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  1. F.Mario Parini Rispondi
    Come rientrare dal debito della p.a. Una patrimoniale avrebbe un effetto deleterio dal punto di vista sociale.L 'unica via sono due provvedimenti duri, ma razionali con ricadute elevate a tutti i livelli. Introduzione dell'IMU sulla prima casa e revisione delle rendite catastali e ,provvedimento drastico, introduzione dei pos ovunque con riduzione totale o quasi del denaro contante .Altre soluzioni per gli italiani non esistono
  2. F.Mario Parini Rispondi
    Al comando sono necessari statisti non politici.L'occasione per una rinascita è ghiotta,ma bisogna scegliere in modo oculato gli investimenti che abbiano una ricaduta sostanziale.Come tecnico,vedo alcune grandi possibilità.Faccio un breve elenco: a)AV Na /Ba e Sa/Rc oltr a Pa Ag e Ca/SS b)Interventi sulla rete ferroviaria tipo Andora/Finale ligure raddoppio ed altri tratti c)Linee MM a Mi,Roma,To d)Rete di inceneritori per lo smaltimento dei rifiuti dopo riciclo e delle giacenze napoletane e romane e)Nuovi ospedali con strutture antisismiche e razionali f)Ristrutturazione patrimonio scolastico g)Responsabilità dei dipendenti statali dei ritardi nello svolgimento delle pratiche ed infine valorizzazione della competenza,e dell'onestà.
  3. Henri Schmit Rispondi
    Servirebbe un bel articolo del prof. Hamaui o di uno dei suoi colleghi, Onado o Baglioni, sul ruolo cruciale delle banche nell’utilizzo dei fondi per il rilancio dell’economia e la sopravvivenza del sistema imprenditoriale. Gli interventi straordinari e le garanzie pubbliche non potranno che confermare il ruolo specifico e indispensabile delle banche per canalizzare i fondi verso i debitori più meritevoli, più promettenti. Questa circostanza gioverà a breve termine alla tenuta del sistema bancario.
  4. Massimiliano Rispondi
    Gent.mi grazie per le riflessioni proposte. Vorrei fosse chiarito un punto (se possibile): se si attivasse il MES, ci sarebbe la possibilità giuridica che venissero applicate (per es. a maggioranza ed ex post) condizioni di vario tipo e non conoscibili in fase di eventuale attivazione del finanziamento? Perché è evidente che se la risposta fosse NO (con prove giuridiche e da fonti qualificate) si potrebbe valutare, ma se fosse SI’ si dovrebbe evitare. Altra domanda. In base all'art.117 della Costituzione lo Stato italiano ha competenza esclusiva sulla moneta. Se la BCE non potesse monetizzare il debito come proposto in altro suo articolo, ci potrebbe essere la possibilità di emettere moneta di Stato (statonote) a circolazione solo interna? Ho letto (citazioni da fonti giuridiche qualificate) che sarebbe una strada percorribile rispettando anche i trattati UE che regolano l'emissione di banconote dalla BCE e non vieterebbero l'emissione di statonote (moneta di Stato) a circolazione solo interna (all'Italia). Chiaramente le statonote sarebbero funzionali a superare qs momento estremamente difficile (senza far aumentare ancora il debito) se la UE ponesse come pratica alternativa o il MES (+o- condizionato) o quasi nulla nella sostanza (a parte Sure e la Bei e soprattutto se il Recovery Fund arrivasse con tempi e modi non + utili alle necessità). Grazie mille e cordiali saluti.
  5. Henri Schmit Rispondi
    L’ultima comma è quello che conta. Vaste programme! diceva l’altro. Per realizzarlo servirebbe un piano pronto, idee precise condivise, direi quasi un’ideologia riformistica. Purtroppo c’è poco di più dell’alternativa fra flat tax e il nulla o lo status quo.
