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  1. Domenico Gammella Rispondi
    Professore, buongiono. Sta circolando sul web in queste ultime settimane il PIano di emergenza nazionale, tra i promotori anche economisti, e volevo chiederle cosa ne pensava visto che la televisione pubblica (i media dominanti) non accennano ad alcun dibattito sull'argomento così essenziale in questa fase per il bene del nostro paese..
  2. Henri Schmit Rispondi
    La crisi potrebbe/dovrebbe essere l’occasione di una vasta riforma fiscale, facilitata dalla temporanea sospensione dei vincoli di bilancio. Purtroppo non esiste alcun piano salvo idee puntuali come questa. L’orientamento di una riforma dovrebbe essere di alleggerire la tassazione dell’impresa e di rendere più progressiva e più effettiva la tassazione dei redditi delle persone fisiche. Gran parte dell’elusione tiene ai montaggi spesso internazionali fra i due mondi, quello delle imprese e quelli delle persone fisiche. Non è colpa dei paradisi fiscali, se una parte dei profitti societari vi finiscono, ma della legislazione fiscale italiana che non ha mai voluto/saputo erigere delle difese contro tali abusi. Senza una soluzione a questa problematica, la proposta dell’autore avrà degli effetti positivi, ma renderebbe il sistema ancora più bizantino, ingiusto ed inefficiente di quanto lo è ora.
  3. Enrico D'Elia Rispondi
    Le corona share mi sembrano una idea eccellente che però già in passato si è scontrata con almeno tre difficoltà. La prima è che non le vogliono le imprese, che non intendono mettere a rischio la proprietà e trovano altri canali di finanziamento più economici di eventuali azioni privilegiate con diritti di voto limitati e rendimento minimo garantito. La seconda è che non li gradiscono le famiglie, perchè sis tratta di strumneti troppo rischiosi e illiquidi. La terza è che non pacciono alle banche e ai fondi, perchè oltre ad essere poco liquide e rischiose, non sono dotate di un rating e quindi richiedono un costoso e laborioso proesso di valutazione. Non è un caso se l'AIM raccoglie appena 6 mld di capitalizzazione, compresi minibond e altri strumenti quotati. Si potrebbero eliminare alcuni di questi difetti incentivando l'emissione di quote azionarie di Confidi o di gruppi di imprese con responsabilità solidale, che rappresenterebbero una versione tascabile rispettivamente del MES e degli eurobond.