fisico, aerazione dei locali e misure protettive per sé stessi e per la comunità? Personalmente credo che si sia scambiato l'ordine dei valori: recupero economico VS crescita dell'individuo. A breve termine le conseguenze maggiori potrebbero essere: aumento delle disuguaglianze fra ceti facoltosi e meno abbienti, aumento dei casi di abbandono scolastico, diminuzione dell'autostima dei singoli studenti (considerati possibili untori dai mass media ), depauperamento del ruolo dell'insegnante ...
  3. giuseppe Rispondi
    Perchè no come i peripatetici ? Perchè manca un maestro come Aristotele.
  4. fiorella farinelli Rispondi
    ottima idea, ma per il momento viale Trastevere non promuove affatto una collaborazione tra la scuola e i centri estivi ; si riscontrano anzi casi di forte contrarietà dei dirigenti scolastici a "concedere" alle attività estive organizzate dai Comuni l'uso a luglio e agosto dei giardini e dei giardini e degli edifici scolastici ( peraltro di proprietà dei Comuni )