    • Ettore Sabatino Paolino Rispondi
      La flat tax non esiste in nessun Paese liberale occidentale,neanche negli Usa paese guida del liberismo mondiale! Esiste in Russia,ed in alcuni paesi dell'est Europa che hanno un livello di welfare minimo. Cottarelli che è di orientamento mainstream e liberista,favorevole alla riduzione delle Tasse, ha più volte espresso le sue riserve sulla Flat tax argomentando che in letteratura Economica ci sono debolissime evidenze che la Flat Tax faccia crescere il gettito fiscale,ed aumentare il Pil come sostengono i suoi promotori. Credo che nessun economista serio prenda ancora in considerazione la Curva di Laffer,tranne Giulio Tremonti.
      • Henri Schmit Rispondi
        Lo dice a me?!? Sono stato forse l’unico ignoto ed insignificante commentatore sotto gli articoli pubblicati su questo forum, sin dal primo firmato Nicola Rossi, a criticare tale proposta come fumosa, incoerente, ingiusta, dannosa e incostituzionale. È anche colpa dei sedicenti liberali e liberisti che si abbia preso la proposta sul serio, che se ne stia ancora parlando e che si rischi che faccia la differenza anche alla prossima tornata elettorale.
  6. emilio Rispondi
    L'importante è che la spesa sia anche indirizzata su cose utili e che servono … le conosciamo da tanti anni ma in italia non hanno mai funzionato (possiamo per esempio ricordare la storia del MOSE). Quindi forse più che spesa la cosa più ci serve è una classe politica che non badi al proprio interesse di breve periodo …. il resto sono tutte cose utili ma con i politici che abbiamo avuto dalla crisi del 2008 fino al 2018 mi sembra difficile poter cambiare strada rispetto a quelle percorse finora ….
    • enzo Rispondi
      Giusto. In Italia si parla sempre del maggior debito da fare con la scusa degli investimenti e poi nessuno va a vedere la qualità della spesa fatta col nuovo indebitamento. Il più delle volte viene sprecato in politiche elettoralistiche quando non addirittura "sondaggistiche"
  7. Ettore Sabatino Paolino Rispondi
    Finalmente un articolo non pregiudizialmente ostile alla monetizzazione del debito,ed all'uso della "buona spesa pubblica" come strumento di politica Economica!
    • Antonio Aquino Rispondi
      “Seguendo il Wicksell …Il tasso naturale d’interesse è … il tasso al quale il risparmio e il valore degli investimenti si bilanciano esattamente …..Ogni divario del tasso di mercato dal tasso naturale tende … ad alterare il livello dei prezzi …” (keynes, A treatise on Money, vol. I, 1930; Feltrinelli, 1979, p. 121)). Inoltre: "a constant deviation of the rate of interest on loans below the natural rate on capital will bring about not merely a rise in prices … but a progressive rise, proceeding without limit” (Wicksell, Interest and prices, 1898, pp. xxiv-xxvii). Non sembra quindi possibile che "la politica monetaria, oltre ad assicurare molto a lungo tassi negativi, monetizzi parte del debito, seppure in via eccezionale per non perdere la propria credibilità". Negli ultimi anni la determinante fondamentale dei tassi d’interesse negativi è stato l’eccesso di offerta mondiale di risparmi di “piena occupazione”) rispetto alla domanda di fondi mutuabili (per investimenti) a tassi d’interesse anche nulli. Gli acquisti di titoli pubblici dalle banche centrali sono stati determinati quindi non dalla volontà di “monetizzare il debito pubblico” ma dalla necessità di adeguare i tassi d’interesse di lungo periodo al loro livello “naturale”. All’eccesso di offerta di risparmio ha contribuito soprattutto la Germania. In prospettiva, una riduzione dei risparmi e un aumento degli investimenti potrebbe determinare un aumento del livello “naturale” dei tassi d’interesse che le banche centrali, per non perdere credibilità, non potrebbero non assecondare.